Resta in contatto

Nostalgia Chinaglia

Veron e Cragnotti in radio: “Eravamo una grande squadra, ma abbiamo vinto poco”

A Radio Incontro Olympia 105.8 sono intervenuti in diretta Juan Sebastian Veron e l’ex presidente Sergio Cragnotti. Ripercorsi tanti bei momenti del passato biancoceleste.

Per i tifosi all’ascolto sarà stato un tuffo al cuore. Oggi A Radio Incontro Olympia Juan Sebastian Veron e Sergio Cragnotti sono stati intervistati insieme e hanno regalato racconti e aneddoti del periodo più vincente della storia biancoceleste. Veron in realtà non sapeva che sarebbe intervenuto anche l’ex presidente. Per lui quindi una gradita sorpresa che gli ha permesso di sottolineare una volta in più il legame affettivo che si era creato in quel tempo.

Veron ha iniziato a raccontare della sua attuale attività da presidente dell’Estudiantes in Argentina.
Sono presidente della società estudiantes de la plata. La realtà delle società argentine è che sono tutte sociali e polisportive. Lavoriamo prima di tutto come tifosi e per piacere. Qui non ci sono padroni delle società, non si possono comprare“.

Poi a è arrivata la telelfonata di Sergio Cragnotti. Momento di affettuosi saluti con Veron che lo ha definito “Il più grande“. L’ex presidente ha scherzato dicendogli: “Adesso puoi capire anche da presidente le sofferenze mie dell’epoca“. E l’argentino ha ribattuto: “Ma anche le soddisfazioni! Ora capisco il grande lavoro di coloro che gestiscono le società e che grande fatica si fa“.

Il Siparietto è proseguito. “Eravamo una grande squadra – ha detto il presidente – ma abbiamo vinto poco“. Poi una punzecchiata a Sebastian: “La colpa è anche sua che a volte non voleva giocare“. Tra le risate, l’ex patron ha raccontato un aneddoto su una trasferta a torino dove Veron non voleva scendere in campo. “Quasi vero” ha ammesso lui.

Poi Cragnotti è andato anvanti: “Di giocatori come lui oggi non ce ne sono. Oggi girano cifre iperboliche. Ma allora all’epoca lui quanto valeva? Anche il calcio comunque è cambiato. Prima era più tecnico ora è tutto più fisico“.

Veron ha ripreso la parola dando la sua opinione su come vadano gestite le squadre di calcio: “Io ho avuto la fortuna di avere due presidenti in Italia che capivano molto di calcio. Una squadra non si fa in un giorno. Si costruisce col tempo. Tanto Cragnotti quanto Moratti hanno avuto la pazienza di costruire con i colpi giusti sul mercato. Avevano una visione. Erano persone umanamente vicine ai giocatori, con un rapporto che da altre parti non c’era. Forse abbiamo vinto poco con la Lazio, ma se così doveva andare va bene uguale. Ho solo ricordi meravigliosi di quel periodo. Oggi si pensa di più al business che a formare delle squadre come famiglie“.

Gli ha fatto eco il vecchio presidente, sullo stesso argomento: “Oggi è cambiato il sistema. Le società sono finanziarie. i presidenti sono più distaccati. Noi eravamo invece più vicini. Questo creava protezione per i giocatori e una concezione che permetteva di capire i momenti critici. Quando quotai la Lazio in borsa le azioni non dovevano rappresentare il patrimonio di un finanziere che investiva e guadagnava, ma una partecipazione dei tifosi alla vita sociale della società. L’idea è fallita perché è mancato il rapporto con la tifoseria. Oggi più che mai servono i soldi per vincere. L’organizzazione strumentale della società è un bene comune. C’è bisogno degli asset, oltre che dei campioni“.

In chiusura di intervista Veron ha parlato del rapporto speciale con i tifosi: “Il ricordo dei tifosi è ancora presente. Ancora vedo l’amore che loro hanno per la Lazio e sono simili in questo a come lo vivono in argentina. Lo stesso che è successo alla Lazio è accaduto anche all’estusianter. Dopo 25 Anni abbiamo vinto lo scudetto. Il legame con la gente è forte sia in argentina sia in Italia. Mi ha fatto piacere vedere la gente allo stadio e vedere che in società ancora oggi si lavora con la stessa passione“.

1 Commento
Subscribe
Notificami
guest
1 Commento
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI BIANCOCELESTI

Lo storico difensore e capitano dello Scudetto del 2000

Alessandro Nesta

Il leader carismatico della squadra che regalò ai tifosi il primo scudetto nel 1974

Giorgio Chinaglia

Il simbolo della Lazio. Un gol dopo l'altro, una prodezza dopo l'altra

Giuseppe Signori

IL LIBERO E CAPITANO DELLA LAZIO DEL PRIMO SCUDETTO

Pino Wilson

L'indimenticabile allenatore della Lazio del primo scudetto

Tommaso Maestrelli

Una delle ultime bandiere e simbolo della Lazio

Vincenzo D'Amico

Advertisement

Signori, e segna sempre lui: che ricordi hai di Beppe-gol?

Ultimo commento: "Fantastici ricordi di un signori eccezionale e letale per chiunque odiato dalla tifoseria romanista all'inverosimile. Quando Cragnotti senza preavviso..."

Immobile da record: Ciro stacca Quagliarella e punta la top 10 assoluta dei marcatori in A

Ultimo commento: "Unico solo intramontabile Ciro! Grazie di esistere"
Lazio, i Miti: Giorgio Chinaglia

Giorgio Chinaglia, il grido di battaglia: rievoca le gesta di Long John

Ultimo commento: "Unico , indimenticabile , una bandiera , un trascinatore ... di una tale Lazialita' senza rivali.......Quel coraggio di affrontare una curva..."
Lazio, Tommaso Maestrelli

Lazio, oggi la ricorrenza della scomparsa di Maestrelli

Ultimo commento: "Mi ricordo che tristezza"

#CountdownToHistory: Immobile nella leggenda

Ultimo commento: "Grandissimo"

Altro da Nostalgia Chinaglia