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Giulio Cardone

Inter -Lazio, le Cardopagelle: Sergej e Luis anonimi, Inzaghi sbaglia difesa

Inter -Lazio, ecco i giudizi e i voti ai biancocelesti, dalla penna del direttore Giulio Cardone.

 

Reina 6

Sempre perfetto nella gestione del pallone con i piedi, incolpevole sui gol. Non è che possa trasformare Patric e Hoedt in Maldini e Baresi.

Patric 5

Il suo tallone (d’Achille?) tiene in gioco Lukaku e arriva il 2-0. Capisco che Inzaghi sia fissato sulla costruzione dal basso e lo fa giocare per questo, ma contro l’Inter io avrei schierato l’esperto Musacchio, difensore vero, tutta la vita. Vabbè.

Hoedt 4,5

Di solito in scivolata prendeva sempre il pallone, anche quando i tackle erano molto rischiosi: contro l’Atalanta e oggi, invece, ha provocato rigori che ci possono stare. Segno di un’involuzione chiara, figlia dell’insicurezza. Si rinfranca con una buona chiusura su Lautaro, di nuovo sfortunato nell’azione del 2-0. Cercava a tutti i costi il riscatto dopo la serataccia di Bergamo, sarà per un’altra volta.

Acerbi 5

Sbaglia partita, il Leone, ma non è solo colpa sua: perché non lasciarlo al centro, nonostante l’assenza di Radu, e schierare Hoedt o Musacchio come stopper di sinistra? Stavolta Ace fa confusione davanti ed è troppo spesso in ritardo dietro. Può capitare un’insufficienza, una partita ogni 20.

Lazzari 6

Perisic si applica nella marcatura su Speedy, che non lo salta mai. Però un suo blitz provoca la punizione che poteva riaprire la partita.

Milinkovic 5,5

Mi fa vedere uno stop che è una poesia, ma sinceramente mi aspettavo una partita diversa, con tante giocate decisive. Invece l’unica è quella della punizione deviata in gol da Escalante. Pochino, per il nostro top player, in una partita così. A quelli di Sky è piaciuto tanto, forse non hanno presente il vero Sergente.

Leiva 6,5

Nel primo tempo, quando la Lazio domina nel fraseggio, dirige l’orchestra e il pressing da professore. Va in difficoltà nelle ripartenze interiste, ma era prevedibile: troppo campo lasciato agli incursori di Conte. Inzaghi lo cambia perché pensa già alla Samp e soprattutto al Bayern, la sua ossessione.

Luis Alberto 5

Va via bene in dribbling ad Hakimi, ok, ma è tra i pochi guizzi di una serata troppo anonima per chi è chiamato a fare la differenza. Abbiamo bisogno al più presto di rivedere il Toque devastante del derby.

Marusic 6

Tiene in gioco Lautaro nello scatto che poi porterà al rigore dell’1-0, ma in generale vince il duello con Hakimi e non mi sembra poco. Vale la sufficienza, almeno. In generale, mi sembra tra i più tonici.

Correa 5+

Qualche idea interessante nel primo tempo, si spegne nella ripresa. Mi aspettavo una prova più efficace dal Tucu, comunque in (lenta) ripresa.

Immobile 5

Può capitare anche al nostro implacabile Ciro di steccare partita, ci sta. Un tiro nel primo tempo, un po’ di confusione nella ripresa, quando poi si fa soffiare il pallone che diventerà quello del 3-1 di Lautaro. Avrà una tremenda voglia di riscattarsi, lo farà già con la Samp.

Parolo 5,5

Un recupero favoloso su Hakimi, poi si fa travolgere dal Tir Lukaku: ma non doveva essere lasciato solo in quel tremendo uno contro uno.

Escalante 6,5

Entra con il piglio giusto, segna alla Inzaghi (Pippo, quando in barriera deviava le punizioni di Pirlo) il suo primo gol in Serie A, non molla mai neanche quando la partita è chiusa: tra i migliori della Lazio, sicuro.

Muriqi 6

Di testa le prende tutte, le sue spizzate sarebbero state utili per Immobile (che invece era uscito): ha giocato con un’altra verve rispetto a Caicedo.

Caicedo 5

Un tentativo di testa e poi basta: deve ritrovare condizione e motivazioni.

Pereira 6

Cerca di darsi da fare, però la difesa dell’Inter è un muro.

Inzaghi 5

Voto generoso, in realtà non mi sono piaciute per niente le scelte in difesa: l’infortunio di Radu lo ha mandato in tilt, non ho capito perché non ha lasciato Acerbi al centro su Lukaku. E mi sembrava la partita perfetta per Musacchio. Discorso a parte sulla gestione di Hoedt: non è Koeman, d’accordo, ma neanche mi pare giusto mandarlo in campo – di nuovo – in pratica senza riscaldamento dopo aver fatto di tutto per recuperare il titolare (in questo caso Radu, contro il Napoli era Acerbi). Detto questo, cadere al Meazza con l’Inter dopo sei vittorie di fila ci può stare, eh. Tanto più che la squadra, quando ha la palla tra i piedi, è una meraviglia per gli occhi (mentre va in difficoltà quando c’è da contenere le ripartenze avversarie). Ma ora rialzarsi subito, contro la Samp è un’altra finale: affrontarla con la testa al Bayern Monaco sarebbe, quello sì, errore da matita blu.

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