Il tentativo di Claudio Lotito di riaprire un canale con il popolo laziale non ha prodotto l’effetto sperato. Anzi, secondo l’analisi firmata da Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport, la distanza tra il presidente e una parte sempre più ampia della tifoseria appare ormai profonda, quasi strutturale.
Il titolo è durissimo: “Lotito, ora basta”. Non è solo una critica alla gestione del momento, ma il racconto di un rapporto consumato nel tempo. La Lazio viene descritta come una società chiusa in un tunnel, incapace di vedere fino in fondo la gravità del distacco con la propria gente.
Una lettera che non ha ricucito
La lettera pubblicata da Lotito, nata con l’obiettivo di riavvicinare i tifosi, ha finito per alimentare altre discussioni. Il presidente ha provato a difendere il proprio operato, ricordando risultati, stabilità e sacrifici. Ma il problema, oggi, non sembra più soltanto legato ai conti o ai piazzamenti.
Il punto centrale è emotivo. La tifoseria non contesta solo le scelte tecniche o di mercato, ma un modo di comunicare e di gestire il club percepito come distante. La frattura non nasce all’improvviso: si è allargata negli anni, fino a diventare un muro difficile da abbattere.
Il peso delle contestazioni
Nell’articolo viene raccontato un clima pesante, fatto di sfiducia, rabbia e disillusione. Gli striscioni, le proteste e le prese di posizione non sono più episodi isolati, ma il segnale di un malessere profondo.
La Lazio, per una parte del suo popolo, non è soltanto una squadra da seguire nei risultati. È identità, appartenenza, memoria familiare. Quando questo legame si incrina, ogni parola diventa più pesante e ogni gesto viene letto con sospetto.
Il nodo della comunicazione
Il tema più delicato riguarda il rapporto tra proprietà e ambiente. Lotito rivendica la solidità della gestione, ma molti tifosi chiedono altro: ascolto, empatia, partecipazione. Il presidente continua a ragionare soprattutto in termini di numeri, bilanci e risultati, mentre la piazza reclama un sentimento diverso.
È qui che si consuma lo scontro. Da una parte la convinzione di aver difeso la Lazio sul piano economico e istituzionale; dall’altra la sensazione, sempre più diffusa, che il club abbia perso contatto con la sua base popolare.
Una Lazio da ricostruire anche fuori dal campo
La questione non riguarda solo la prossima stagione, il mercato o la squadra di Gattuso. Il punto è più ampio: la Lazio deve ritrovare una connessione con chi la vive ogni giorno. Senza questo passaggio, anche eventuali risultati sportivi rischiano di non bastare.
Il messaggio dell’articolo è netto: il tempo dei tentativi parziali sembra finito. Per riavvicinare la piazza non servono solo comunicati o lettere, ma atti concreti, parole diverse e una volontà reale di cambiare registro.



Ha fatto talmente tanto che sono 3 volte che non ci qualifichiamo abbiamo sempre torti ogni anno e ha messo pero.lo scivolo per chi retrocede…mah non andrà mai via per me
In questo anno è riuscito a farsi odiare di più, impresa a dire il vero quasi impossibile.
Adesso pensa che buttando giù due righe il problema sparisca?
Anche questa lettera è un’offesa a tutto tondo alla nostra intelligenza.
Alea iacta est, il dado è tratto, il presidente è andato talmente tanto oltre che qualsiasi tentativo di ricucire il rapporto è visto con scetticismo, insomma lo fa solo perché ha capito che senza di noi va nel baratro ma, come ce l’ ha lui anche noi abbiamo un cervello e quindi il giochetto è chiaro, solo che prima era prevalso l’ amore ora prevale il cervello.
Fuori il Corriere da Formello!!!
Si continuano a limitare le responsabilità di Lotito accreditandone vagamente la gestione economica che è invece tutt’altro che positiva. Lotito ha meramente amministrato la Lazio, da semplice contabile. Il manager e l’imprenditore non sono mai esistiti perchè Lotito è privo delle conoscenze, delle capacità, dell’attitudine e della volontà necessarie. Il tutto risulta evidente dai magri risultati sportivi a fronte di un bilancio comunque pesantemente in deficit, di un fatturato prima ingessato e negli ultimi anni addirittura in picchiata, di una organizzazione societaria esigua e di mediocre livello, della mancanza di sinergie, dei progetti magniloquenti ma rimasti del tutto irrealizzati da lustri, dei fallimenti nelle politiche di settore e negli ultimi anni dai limiti imposti dalla Covisoc e dalla offerta di un prodotto di tale mediocrità da rendergli necessaria una costante astrazione da esso e indispensabile travisare, mentire spudoratamente, creare conflitto con mostri inesistenti. Claudio Lotito è semplicemente un pessimo Presidente a tutto tondo, per altro anche estremamente avido, del quale il popolo laziale dopo 22 anni non può più accettare nè il fare nè il dire. Libertà!
Voi quando lo attaccate?
🤡🤡🤡🤮🤮🤮🤮