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Giulio Cardone

Milan – Lazio, le Cardopagelle: Sergej e Toque, buio a San Siro

Milan – Lazio, i voti e le pagelle dei biancocelesti a cura del direttore Giulio Cardone

Reina 6

Quando un rigore non finisce dentro, c’è merito del portiere anche in assenza di parata, come in questo caso. Ipnotizza Kessiè, diciamo. Sbaglia un passaggio con i piedi, incredibile. Incolpevole sui gol.

 

Marusic 5

Gli scatti di Leao lo mandano subito in apnea, né Milinkovic e Felipe lo aiutano ad arginare l’esplosiva fascia sinistra del Milan: c’è anche quel treno di Theo Hernandez, troppa roba. Poi migliora e salva una situazione complicata, ma in generale la fatica per i tre impegni con la nazionale, viaggi compresi, si è vista tutta.

 

Luiz Felipe 5

Che sia in apprensione si capisce subito da un fallo inutile su Leao. Ovvio che l’assenza – perché questo è – del centrocampo penalizza la difesa, ma in occasione dei due gol non “accorcia” sul diretto avversario come dovrebbe.
 

Acerbi 5.5

Non si accorge che Ibra gli scappa via alle spalle e quello lo beffa con il 2-0. Proprio su Ibra, aveva appena salvato alla sua maniera. Perché dal punto di vista della grinta e dell’impegno, è sempre il Leone che sappiamo.

 

Hysaj 5.5

Il meno colpevole sui gol subiti, ma davanti aveva un Florenzi timido, andava attaccato senza paura. Invece fa il compitino.

 

Milinkovic 5-

Forse il peggiore in campo, insomma non festeggia come vorrebbe e dovrebbe la gara numero 250 con la Lazio. Stanchissimo dopo le tre gare con la nazionale, non aiuta a centrocampo e sbaglia tante scelte sulla trequarti (la ripartenza del primo gol nasce da un suo tentativo di fraseggio troppo complicato). Si rende pericoloso sullo 0-0 con un colpo di testa, veramente poco. Se il Sergente non domina, nomale che la Lazio vada in difficoltà.

 

Leiva 5

Come a Empoli: poco sostenuto dalle mezzali, Mezzasquadra in affanno. Non avrebbe potuto affrontare Leao a campo aperto da giovane, figuriamoci ora.

 

Luis Alberto 5

Il sinistro al volo sparacchiato in curva – era una buona chance, invece – è la sintesi della sua pessima partita. Ripeto un concetto che conoscete: se Milinkovic e il Toque non sono in gran forma (basta che non lo sia uno dei due), farli giocare insieme in un modulo complesso e dispendioso come quello di Sarri può diventare un boomerang. È l’aspetto che ora come ora mi preoccupa di più.

 

Felipe Anderson 5.5

Delizie tecniche in fase di controllo e un buon tracciante al centro: Pipe c’è, però deve moltiplicare iniziative e intensità.

 

Immobile 5.5

Ciro logora chi non ce l’ha, lo ha fatto capire anche Sarri – frasi da standing ovation, altro che difesa d’ufficio – nel dopogara. Però stasera non una buona prestazione per il nostro capitano: solo un sinistro facilmente leggibile dal portiere rossonero. Pure la sfortuna di quel rigorino procurato, perché i guai non vengono mai da soli. Ritroverà il sorriso presto, grazie all’amore dei laziali e ai gol.

 

Pedro 6

In questo momento è il giocatore più importante della Lazio. Il che, considerando età e modalità dell’acquisto, non è proprio confortante.

 

Muriqi sv

 

Zaccagni 6-

Cerca di scuotere la squadra con i guizzi sulla sinistra. E infatti prova subito il tiro dal limite, senza successo. Impatto positivo, comunque.
 

Basic 6-

Ha un bel sinistro anche sui calci piazzati, si è capito. Ed è tra i pochi a tirare in porta. Gioca da mezzala sinistra al posto di Sergej ma ha poche occasioni per mostrare quello che sa fare. Ci sarà occasione già giovedì a Istanbul, credo.

Lazzari 5.5

Si trova nella metà campo avversaria quando il Milan si lancia nella ripartenza del 2-0. Ingolfato per l’infortunio al polpaccio, si vede. È importante però che sia già rientrato.

 

Raul Moro sv

 

Sarri 5.5

Inevitabile l’insufficienza: se la squadra in partita non fa quello che ha provato in allenamento, qualche domanda è giusto porsela. Diciamo che i ragazzi erano troppo stanchi per applicare le sue idee. Fa bene ad arrabbiarsi per il gesto di Saelemaekers, anche se l’espulsione finisce per penalizzare lui e la Lazio (contro il Cagliari). Da applausi nel dopogara, quando spiega perfettamente la sconfitta, senza ricorrere ad alibi, e spende parole perfette sul “caso” Immobile. Stasera, insomma, il Comandante meglio fuori che in campo. C’è molto da lavorare, lo sa lui e lo sappiamo noi: è già un momento importante della stagione, bisogna sostenere l’allenatore e la squadra!

 

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