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L’orgoglio di Rocchi: “Felice di rappresentare la Lazio in questa finale”

L'ex Rocchi: "La Lazio sta facendo qualcosa di importante, sono contento"

Dopo la nomina ad ambasciatore della finale di Coppa Italia per la Lazio, Tommaso Rocchi è intervenuto a Lazio Style Radio 89.3 questa mattina.

Come avevamo riportato in mattinata, Tommaso Rocchi è stato nominato ambasciatore della Lazio per finale della Coppa Italia. Per parlare di questo e di altri temi, l’ex attaccante e capitano, nonché attuale allenatore dell’under 14 biancoceleste è intervenuto ai microfoni della radio ufficiale della società.

Sono felice di rappresentare la Lazio in questa finale – ha detto – Speriamo che andrà bene. Per me fu una grande soddisfazione vincere questo trofeo quando giocavo con i biancocelesti, perché fu il mio primo trofeo. Arrivare fino in fondo e vincere questo trofeo è stata una soddisfazione enorme“.

Sulla finale del 15 si è espresso così: “Si tratta di una partita secca. Già mentalmente è diverso: bisogna affrontarla al massimo, ci vuole concentrazione e capacità di gestire le forze. Lazio e Atalanta sono due squadre con giocatori di qualità che giocano bene a calcio. I nerazzurri corrono, pressano e stanno in ottima forma. Inzaghi, che in questo è bravo, saprà studiare tutti i particolari e preparare al meglio sia la fase di possesso che di non possesso”. Secondo lui, la ricetta per vincere sta tutta nell’intensità di gioco. “La cosa fondamentale sarà fare una partita aggressiva, con intensità. Sarà importante sfruttare bene ogni occasione, perché anche un episodio può fare la differenza. Mi auguro che sia una bella partita e che vinca la Lazio”.

Gli altri passaggi dell’intervista

Rocchi si è soffermato ad analizzare questi primi anni della sua carriera da allenatore. “Ormai sono tre anni che alleno – ha dichiarato – Quest’anno, con l’Under 14, stiamo facendo bene, siamo arrivati alle fasi finale. Devo dire che mi piace: non è semplice calarsi in una nuova veste. Ma questo è quello che mi piace fare, l’obiettivo ovviamente è quello di crescere come allenatore. È importante affrontare una prima fase di carriera con i giovani, sia per imparare il mestiere che rapportarsi con i ragazzi adolescenti. Bisogna riuscire a capire come aiutarli: è un aspetto che ti aiuta a crescere dal punto di vista professionale. Martedì ci saranno le semifinali, ci stiamo preparando al meglio e il nostro obiettivo è quello di arrivare fino in fondo. Lo spirito deve essere quello  di ottenere il massimo: anche a questa età è giusto porsi un obiettivo”.

Visto il suo passato da prolifico bomber in maglia biancoceleste, ha detto la sua sulla situazione attuale degli attaccanti della Lazio. “L’attaccante vive dei momenti, fa parte del gioco. La cosa importante, anche se non è facile, è non pensare al gol come un’ossessione“.

Per il momento di appannamento che sta vivendo Immobile, non c’è da preoccuparsi secondo lui: “Ciro ha delle qualità importanti. Anche se non segna dà sempre l’anima in campo. Quando le cose non ti riescono bene, bisogna cercare di giocare semplice, fare buone prestazioni. Questa è anche la via per tornare al gol. Con Caicedo in coppia? Giocano bene insieme, fanno dei movimenti che mettono in difficoltà le difese avversarie. Entrambi devono sfruttare le loro caratteristiche in funzione della squadra, perché se la squadra gioca bene tutti rendono al meglio e si hanno più occasioni da rete”.

 

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