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Parola ai tifosi

Sogno un quadrangolare estivo in onore di Giuliano Fiorini

Lazio, quattordici anni fa ci lasciava Giuliano Fiorini

Il nostro amico Giovanni Calviello condivide il suo ricordo personale di Fiorini. E auspica un’iniziativa che coinvolga le squadre della sua carriera

Si fa presto a dire Giuliano Fiorini, si fa presto a definirlo un semplice centrattacco. Lui, con Chinaglia, è il centrattacco per antonomasia della Lazio; quella sorta di totem per il quale il laziale, di qualunque generazione sia, nutrirà sempre Amore.

A lui, a quel goal di trentadue anni fa, la Lazio deve tutto. Dopo di lui arrivò Cragnotti e l’epopea dei trionfi, Signori, Rocchi e Immobile in ordine sparso; senza quel goal probabilmente saremmo spariti dai radar del calcio a livelli alti.

Giuliano era una persona mite, buona, goliardica e amante della bella vita da buon emiliano, un bohémien dei suoi tempi. Ha seminato bei ricordi ovunque sia stato, Genova, San Benedetto, Bologna. Sarebbe bello organizzare il 5 agosto di un qualsiasi anno, per l’anniversario della sua morte, un quadrangolare tra queste squadre.

Personalmente lo conobbi proprio nel 1987, quando la Lazio organizzò un’amichevole contro la Pro Patria a Nerviano, il paese natale del Cecco in vista della trasferta a Modena pre pasquale. Riuscì a far ridere Acerbis, uno che di  solito era sempre sulle sue, forse perché aveva capito tutto dell’ambiente calcistico romano. L’impressione che ne ebbi è che lui,
Terraneo, Lele Podavini e il maestro Caso erano i fedelissimi di Mr Fascetti, le guide spirituali di quel gruppo meraviglioso. E sapere che sua figlia sia rimasta affezionatissima ai nostri colori non può che riempirci il cuore.

Viva Giuliano Fiorini, viva la Lazio.

 

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