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Stankovic campione di Serbia: è il 33° titolo per un ex Lazio del 2000

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La Stella Rossa allenata da Dejan Stankovic ha vinto il campionato serbo. È il 33° titolo vinto da un ex giocatore della Lazio del 2000.

Le qualità tecniche dei campioni della Lazio del 2000 erano già ampiamente note sul campo. Meno prevedibile, invece, era il fatto che diversi di loro avrebbero poi dimostrato eccellenti qualità anche in panchina, come allenatori. L’ultimo a consacrarsi in questo ruolo è stato Dejan Stankovic, che quest’anno ha vinto, con tre giornate di anticipo, la SupeLiga serba, alla guida della Stella Rossa di Belgrado.

L’ex centrocampista si unisce così ai vari Manicini, il primo ad affermarsi come coach, Simeone, Almeyda, Conceicao e Simone Inzaghi. Tutti protagonisti del secondo scudetto biancoceleste, che hanno poi vinto titoli anche da mister.

Sono 33 i trofei conquistati in totale da questi 6 grandi ex campioni della storia laziale. Quello di Deki in Serbia si aggiunge ai 13 dell’attuale commissario tecnico della Nazionale Italiana e ai 9 del Cholo, che ha anche disputato due finali di Champions (entrambe perse, purtroppo per lui). Poi c’è il trattorino del centrocampo di Eriksson che ha guidato al successo 5 volte il Chivas, in Messico, tra il 2015 e il 2018. 2 i trionfi dell’ex ala destra portoghese, 3 quelli di Simoncino. E chissà che proprio quest’ultimo non possa far salire ancora il conteggio a fine stagione.

Gli altri allenatori nati dall’era Cragnotti

Ma la fucina di allenatori della rosa scudettata di epoca cragnottiana non ha esaurito l’opera solo con loro. Alla caccia del successo in panchina ci sono anche Nesta e Mihajlovic. Il capitano dei Campioni d’Italia ha debuttato negli Stati Uniti alla guida del Miami F.C., vincendo la regular season, ma è stato poi eliminato nella fase dei play-off per il titolo. Tornato in Italia, si sta facendo le ossa in Serie B, prima a Perugia e oggi al Frosinone.

Di Sinisa invece sono ben note le gesta in panchina. Da diversi anni l’ex centrale difensivo mancino guida club blasonati del campionato italiano. Tra il 2006 e il 2008, subito dopo il suo ritiro, ha assistito proprio il Mancio all’Inter, come vice, vincendo 2 scudetti e una coppa italia. Poi la prima volta come tecnico al Bologna prima di girare Catania, Fiorentina,  Sampdoria, Milan, Torino e di nuovo i felsinei. Per lui anche due esperienze all’estero alla guoda della nazionale serba e allo Sporting Lisbona. Una carriera di tutto rispetto, insomma, ma da nessuna parte, però, è ancora riuscito a vincere un torneo. DI certo comunque non è la voglia di lottare e di provarci fino in fondo a mancargli. E le sue recenti vicende personali lo hanno dimostrato una volta in più.

Altri membri ancora di quella squadra da sogno hanno poi intrapreso la carriera da allenatore. Sensini, Marcolin, Negro, Pancaro, solo per citarne alcuni. Chi si è dedicato alle giovanili, chi lavora come vice o come preapratore dei portieri (Concetti). Non tutti con le stesse fortune e non per forza ad alti livelli. Ma ognuno testimone di quanta personalità e caratura umana ci fosse in quella che fu la Lazio più forte di tutti i tempi.

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