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I torti di Napoli: con Inzaghi sarebbe successo?

Var, proteste e quel dubbio che ci assilla: con Inzaghi in panchina sarebbe andata allo stesso modo?

Dopo la cocente e larga sconfitta contro il Napoli, il popolo biancoceleste si è diviso tra chi ha imputato la batosta allo sfortunato arbitraggio di Di Bello e chi invece ha inveito contro la squadra per la scialba prestazione. Beh, la mancata designazione per il turno di domenica per l’arbitro di Brindisi è un punto a favore del primo schieramento. Prima il rigore (con ammonizione) scambiato con il rosso e il penalty su Lazzari, poi il fallo di mano di Mertens sul secondo gol… insomma, tra VAR e arbitraggio in campo, i direttori di gara hanno preso una svista dopo l’altra condizionando palesemente – e in soli 13 minuti – l’andamento del match. Le perplessità sul supporto VAR sono all’ordine del giorno ma il focus è su un altro tema: la frenesia e la platealità di Inzaghi in panchina.

Oltre a un discorso puramente calcistico (due gare a portata con Farris possono bastare, col Napoli servono tutti, Mister compreso), Simone viene spesso tacciato di essere troppo fastidioso e invadente, “arbitrando” lui la partita. Critica comprensibile perché molte volte Inzaghi è stato richiamato o pescato fuori dall’area tecnica o immortalato in plateali proteste per richiamare l’attenzione dell’addetto al VAR.
Però poi succede che Inzaghi non c’è e la Lazio viene totalmente bullizzata per tutto il primo tempo.

Detto che probabilmente se Lazzari non avesse preso il rigore, il “colpo” subito da Manolas poco prima non sarebbe stato nemmeno rivisto, quanto ha influenzato la platealità della caduta del greco per essere oggetto di richiamo allo schermo? Quanto ha pesato la quasi totale assenza di proteste da parte dei laziali dopo il tocco di mano di Mertens per non meritare nemmeno una sbirciatina al VAR?

Bene: se è vero che Inzaghi è esagerato nell’attirare le attenzioni del direttore di gara è anche vero il contrario cioè che se non ti lamenti ottieni poco o nulla. E’ veramente triste che nel calcio della tecnologia qualcosa di meramente emotivo possa condizionare così tanto decisioni importanti.

Perché lo sappiamo tutti che se Manolas non fosse rimasto a terra nessuno si sarebbe mai sognato di assegnare un rigore del genere (che già così desta più che un dubbio).

Allo stesso modo, non è un caso che la Lazio subisca questi trattamenti quando manca lo zoccolo duro famoso per farsi rispettare in campo, su tutti Lulic e Parolo. Le urla (sempre) di Manolas dopo il contatto sicuramente falloso con Immobile in area di rigore sono le urla che NON ha fatto Ciro nel sospettissimo rigore nel secondo tempo. Non che a Immobile serva scuola di malizia, anzi, ma questi dettagli sottolineano ancora una volta come il supporto VAR è comunque filtrato dalla malizia dei giocatori e dalla emotività degli arbitri davanti a determinati episodi.

È impensabile pensare (per par codicio) che il rigore assegnato alla Lazio contro il Milan, sarebbe stato concesso ugualmente se Correa non fosse platealmente caduto. Per cui, se vogliamo migliorare veramente il calcio con supporti tecnologici, la prima cosa da escludere è il condizionamento degli arbitri davanti a cadute plateali, episodi incrociati (come il successivo rigore su Lazzari che rende determinante il contatto Milinkovic-Manolas) o la semplice esperienza dei partecipanti.

Inzaghi manca e non è un segreto. Ma è ingiusto che manchi anche per queste sottigliezze (che poi tanto sottili non sono) dove in un calcio alla ricerca di una inutile perfezione non dovrebbero sussistere.
Poi è chiaro, non ne avremo mai la riprova. Ma il dubbio resta: con Inzaghi in panchina, gli arbitri avrebbero avuto la scelleratezza di assegnare quel rigore, non assegnare quello su Lazzari e non rivedere la mano di Mertens? La risposta (potrebbe) essere no.

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