I biancocelesti guidano il campionato con 28 punti, tre in più dell’Inter. Nove vittorie in dieci giornate e sette gol arrivati dai subentrati: Gattuso ha trasformato la Lazio in una macchina vincente.
Lazio, Gattuso sorprende tutta la Serie A
La Lazio guarda tutti dall’alto e continua a riscrivere le gerarchie della Serie A. Dopo dieci giornate, la squadra di Gennaro Gattuso è prima in classifica con 28 punti, tre di vantaggio sull’Inter e quattordici sul Napoli. Un risultato sorprendente, soprattutto considerando le difficoltà estive, la contestazione dei tifosi e un mercato caratterizzato da investimenti contenuti.
Un primato costruito con appena 16 milioni
La società ha investito circa 16 milioni di euro per rinforzare la rosa, una cifra lontanissima dalle disponibilità economiche delle principali concorrenti. Eppure Gattuso ha trovato una formula capace di valorizzare praticamente tutti gli elementi a disposizione.
Il tecnico, che percepisce circa 1,2 milioni a stagione, ha costruito un gruppo organizzato, aggressivo e soprattutto consapevole delle proprie possibilità.
Pinamonti e i cambi, l’arma segreta
Uno dei segreti della Lazio riguarda il contributo dei giocatori subentrati. Sono già sette le reti arrivate dalla panchina, un dato che evidenzia la capacità di Gattuso di modificare le partite attraverso le sostituzioni.
Contro il Cagliari è stato Andrea Pinamonti a risultare decisivo, realizzando al 78’ il gol del 2-1. Un’altra dimostrazione della forza collettiva dei biancocelesti.
Gattuso ha cambiato la mentalità
La Lazio non dipende più soltanto dai propri titolari. Ogni giocatore conosce il proprio compito e riesce a incidere anche entrando a partita iniziata.
Gattuso continua a predicare prudenza, ma il lavoro quotidiano sta producendo risultati straordinari.
Lazio, il sogno continua
Il primato solitario alimenta entusiasmo e aspettative. La squadra ha conquistato nove vittorie in dieci partite e vuole continuare a sorprendere.
L’Europa rappresenta ormai un obiettivo concreto. La Lazio, però, non intende fermarsi proprio adesso. Il Messaggero.


