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Giulio Cardone

Le Cardopagelle di Cagliari – Lazio: Caicedo, ti amiamo tutti! Strakosha, meriti enormi

Lazio - Napoli, Caicedo nel pre partita: "Vogliamo continuare così"

La vittoria in Cagliari – Lazio allunga la corsa dei biancocelesti verso la vetta: vediamo insieme i voti e i giudizi della partita della Sardegna Arena

Le mie pagelle per Cagliari – Lazio.

Strakosha 8

Enormi i suoi meriti per l’ottava meraviglia. Come è enorme la parata su Nainggolan che ci tiene in vita nel primo tempo. Sempre più forte, sempre più decisivo. E reattività marziana.

Luiz Felipe 7

Troppo passivo su Joao Pedro in occasione del gol del Cagliari, ma poi non sbaglia più nulla salvando il salvabile sulle ripartenze dei sardi, facendo muro sulle conclusioni di Simeone e non solo, aiutando la costruzione della manovra sulla destra. Grande secondo tempo, da difensore moderno capace di fare tutto. Progressi clamorosi.

Acerbi 7.5

Indomabile Leone: non solo si immola per stoppare il tiro del possibile 2-0 di Joao Pedro con un tackle da urlo, ma poi da leader vero trascina lui la squadra al pareggio: dal suo cross nasce l’1-1 di Luis Alberto. E non si fa ammonire. Fa-vo-lo-so.

Radu 6

Si fa anticipare da Simeone che piazza la botta del vantaggio: ma è più merito del Cholito che colpa sua. Poi aiuta Lulic da quella parte, fatica ma non si arrende mai.

Lazzari 6.5

Si era praticamente riposato a Rennes, così a Cagliari ha riacceso la locomotiva e si è rimesso in moto con la velocità di sempre. Qualche cross sbagliato, ma mille iniziative pericolose. Instancabile Speedy, ha sfiancato la difesa nemica: anche per questo il finale è stato tutto biancoceleste. E l’intesa con Milinkovic migliora di gara in gara.

Milinkovic 7

Il secondo tempo è suo. Lo domina da Sergente che ha sempre voglia di nuove sfide e di vincerle. Duella con tutti, in terra e in aria, qualche tacco e suola di troppo ma la sua presenza tiene in costante allarme la difesa del Cagliari. La leggerezza del suo peso stordisce l’avversario. Subisce un fallo da rigore, si rialza e torna a combattere in silenzio. Tiene viva la Lazio quando sembra finita, ci crede sempre e viene premiato. Per marcare lui, quelli in maglia rossoblù lasciano spazio a Luis Alberto (1-1) e Caicedo (1-2): dominante determinante, insomma.

Leiva 6.5

Ho l’impressione che abbia pensato più a non farsi ammonire, perché un giallo lo avrebbe costretto a saltare la Supercoppa, che a giocare da Mezzasquadra. Nonostante questo, grazie all’esperienza e al mostruoso mestiere non lo salta nessuno e fa il suo.

Luis Alberto 7

Compare dal nulla al 93′ e ci regala il sogno: tiro e gol. Come quei numeri 10 evanescenti che poi però sanno inventare la giocata cambiapartita. Non è in serata ma con il destro sporco dell’1-1 ci permette poi di vincere: dettaglio che la dice lunga sulla Toquedipendenza della Lazio. E pensare che aveva chiesto di uscire per un guaio all’adduttore: ma dopo il gol sembrava sano più di prima. Che pazzo sei, Toque!

Lulic 6

Si porta dietro un dolore alla gamba dalla gara col Cluj e si vede: arranca in difesa e in attacco. Ma l’impegno costante va premiato con la sufficienza.

Jony 7.5

Entra per fare una cosa: crossare. È la sua specialità e lo dimostra con l’assist per Caicedo all’ultimo respiro. Una parabola perfetta, da ala sinistra di una volta. Come quella di Lukaku a Firenze per Immobile. I vice-Lulic faticano a mettersi in mostra, però hanno inventato due assist incredibili per due vittorie preziosissime su campi tremendi. Io continuo a pensare che quel vinello che piace a tanti, il “rosacorta”, non faccia per me: non a caso, il gol della vittoria arriva dalla panchina, cross di Jony e colpo di testa di Caicedo. Significativo, no?

Correa 6

La sufficienza se la guadagna con un doppio tunnel che fa godere gli esteti del calcio. Poi poco altro, ma partecipa al forcing finale con voglia e dedizione.

Immobile 6

Tre-quattro conclusioni murate o sporche o sbagliate. Non è il solito Ciro, forse quel rigore sbagliato ancora pesa ma domenica in Supercoppa avrà l’occasione di rifarsi. L’importante è che i suoi compagni sappiano sostituirlo in zona gol, come accaduto nelle ultime due partite.

Cataldi 7

Entra con il nuovo piglio che lo ha trasformato da riserva a titolare aggiunto. Fondamentale nell’assalto finale: bravo Danilo, sempre più prezioso nel ruolo di vice-Leiva.

Caicedo 9

Incredibile come sappia trasformare in oro i pochi minuti che gioca. Era successo già con Sassuolo e Juve, ma stavolta si supera: stacca di testa e regala l’ottava vittoria consecutiva a tutto il mondo Lazio che ormai lo ama perdutamente. Chiamiamola “Zona Caicedo”, perché lui segna soltanto oltre il 90′. Dicevano sapesse fare solo le sponde, magari qualcuno avrà cambiato idea (difficile). Ma conta che il Panterone continui a colpire con questa ferocia. De-ci-si-vo.

Inzaghi 9

Simone è l’allenatore della Lazio che ha vinto più partite in Serie A: con 74, ha staccato Zoff ed è nella storia. Record meritato nella serata in cui vince la partita con i cambi: Cataldi, Jony e Caicedo addirittura al posto di Radu per una Lazio super offensiva e coraggiosa, che non si accontenta del pareggio e vuole i tre punti per avvicinarsi alla vetta e soprattutto staccare l’Atalanta, ora a meno 8, e passare il Natale sopra la Roma. Il 2-5-1-2 con cui inventa l’assalto finale è da maestro ispirato del calcio, con Luiz Felipe e Acerbi unici difensori, Cataldi playmaker e poi tutti avanti, a partire dai “crossatori” Lazzari e Jony sulle fasce. Fantastico Simone, sei il leader sfrontato di questa banda di pirati. Che non vogliono smettere di sognare.

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