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“I quasi laziali”: i calciatori del Bologna che potevano essere della Lazio, ma…

“I quasi laziali” di Lazio-Bologna: alla scoperta di chi, tra gli avversari, avrebbe potuto vestire la maglia biancoceleste.

Secondo appuntamento con la rubrica “I quasi laziali“. In vista del match di domani contro il Bologna, andiamo alla scoperta di quali calciatori, oggi nelle fila rossoblù, avrebbero potuto invece essere tra i biancocelesti, se le vie le del mercato si fossero intrecciate diversamente.

In ordine cronologico, il primo quasi laziale è Rodrigo Palacio. Nell’estate del 2008 la Lazio cercava rinforzi in avanti.  A gennaio era stato preso Rolando Bianchi per dare peso ad un attacco che, di fatto, gravava solo sulle spalle di Rocchi e Pandev. Ma le prestazioni del centravanti, in prestito dal Manchester City, non furono all’altezza delle aspettative e non fu riscattato.

Gli occhi della società allora si spostarono in Sud America. Proprio il classe ’82, oggi tra i felsinei, divenne oggetto dei desideri del club di Lotito. Si avviò persino una trattativa, che sembrava anche sui binari giusti. Poi, per qualche motivo, non se ne fece nulla. L’argentino rimase a Buenos Aires e passò al Genoa nel 2009. La lazio fu costretta a virare su un altro profilo. Dal Birmingham City arrivò il giovane Mauro Matias Zarate. Il genio e la sregolatezza del funambolo argentino contribuiranno alla conquista della Coppa Italia, vinta ai rigori contro la Sampdoria.

Le lacrime di Hernanes e l’addio di Reja.

Stagione 2013-2014. La Lazio di Petkovic dopo le buone prestazioni dell’anno precedente, culminato col trionfo del 26 maggio sulla Roma, non si stava ripetendo. Tra alti e bassi, navigava in un’anonima metà classifica. Al termine di un tribolato mercato invernale, uno dei big della squadra, il profeta Hernanes, beniamino della tifoseria, si trasferì a Milano, sponda Inter. Celebri le sue lacrime all’uscita dei cancelli di Formello dopo l’ultimo allenamento con i biancocelesti.

Nell’ambito di quella trattativa, i meneghini provarono ad inserire come contropartita Ibrahima Mbaye, per convincere Lotito e Tare ad abbassare il prezzo del brasiliano. Niente da fare. Il difensore centrale classe ’94 non rientrava negli interessi dei capitolini e non se ne fece nulla. Di lì a qualche settimana, peraltro, mister Petkovic se ne sarebbe andato non senza qualche strascico di polemiche. E al suo posto fu chiamato il traghettatore Edy Reja.

Proprio nell’estate successiva, un altro giocatore oggi del Bologna si avvicinò parecchio alla maglia della prima squadra della capitale. Nel giugno 2014 ancora non c’erano certezze sulla guida tecnica della Lazio. La permanenza del mister rimase in dubbio fino ai fine giugno. E tra i nomi che pare avesse suggerito lo stesso allenatore friulano per il mercato c’era anche Blerim Dzemaili.

Al tempo ancora legato al Napoli, il calciatore svizzero di origini albanesi per qualche giorno fu insistentemente accostato alle aquile. Complice una valutazione piuttosto alta che ne faceva De Laurentiis e i non idilliaci rapporti tra le due società, di una trattativa vera e propria non ci sono mai state conferme ufficiali. In ogni caso, il definitivo addio a Reja e l’arrivo di Stefano Pioli, stroncarono sul nascere qualsiasi possibilità di approfondire i discorsi. Il 1° settembre Dzemaili firmò per il Galatasaray.

Tempi recenti

Storie recenti per gli ultimi due quasi lazialiRoberto Soriano entrò nel mirino della Lazio nell’estate scorsa. Il centrocampista italo-tedesco, dopo una stagione non brillante al Villarreal poteva essere il nuovo rinforzo per la rosa di mister Inzaghi. Il Corriere dello Sport parlò persino di qualche tentativo di approccio, visto che il suo manager è Tullio Tinti: lo stesso di Simone (e di Pippo). Alla fine l’idea scemò col passare dei giorni e a Roma arrivò prima Berisha dal Salisburgo e poi lo svincolato Badelj.

Diversamente da quanto accadde con Pavoletti, col senno di poi, numeri alla mano, la scelta non è stata azzeccata in questo caso.

Con il Bologna pochi mesi fa, durante l’ultima sessione invernale, si paventò anche la possibilità di trattare Nicola Sansone per l’attacco. Il drastico calo del numero di reti realizzate rispetto all’anno scorso faceva pensare a possibili ritocchi nel reparto avanzato. Invece alla fine si decise di restare con Luis Alberto, Correa e Caicedo dietro a Immobile, insistendo sulle scelte fatte in estate. Il risultato del derby e la Coppa Italia hanno dato ragione a Lotito e Tare.

La suggestione in panchina

Chiudiamo questo secondo appuntamento con “I quasi laziali” parlando dell’allenatore rossoblù. Arrivato in corsa per sostituire Filippo Inzaghi, Sinisa Mihajlovic ha dato una decisa sferzata alla stagione dei bolognesi.

Nella Lazio, come Inzaghino, è stato tra i protagonisti del periodo d’oro cragnottiano. E proprio per il ricordo e il significato di quegli anni fantastici, non ha mai nascosto il suo legame con Roma, con i colori biancocelesti e il suo affetto per la gente laziale. Più volte il suo nome, in passato, è stato accostato alla panchina delle aquile. Poco più che suggestioni. Trattative vere e proprie non ci sono mai state, ma chissà che in futuro non possa realizzarsi il matrimonio. Ai tifosi regalerebbe entusiasmo a palate. Magari si potrebbe pensare a lui già per l’anno prossimo, se Inzaghi dovesse mai decidere di lasciare…

 

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