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Fair Play Finanziario, se la UEFA fa figli e figliastri… Mica ci sta bene!

Mica...mi sta bene

30 società contattate dalla UEFA per aver sforato i parametri del Fair Play Finanziario. Ma nessuno si aspetta sanzioni. Mica… ci sta bene

Di Micaela Monterosso e Tommaso Fefè

Non è mica scomparso il Fair Play finanziario“. Ah, grazie Gazzetta per avercelo ricordato! Eppure a molti sembrava esattamente il contrario. Società sempre più indebitate, senza che nessuno, nemmeno la UEFA, tenti minimamente di far valere quello che, di fatto, è un provvedimento creato da loro stessi.

Un obiettivo con implicazioni di ampia portata come il benessere generale del calcio, purché tutti i club giochino secondo le regole, soddisfino i criteri di fair play finanziario e raggiungano un bilancio sostenibile, in modo che passione faccia rima con ragione”. Parole di Michel Platini, non nostre. Alle quali verrebbe voglia di rispondere cordialmente: “Di quali regole stiamo parlando? Di quali bilanci sostenibili?“. Trenta società europee (trenta!!!) indebitate oltre il limite. Tutte però ottengono posizioni privilegiate in classifica e lottano per vincere campionati e coppe europee, con pure gli applausi del caso.

Inter, Milan, Roma (vabbè, quasi tutte), con la Juventus dietro l’angolo, ma neanche troppo nascosta, sono le italiane citate nell’articolo della Gazzetta dello Sport pubblicato ieri. Che, peraltro, chiude con una frase a dir poco agghiacciante: “Non si aspettano sanzioni, ma è vero che a oggi non è possibile escluderle. Piuttosto, è il numero dei club coinvolti a rassicurare: può la Uefa sanzionare così tante società?” Della serie: siccome non siamo in grado di far rispettare le nostre stesse regole e non possiamo punire tutti, allora non facciamo nulla a nessuno e continuate pure.

La domanda a questo punto sorge spontanea: che senso ha mantenere i bilanci in ordine, fare i conti con gli indici di liquidità, il monte ingaggi, gli scontrini del caffè e il riciclo della bresaola volata in faccia al giocatore di turno, se poi chi si indebita detta sempre legge? Anzi, magari centra anche titoli. Oddio, per la verità c’è pure chi ha creato rossi di bilancio pari al pil di piccoli stati insulari dell’Oceania e comunque non vince nulla da tempo immemore. In ogni caso, chi ha speso indisturbatamente cifre enormi creando debiti, ha comunque per lo meno ottenuto piazzamenti e conseguenti qualificazioni alle competizioni europee. Che a loro volta portano altri soldi, sottratti di fatto a chi magari uno scudetto non lo avrebbe vinto comunque, ma almeno aveva rispettato le regole.

L’Inter, per citarne una, ha un passivo al 30 giugno 2021 di 245 milioni. Lasciamo perdere essi, perché sono troppi zeri, difficili da contare. La UEFA ha aperto un procedimento ma – in soldoni – tutti si aspettano che non succeda assolutamente nulla. Al più saranno prese per mano le povere società fino all’adeguamento delle norme, che infatti saranno riviste in estate e le modifiche che ne seguiranno entreranno in vigore dal 2024/25. In questo modo sostanzialmente nessuno dei trenta club sarà sanzionato mai (vedremo se da Nyon ci smentiranno, ndr). Nel frattempo però, chi tiene i conti in ordine passa per fesso.

Come Lotito – e non è certo il solo, ma siamo su sololalazio.it – che cerca di mantenere sano il bilancio da sempre, mentre la narrativa di ogni sessione di mercato lo fa passare per lo scemo del villaggio, con i bulli dei piani alti che lo scherniscono perché non può permettersi certe cifre. Oppure viene tacciato di tirchieria, mentre si ignora che altri stanno facendo mercati al di sopra delle proprie possibilità. Tanto sanno che qualcuno  (o anche nessuno, ndr) pagherà per loro. Male che vada cambiano fondo di investimento e passa la paura. E se poi ci si prende la briga di dirlo o peggio, di scriverlo, si diventa prezzolati difensori della società. Noi però questa volta ci accolliamo il rischio (la certezza, ndr) di ricevere queste accuse, perché non ci sta bene che il povero Tare (cogliete l’ironia, per favore) debba fare i conti pure con le bustine di zucchero che mette nel caffè, perché se sfora non può prendere i cucchiaini di plastica (figuriamoci le penne per il povero Peruzzi).

A questo punto verrebbe quasi voglia di indebitarci tutti. Tanto, se sono già troppe quelle che dovrebbero essere punite, una in più o una in meno che cosa cambierà mai? Abbiamo però il sospetto che alla UEFA ci siano figli e figliastri…

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