Il presidente biancoceleste prepara il ritorno nella politica del calcio dopo due anni di isolamento. La spaccatura in Serie A apre nuovi scenari, ma per conquistare un posto in FIGC serviranno accordi e voti.
Lotito prepara il ritorno in FIGC
Claudio Lotito vuole tornare protagonista anche nella politica del calcio italiano. Il presidente della Lazio ha deciso di candidarsi nuovamente come consigliere federale della FIGC, dopo due anni trascorsi lontano dagli equilibri istituzionali. Una scelta che arriva in un momento particolarmente delicato per la Lega Serie A, attraversata da divisioni e nuove alleanze.
La spaccatura tra i club
Gli equilibri sono cambiati rispetto al passato. Inter e Atalanta, protagoniste dell’isolamento politico di Lotito, si ritrovano adesso all’opposizione. Giovanni Malagò ha raccolto undici firme su venti società, con altri club potenzialmente pronti a sostenerlo nella votazione del 14 dicembre.
Lotito, almeno formalmente, mantiene una posizione neutrale tra Malagò e Adriano Galliani, ma dovrà individuare una sponda per ottenere i consensi necessari.
Una candidatura tutt’altro che semplice
Il presidente biancoceleste rivendica il ruolo dei proprietari nella governance calcistica, ritenendo fondamentale una rappresentanza diretta delle società.
La corsa, però, si annuncia complicata. Tra i consiglieri uscenti figurano Giuseppe Marotta, Stefano Campoccia e Giorgio Chiellini. Oltre a Lotito, potrebbe entrare nella partita anche Saverio Sticchi Damiani.
Il peso della Serie A
Il massimo campionato rappresenta oggi il 18% del peso elettorale nell’assemblea federale, rispetto al precedente 12%. Una crescita alla quale hanno contribuito anche iniziative parlamentari sostenute da Lotito.
Il presidente della Lazio cerca dunque di recuperare centralità istituzionale. Per riuscirci dovrà superare vecchie contrapposizioni e costruire nuovi rapporti. La candidatura è sul tavolo, ma la strada verso il Consiglio federale resta in salita. Il Corriere dello Sport.


