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Lazio: Acerbi, la mossa che ha fatto la differenza con il Borussia Dortmund

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Lazio, il leone ha fatto la differenza in entrambe le fasi

Ieri sera la Lazio ha sfidato e battuto in maniera convincente il Borussia Dortmund. I biancocelesti sono stati padroni della gara, concedendo sì il palleggio si tedeschi ma difendendo in maniera compatta e organizzata, pronta a far male con il pressing alto e le ripartenze veloci. Proprio con questi due principi nasce il primo gol, quello di Immobile, con Leiva altissimo a recuperare palla in pressing e Correa che serve subito Ciro in area di rigore. Il secondo gol invece ha origine su una bellissima imbucata per Correa che scappa con i tempi giusti e si presenta d’avanti ad Hitz che chiude in angolo, dal quale nasce il raddoppio. Azione molto simile anche quella del 3-1, con Luis Alberto che inventa una verticalizzazione perfetta per Immobile che serve un cioccolatino ad Akpa Akpro che da due passi non sbaglia e chiude la partita.

Quello che però ha fatto veramente la differenza ieri sera, è stata l’organizzazione della difesa e della fase difensiva preparata da Simone Inzaghi. Il recupero di Luiz Felipe, e la contemporanea indisponibilità di Radu, ha spinto il tecnico a provare una mossa che da tempo aveva in mente: Acerbi sul centrosinistra dall’inizio. Contro la Samp il leone è partito al centro, con Hoedt sulla sinistra, dove ha avuto diverse difficoltà. Ieri però, con il brasiliano centrale, l’ex Milan ha avuto più spazio per far partire l’azione, con meno pressing, e in più di un’occasione ha concesso precise ed efficaci sovrapposizioni che hanno mandato in tilt Meunier. Il tecnico è stato bravo e caparbio a non cambiare la struttura anche dopo l’uscita di Luiz Felipe, optando per Hoedt centrale.

Questa mossa di lasciare più libertà ad Acerbi, sia in marcatura che in impostazione e in fase di spinta, si è rivelata vincente, perché proprio sulla fascia destra tedesca sono arrivati i gol. Il 33 biancoceleste, dunque, è risultato determinante non solo in fase di copertura, con raddoppi puntuali sulle spinte dei vari Sancho, Meunier e Reyna, nel corso della gara, ma anche in quella offensiva durante la quale allargava ancora di più il campo, creando in più occasioni una catena con Fares e Luis Alberto micidiale.

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