Claudio Lotito prova a riaprire un canale diretto con i tifosi della Lazio. Lo fa con una lunga lettera aperta, pubblicata sulle colonne de Il Messaggero, in cui il presidente biancoceleste sceglie di rivolgersi alla parte più calda, delusa e distante del popolo laziale. Il messaggio è netto: la Lazio viene prima di tutto e il confronto, anche duro, deve tornare dentro una cornice di rispetto, verità e responsabilità. La pubblicazione della lettera è stata ripresa anche da testate online che ne hanno rilanciato il contenuto.
Lotito parte da un ringraziamento al giornale che ospita l’intervento e poi entra subito nel cuore del rapporto con la tifoseria. Scrive a chi vive la Lazio ogni giorno, a chi la segue allo stadio, in trasferta, nei Lazio Club, nelle famiglie e nei quartieri. Ma soprattutto scrive a chi oggi si sente lontano, amareggiato, deluso. Il presidente non nega il momento complicato e ammette la necessità di aprire una fase nuova: più dialogo, più ascolto, più rispetto reciproco.
La critica è legittima, ma il confronto deve restare civile
Uno dei passaggi centrali riguarda il rapporto con la contestazione. Lotito riconosce che la critica fa parte della storia del calcio e della libertà dei tifosi, ma chiede che il confronto non diventi delegittimazione permanente. Il presidente rivendica oltre vent’anni di gestione, risultati, sacrifici e responsabilità personali, respingendo l’idea che tutto possa essere ridotto a una caricatura.
Il punto, nella sua ricostruzione, è che il calcio moderno è diventato un sistema sempre più complesso, dominato da fatturati, diritti televisivi, contenuti digitali, piattaforme, mercati internazionali e logiche finanziarie sempre più aggressive. In questo contesto, sostiene Lotito, la Lazio deve crescere senza perdere autonomia, identità e sostenibilità.
Flaminio, Academy e futuro: il progetto oltre il campo
La lettera guarda anche oltre la squadra. Lotito cita il progetto Flaminio come uno dei capitoli decisivi per il futuro del club. Non una suggestione comunicativa, ma un percorso reale, collegato alla riqualificazione di un impianto storico e alla possibilità di restituire centralità a una struttura simbolica per Roma e per la Lazio.
Accanto allo stadio, il presidente richiama anche il lavoro su Formello e sull’Academy. L’obiettivo è trasformare il centro sportivo in una struttura sempre più moderna, non soltanto dedicata agli allenamenti ma anche alla crescita complessiva dei ragazzi, dalla formazione tecnica alla dimensione educativa. In questa visione entrano la prima squadra, la Lazio Women, la Primavera e il settore giovanile.
Lotito rivendica Fabiani e la sostenibilità
Nel testo trova spazio anche il lavoro della direzione sportiva. Lotito difende il percorso affidato ad Angelo Fabiani, parlando di una fase di ristrutturazione, valorizzazione e consolidamento della rosa. Il presidente insiste su un concetto: il player trading, nel calcio moderno, non può essere considerato una resa o una rinuncia all’ambizione.
Secondo Lotito, vendere e comprare nel momento giusto, costruire relazioni internazionali e muoversi dentro un mercato sempre più competitivo sono strumenti necessari per rendere la Lazio più forte, più solida e più stabile. La sostenibilità, nella sua lettura, non è il contrario dell’ambizione, ma il modo per darle un futuro.
Lazio Club e codice etico: la strada per ricucire
Il passaggio politicamente più significativo riguarda il possibile riconoscimento ufficiale dei Lazio Club. Lotito apre all’idea di chiamare tutti i club biancocelesti, avviare un percorso formale e collegarlo all’adesione al codice etico della società. Non come operazione d’immagine, ma come possibile strada concreta per ricostruire un rapporto più ordinato, trasparente e rispettoso tra società e tifoseria.
Il presidente ammette che può esserci stata distanza, che alcuni toni possono essere stati percepiti come chiusura e che la mediazione deve essere vera, non strumentalizzata. Il messaggio finale è una richiesta di responsabilità condivisa: la Lazio, scrive Lotito, ha bisogno di critica, ma anche di passione, costruzione e fiducia.
La vera sfida: restare padroni del proprio destino
La lettera si chiude con una linea chiara. Difendere la Lazio, per Lotito, non significa negare i problemi, ma impedire che il club perda la propria identità. La società deve crescere senza consegnarsi a modelli finanziari pericolosi, aprirsi al mondo senza diventare merce, ascoltare i tifosi senza restare ostaggio della strumentalizzazione.
È una mano tesa, ma anche una rivendicazione. Lotito non arretra dalla sua idea di gestione, però prova a riaprire un dialogo con un ambiente ferito. La risposta, adesso, toccherà alla tifoseria. Perché la frattura resta profonda, ma il presidente ha scelto di mettere nero su bianco un messaggio: la Lazio prima di tutto, poi il confronto.



LIBERTÀ 💙 🤍
Chi ?
Persona derisa anche dalle istituzioni 😎
Come dice Totò
Ti senti uno dio
ma sei solo uno guappo😎
Me fai schifo…
Piuttosto divento muta!!!!!!
No,parla da solo,come hai sempre fatto ..
🤡
MACHITTESENXULAAAAAAAAA
VATTENE CESSO
Vattene 😡