Le dichiarazioni del presidente della FIFA Gianni Infantino hanno rapidamente acceso la discussione nel mondo del calcio, soprattutto in Italia, dove il tema delle qualificazioni ai grandi tornei continua a essere particolarmente sensibile. Intervenuto ai microfoni dell’emittente brasiliana CazéTV, Infantino è tornato a parlare del possibile ampliamento del Mondiale, con riferimenti che hanno inevitabilmente coinvolto anche la Nazionale italiana.
Il dirigente ha infatti commentato l’evoluzione del torneo e le ipotesi sul futuro formato della competizione, sottolineando come la FIFA stia valutando ulteriori espansioni dopo il passaggio già previsto a 48 squadre. L’idea di un Mondiale ancora più inclusivo è stata discussa ai vertici dell’organizzazione, anche se senza decisioni definitive al momento.
Le parole di Infantino
Nel suo intervento, Infantino ha alternato considerazioni tecniche a una provocazione che ha subito fatto il giro dei media sportivi: “Vedremo come andrà questo Mondiale con 48 nazionali. È chiaro che si tratta di un evento molto grande. Abbiamo già discusso anche dell’ipotesi di arrivare a 64 squadre, per coinvolgere ancora di più tutto il mondo. La proposta è stata presentata al Consiglio FIFA, ma prima godiamoci questo primo Mondiale a 48 nazionali. Forse con 64 squadre l’Italia riuscirebbe a qualificarsi… Potremmo anche portarle a 208 e vedere se si qualifica”.
La frase finale, volutamente ironica, ha però sollevato reazioni contrastanti, soprattutto in Italia, dove l’eventuale ampliamento delle partecipazioni viene spesso letto anche come un segnale della crescente difficoltà competitiva della Nazionale nelle qualificazioni recenti.
Al di là della battuta, le parole di Infantino riaprono il dibattito sul futuro dei Mondiali e sull’equilibrio tra spettacolo, inclusività e livello tecnico della competizione.


