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L'angolo dell'Éducateur

Sbalzi di umore. Attendo il 15 e non so come sto. Ma voglio quel 15

Lazio, la rubrica "L'Angolo dell'Éducateur"

Tre settimane di sbalzi di umore. Li ha vissuti così ‘L’Éducateur e li condivide con noi, mentre la finale di Coppa Italia si avvicina

– L’Éducateur –

«Il Valium mi rilassa
Il Serenase mi distende
Il Tavor mi riprende
C’è chi mi dà energia e chi la porta via
C’è chi mi dà energia e chi la porta via»

(CCCP, Valium Tavor Serenase)

Tre settimane di sbalzi di umore. Dopo il recupero contro l’Udinese, una serie di alternanze umorali faticose. Faticosissime. Dal pandoro che digerirò nel Natale 2022 all’esaltazione della vendetta sotto la Madonnina. Dal primo tempo con la Samp da pop corn a vagonate al secondo da antidepressivi e cardiotonici. Dalla speranza alla frustrazione contro la Dea.

L’anno scorso è stato un omicidio. La classe arbitrale un plotone di esecuzione, ben diretto. Quest’anno ci siamo suicidati, semplicemente. Mi sembra di soffrirne più oggi, non so se perché la rabbia dell’anno scorso ha già subito un processo di digestione, o perché l’autoeliminarsi è di per sé un processo più travagliato e doloroso.

Sono mancati gli elementi di qualità. Ed è mancato Inzaghi. Ma i conti alla fine

Non mi lancio quasi mai in considerazioni tecnico-tattiche, non ne ho le competenze adeguate. La mia analisi, che ritengo pertanto superficiale, su questa brutta stagione è che ci sono mancati gli elementi di qualità. Non mi va di fare nomi, di stilare un elenco, è inutile e scontato. Sono mancati quei 4/5 che l’anno scorso hanno fatto la differenza. Una trentina di goal in più di differenza. Ed è mancato Inzaghi. Purtroppo.

L’attenuante è, appunto, la scarsa vena dei notabili, le aggravanti sono le diverse e numerose scelte discutibili e incomprensibili. Per me la rosa della Lazio, alla luce di un campionato come questo, decisamente scarso, valeva un terzo posto, valeva giocarsi tutto fino alla fine. E, alla fine, bisognerà fare i conti. Alla fine.

Apro il capitolo “il bersaglio Lazio”

Nella bruttissima faccenda della maglia di Acerbi esposta dai due giocatori del Milan siamo riusciti a farci male, di nuovo, da soli. Il comportamento dei due e della loro società è stato nauseante. A fronte di uno dei gesti più indegni mai visti sul rettangolo verde, il Milan si è preoccupato esclusivamente di evitare la squalifica dei suoi tesserati, non scusandosi mai, minimizzando il gesto, ridicolizzando la realtà dei fatti.

Ci siamo fatti male mettendoci dentro cori indecorosi e manifestazioni ideologiche che nulla hanno a che vedere con la Lazio, con il calcio. Siamo riusciti, di nuovo, a spostare l’attenzione sui Laziali in termini negativi. E quando si tratta di Lazio e Laziali la corsa alla generalizzazione, alla sproporzione, alla condanna è una maratona a cui si iscrivono tutti. Tutti. Con la Lazio, tutti, si lavano la coscienza e si ergono a paladini della tolleranza, del senso civico.

Dare spazio alle strumentalizzazioni di chi vive la Lazio come un’entità fastidiosa e da affossare è, per un Laziale, un crimine. Faccio fatica, anche qui, a parlare di queste cose. Tenere insieme mele e panchine di legno lo trovo assurdo, insensato. Danneggia a tal punto la Lazio che la società meneghina ha tentato in tutti i modi di utilizzare il tema del razzismo per dribblare la sconfitta sul campo.

Per parlare degli “scansamenti”, essi hanno accantonato Turone

Nello stesso capitolo ci metto quelli di Trigoria. La campagna che hanno lanciato sugli “scansamenti” della Lazio. Riuniti in battaglioni testugginosi, per un attimo hanno accantonato Turone, (che sembra abbia sofferto di acutissima sindrome di abbandono, dopo una trentina di anni di lacrimose coccole), per riesumare uno degli striscioni più intelligenti e ironici mai esposti. OH NOOO, è spettacolo puro. È genialità. È la Lazialità che amo.

Giornalisti, un tenero allenatore, prime pagine di quotidiani, parlamentari. Essi a parlarci di morale, di etica, di sportività. Essi. Fa già ridere così. Vorrebbero scrivere loro il nostro campionato. Decidere quando dobbiamo vincere, quando no. Non ci pensano mai, ma parlano solo di noi. Domenica hanno tifato per noi. Il 15 tiferanno contro di noi. Testuggine e divani da psicanalisi. Che battaglioni in quel di Trigoria.

Sbalzi di umore. Anche ora. Attendo il 15. Non so come sto. Voglio quel 15. E voglio che Trigoria, per il prossimo anno, eviti qualche 7 a 1. Lo dico per loro, i divani sono esauriti.

Sbalzi di umore, ma sempre e Solo La Lazio. Sempre.

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