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Lucas Leiva si difende dall’accusa: “Totalmente falsa e infondata”

Lucas Leiva torna ad allenarsi nella sala pesi domestica

Lucas Leiva interviene su Instagram per difendersi dall’accusa di aver mancato di rispetto a un addetto stampa del Milan sulla sedia a rotelle

Dopo l’accusa nei suoi confronti, Lucas Leiva interviene su Instagram per difendersi e tutelare la propria immagine.

Il Messaggero di questa mattina riporta di un retroscena relativo a Lazio-Milan: gli ispettori di campo hanno riferito nel proprio referto una frase che il centrocampista biancoceleste avrebbe rivolto a Ugo Allevi, addetto stampa del club rossonero in sedia a rotelle. “Stai seduto e zitto” e la replica “testa di ca***”, questo il botta e risposta che avrebbero annotato gli ispettori.

Ecco allora che Lucas Leiva ha deciso di rigettare al mittente questa ricostruzione, con questo post su Instagram:

Mi preme chiarire in modo chiaro che le accuse rivolte recentemente alla mia persona su eventuali fatti nel post partita di Milano sono totalmente false e infondate. È mia premura evidenziare in modo perentorio tale fatto increscioso e totalmente falso nei miei confronti, in quanto in dieci anni di carriera non mi sono mai permesso di mancare di rispetto a nessuno. Ciò non fa assolutamente parte del mio comportamento professionale e altresì offende non solo terzi ma anche me a livello umano. Sicuramente in una partita di calcio, preso dalla tensione agonistica, posso aver detto molte cose, ma c’è sempre un limite che giammai mi son permesso di superare, in quanto la mia educazione fondata su rispetto e buon senso non mi farebbe mai tollerare tale condotta“.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Mi preme chiarire in modo chiaro che le accuse rivolte recentemente alla mia persona su eventuali fatti nel post partita di Milano, sono totalmente false ed infondate. È mia premura evidenziare in modo perentorio tale fatto increscioso e totalmente falso nei miei confronti, in quanto in dieci anni di carriera non mi sono mai permesso di mancare di rispetto a nessuno. Ciò non fa assolutamente parte del mio comportamento professionale e altresì offende non solo terzi ma anche me a livello umano. Sicuramente in una partita di calcio, preso dalla tensione agonistica, posso aver detto molte cose, ma c’è sempre un limite che giammai mi son permesso di superare, in quanto la mia educazione fondata su rispetto e buon senso non mi farebbe mai tollerare tale condotta.

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