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Silva e la nuova Lazio: l’analisi tattica dell’inserimento dello spagnolo

L’arrivo di David Silva rappresenta un sicuro upgrade per la società di Lotito ed un viatico ideale per tornare ad affrontare (dopo tredici anni) l’avventura della Champions League.

Articolo a cura di Michele Tossani

A 34 anni d’età, lo spagnolo ha ancora tanto da dare e in un calcio come quello italiano potrebbe ripercorrere le orme di Frank Ribery, cioè quelle di un campione in grado di fare la differenza in questo contesto.

Una delle novità più interessanti prodotte da Pep Guardiola al Manchester City è stata quella di utilizzare David Silva e De Bruyne da mezzali. Giocando da interno lo spagnolo ha avuto la possibilità di muoversi verticalmente lungo il mezzo spazio sinistro, per cucire il gioco in zona di rifinitura. Proprio le sue qualità associative, a cominciare dalla capacità di muovere rapidamente palla e di farsi trovare smarcato oltre la linea di pressione avversaria, hanno consentito a Silva di esaltarsi nella nuova posizione e di aprire o trovare linee di passaggio per consentire ai Citizens di risalire il campo ed essere pericolosi in zona di rifinitura (1.43 p/90 passaggi per il tiro questa stagione). Da qui poi l’ex Valencia può invadere l’area avversaria. I 7.17 p/90 tocchi in area di rigore nella Premier appena conclusa dimostrano proprio questa sua capacità di attaccare in avanti. In più ci le 6 reti e i 10 assist registrati in 27 partite.

Come potrebbe inserirsi nella Lazio?

Lo scacchiere tattico presentato quest’anno da Simone Inzaghi è stato quello di una squadra che ha aggiunto qualcosa sul piano del palleggio (il possesso medio è passato dal 50.7% del 2018/19 al 51.1% di questo torneo) e sull’utilizzo di quest’ultimo per superare le linee di pressione avversarie (i passaggi chiave raccolti da Sics sono passati dai 1.101 dello scorso anno ai 1.269 di questo) e guadagnare campo in avanti.

In pratica, la Lazio 2019/20 è rimasta una compagine verticale ma che ha aggiunto qualcosa in termini di gioco posizionale e risalita del campo (i passaggi per possesso sono aumentati da 4.43 a 4.71). I biancocelesti hanno affidato la costruzione al portiere, ai difensori centrali e a Leiva per attirare e superare la pressione avversaria. Nel caso in cui questa operazione non fosse riuscita, alla Lazio rimaneva l’opzione di alzare la palla verso Milinkovic-Savic per andare poi a giocare sulle seconde palle nell’altra metà campo.

L’arrivo di Silva consentirà ora a Inzaghi di poter disporre di un uomo in più da aggiungere al serbo e a Luis Alberto per alzare ulteriormente il livello del palleggio della squadra. L’abilità nel cucire il gioco, di cui sopra e quella di resistere alla pressione avversaria fanno di Silva un elemento sulla carta ideale per rendere ancora più efficace il primo possesso biancoceleste e per far diventare la catena destra (qualora venisse impiegato da mezzala su quel lato del campo) della squadra di Inzaghi pericolosa quanto quella di sinistra, tradizionalmente il lato forte degli attacchi dei capitolini.

Ma Inzaghi potrà utilizzare lo spagnolo anche come trequartista in un 3-5-1-1 già visto (con Correa dietro Immobile) o in un inedito (per i laziali) 3-4-2-1, con Silva accoppiato all’argentino dietro il capocannoniere di quest’anno. Le sue qualità nella rifinitura potrebbero essere la premessa per regalare ulteriori palle gol ad Immobile.

Con due esterni larghi e due mezzepunte dietro un attaccante come Immobile (abilissimo ad attaccare la linea avversaria) la Lazio avrebbe la possibilità di riempire gli spazi di ampiezza, rifinitura e profondità (A.R.P. secondo l’acronimo di Maurizio Viscidi) anche in situazione di attacco posizionale, al quale aggiungere sempre la palla alta per un Milinkovic-Savic attaccante aggiunto.

Sulla carta quindi un rinforzo notevole per Inzaghi e un altro elemento di qualità che arriva nella massima serie.

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