Resta in contatto

Esclusive

Il gol di Fiorini nel racconto emozionante di Dal Bianco, il portiere di quel Vicenza

Fiorini Lazio-Vicenza 21 giugno 1987 Fiorini

In occasione dei 32 anni dalla storica, fondamentale rete di Giuliano Fiorini contro il Vicenza, abbiamo chiesto all’allora portiere biancorosso di raccontarci il suo ricordo privilegiato – intervista di Alessandro Crescenzi

La partita giocata il 21 giugno 1987 allo Stadio Olimpico tra Lazio e Vicenza è entrata nella storia biancoceleste: il gol di Fiorini ha evitato alla Lazio di scomparire con la retrocessione in Serie C.

Per l’occasione, abbiamo voluto chiedere un ricordo particolare, inedito: quello di Ennio Dal Bianco, il portiere del Lanerossi Vicenza, protagonista in campo quel giorno di 32 anni fa. Insieme a lui, è possibile rivivere le emozioni di quella storica sfida da un punto di vista insolito e privilegiato.

Il ricordo di Ennio Dal Bianco: “Vedere 80.000 laziali, uno spettacolo”

Ennio Dal Bianco, persona squisita e gentile – con un inconfondibile accento veneto – ricorda con piacere le emozioni di quel giorno:

“Ero abituato al pubblico di Vicenza, molto caldo, ma entrare in campo quel giorno e vedere 80.000 laziali è stato davvero unico e spettacolare. Rimasi impressionato dal calore della gente e dai colori, bianco e celeste, che tingevano lo stadio”.

Ennio aveva attraversato anni difficili per colpa di molteplici infortuni al ginocchio e, in quella stagione, aveva giocato solo le ultime 9 partite di campionato:

“Ero sereno – stranamente – visto che sono una persona estremamente emotiva: durante il riscaldamento le due squadre erano separate da una siepe e io, seduto su una panchina, mi misi ad osservare Terraneo, che stimavo come calciatore esperto, per carpire da lui qualche segreto. Si percepiva l’importanza della partita”.

“La palla arrivò casualmente nell’area del Vicenza, poi però…”

La partita è tesa, tattica e le due squadre giocano con la paura, la Lazio è costretta a vincere e si getta nella metà campo biancorossa:

“Il primo tempo fu una sofferenza, la Lazio attaccava e il vero protagonista diventai io: su un tiro da fuori di Poli, fui costretto a un intervento sulla sinistra, proprio la parte sulla quale avevo problemi… Di slancio riuscii a prenderla, fu la parata più bella di tutta la partita”.

Nel secondo tempo, il LR Vicenza giocò in 10, ma la Lazio era stanca, non creava più i pericoli del primo tempo:

“Eravamo consapevoli di essere vicini al traguardo, percepivamo la stanchezza fisica e mentale della Lazio”.

Poi, quasi dal nulla, l’azione del gol di Fiorini:

“La palla arrivò casualmente nell’area di rigore del Vicenza con un tiro senza pretese di Podavini. La traiettoria però spinse la palla verso Fiorini, che riuscì con una magia a liberarsi di Bertozzi. Ero sicuro di prendere il tiro, uscii in presa bassa, ma con un colpo di punta riuscì a eludere il mio intervento”.

Dopo il gol il boato dello stadio:

“Per noi fu come perdere la finale di Champions League, ma ricordo ancora l’urlo forte e liberatorio dell’Olimpico, qualcosa che è difficile descrivere”.

“Calleri mi voleva alla Lazio”

Tra Ennio e la Lazio un filo conduttore sempre vivo negli anni:

“Dopo la retrocessione in Serie C con il Vicenza, fui vicino ad indossare la maglia della Lazio. Il presidente Calleri, impressionato dalla prestazione della partita dell’anno prima, mi voleva come portiere. Tutto saltò perché la Lazio decise di puntare su Fiori e la mia carriera continuò con il Padova”.

Ennio Dal Bianco

Ennio Dal Bianco con la maglia del Padova a metà degli anni Novanta

“La Lazio è la mia seconda squadra del cuore”

Le sensazioni forti di quel giorno sono rimaste nel cuore e nella mente di Dal Bianco:

“La Lazio comunque è entrata indissolubilmente nella mia vita, è la mia seconda squadra del cuore. Sono consapevole di essere entrato nella storia della squadra biancoceleste perché ancora, a distanza di anni, ricevo con piacere chiamate da Roma che mi ricordano quella partita, le mie parate e le emozioni: il 21 giugno per me rimane un giorno speciale”.

“Quella partita salvò la vita a mio figlio”. E una promessa…

Una partita che cambia la storia della Lazio, ma che cambia anche la vita di Ennio:

“Ero diventato padre da qualche mese e, se oggi ho la fortuna di avere con me un ragazzo di 32 anni, lo devo esclusivamente al gol di Fiorini e alla Lazio. Nel caso in cui avessimo pareggiato la partita, non sarei tornato a Vicenza e sarei partito direttamente per il ritiro di Napoli per giocare gli spareggi la settimana successiva. Invece ho avuto la fortuna di rientrare: mio figlio ha avuto un grave malore e ho deciso di persona di portarlo in ospedale dove è stato operato di urgenza, un intervento delicato. La fortuna di esserci è stata determinante, aspettare un altro giorno avrebbe significato perdere un figlio e questo lo devo anche al quel Lazio-Vicenza”.

Tornando al presente:

“Ho deciso di aiutare i ragazzi e le persone che hanno avuto i problemi che ho affrontato anche io negli anni: ho aperto un centro fisioterapico e ortopedico per mettere al servizio degli altri la mia esperienza personale. E seguo con piacere la Lazio: è una realtà importante, gioca un buonissimo calcio e la speranza è quella di vederla stabilmente tra le prime quattro squadre in Serie A; sarebbe il giusto premio al progetto di crescita intrapreso”.

Ci salutiamo con una promessa:

“Tornerò all’Olimpico per vedere una partita della Lazio”.

Noi lo aspettiamo, perché ormai Ennio è diventato un tifoso laziale.

 

Leggi anche:

Il post della Lazio in ricordo del gol di Fiorini

 

Lazio, le parole di Fascetti: “Non capimmo subito l’importanza di quanto fatto”

13 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
13 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI BIANCOCELESTI

Il leader carismatico della squadra che regalò ai tifosi il primo scudetto nel 1974

Giorgio Chinaglia

Il simbolo della Lazio. Un gol dopo l'altro, una prodezza dopo l'altra

Giuseppe Signori

Advertisement

Altro da Esclusive