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Punchingballazio, tartassati e rassegnati: così non si può andare avanti!

Siviglia-Lazio, Lulic cade in area

Francamente mi sono stufato di essere costretto ad analizzare prima le angherie arbitrali e solo dopo la prestazione della Lazio.

Io sono totalmente pazzo per il calcio dalla culla. La mia prima parola, mi raccontava mia madre, è stata “palla”. Davvero eh. Ebbene, in 56 anni di calcio seguito da innamorato di questo sport, da tifoso e da giornalista, io una squadra così massacrata dagli arbitri come la Lazio, in particolare negli ultimi due anni, non l’ho vista mai.

Mi chiedono di Patric, di Marusic, di questioni tecnico-tattiche e io rispondo scuotendo la testa, perché se vessazioni del genere fossero capitate a qualunque altra squadra del mondo, a qualunque altra tifoseria del mondo, si parlerebbe solo della questione arbitrale, altro che Patric e Marusic. Un continuo di torti, in Italia e in Europa.

Qui da noi il braccio di ferro con la classe arbitrale è evidente, e si paga anche la difficoltà a mantenere rapporti “sani” da parte della società; in Europa la Lazio è vessata per l’immagine negativa che si porta dietro da anni. Vorrei fossero solo coincidenze, certo la rabbia è tanta. Non è possibile che si venga maltrattati in questo modo in quasi tutte le partite. L’anno scorso tutti a criticare, io per primo e giustamente, la squadra per il black out di Salisburgo, e nessuno ricordava più il rigore inventato – super decisivo – per gli austriaci all’andata per un non-fallo di Basta.

È subentrata la rassegnazione

Perché c’è anche questo elemento, ormai: la rassegnazione da parte di tifoseria e squadra. Lulic che a Siviglia viene atterrato in area mentre sta per segnare, da solo davanti al portiere, e non protesta per il rigore non concesso, è un record mondiale di fair play autolesionista. Pensate altri giocatori, in altre squadre, che reazione furiosa avrebbero avuto. Si discute – giustamente, anche in questo caso – della scarsa qualità di Patric e Marusic, dei troppi gol falliti, ma se Ciro segna il rigore al 17′ e giochi poi tutto il resto della gara con un uomo in più, come sarebbe stato normale, io penso che avremmo visto un’altra partita.

Poi l’espulsione di Marusic. Alzi la mano chi non si aspettava che l’arbitro avrebbe, in un modo o nell’altro, ristabilito la parità numerica dopo l’espulsione di Vazquez. E infatti si è inventato il cartellino rosso a Marusic. A questo siamo: ormai sappiamo prima quello che succederà. E ancora una volta, grande fair play dopo la gara: “Se non segni all’andata e al ritorno, giusto uscire”, ha detto Inzaghi, ormai rassegnato pure lui. Ha aggiunto “era netto il rigore su Lulic, inventata l’espulsione di Marusic” con l’espressione di chi sa che sta pronunciando parole inutili, perché tanto la storia si ripete con puntualità sconcertante.

Ci chiamiamo Sololalazio.it anche per questo

Parole al vento, orrenda sensazione di impotenza. Il rigore fischiato su Belotti o l’espulsione di Acerbi a Napoli ancora gridano vendetta, e se ci fate caso sto evitando paragoni con chi invece viene trattato con meravigliosa normalità, oppure chiaramente sostenuto con i famosi “aiutini”. Esamino solo la – devastante – questione arbitrale della Lazio. Ci chiamiamo Sololalazio.it anche per questo: perché solo nel nostro ambiente si analizzano minuziosamente gli errori tecnico tattici che hanno portato a non centrare il quarto posto l’anno scorso, invece di dire chiaramente che sono stati decisivi i troppi punti persi per le ingiustizie arbitrali. E analizzare prima di tutto quello, di problema. Magari capire perché la Lazio sia trattata così.

Ecco la parola magica: ingiustizia. Subirla mi dà alla testa, da sempre e per sempre. È quello il punto. Non passa la rabbia per Caicedo-Pezzella (non scorderò l’espressione dei giocatori e dei colleghi fiorentini che chiedevano e si chiedevano cosa fosse successo, il perché del Var e poi del rigore…) e Lazio-Torino di Giacomelli e il gol di braccio di Cutrone e Ciro abbattuto in area a Cagliari (il suo concittadino Guida…) e la gestione dei cartellini da parte di Rocchi nella decisiva Lazio-Inter del 20 maggio – solo per citare i casi più clamorosi. Solo equità, questo chiediamo. Non compensazioni, che non sono arrivate mai e a questo punto mai arriveranno.

Ai vertici arbitrali va dato atto di aver riconosciuto, a fine stagione, purtroppo solo privatamente e non pubblicamente, che gli errori più gravi del primo anno di Var sono stati proprio il gol di Cutrone (con le immagini del Var arrivate mezz’ora dopo, che ridere…) e il pasticciaccio brutto di Giacomelli in Lazio-Torino. Magrissima consolazione. “La Lazio è nettamente la squadra più tartassata del campionato”, mi ripete spesso un collega super partes. I tartassati, come il film con Totò e Aldo Fabrizi. Solo che questo non è un film comico, qui non c’è proprio niente da ridere. Prendiamo atto della situazione, almeno. Rendiamocene conto, prendiamo consapevolezza. Senza rassegnarsi però, cercando di capire.

Attivare una concreta “operazione simpatia”

Magari, e qui mi rivolgo alla società, tentando di migliorare i rapporti con la classe arbitrale e con la stessa Uefa. Lavorando sull’immagine e, una volta per tutte, attivando una reale e concreta “operazione simpatia”. Ma facciamo qualcosa, la rassegnazione è un sentimento triste. Civilmente, senza esagerazioni che non c’entrano nulla con lo sport, ma facciamo qualcosa: almeno la società, dico, si faccia sentire. Questo trattamento vergognoso nei confronti della Lazio, quindi anche dei suoi tifosi, deve finire.

Io, da appassionato di calcio sul campo, francamente mi sono stufato di essere costretto ad analizzare prima le angherie arbitrali e solo dopo la prestazione della squadra. Fino a due anni fa ero l’antidietrologo per eccellenza, ai limiti dell’ingenuità: i miei amici mi prendevano in giro per questo. Non mi entravano in testa i nomi degli arbitri, mai. Adesso sono obbligato ad occuparmi più di loro che di giocate, schemi, tecnica e tattica. Non mi piace, non mi piaccio. Non è questo il calcio che amo. Basta per favore, basta. Va bene il punchinballazio, ma qui si esagera: dateci anche mille rigori contro, ma quando ci sono. Torniamo alla normalità, vi prego. Solo questo.

Poi, quando volete, parleremo di Patric e Marusic.

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