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Parola ai tifosi

Lo stadio Flaminio a ‘essi’? Non scherziamo, lasciamogli l’Olimpico

“Siamo aperti a ogni soluzione”. Così la Raggi ieri ha aperto la possibilità di discutere con la Roma dello stadio Flaminio, patrimonio però della storia della Lazio.

Il discorso sullo stadio di proprietà è stato un ritornello che ci ha accompagnato per anni interi, per poi fermarsi. Ora se ne riparla e se ne riscrive, ovviamente lato Roma. La Sindaca Raggi si è detta ben contenta di “essere aperta a ogni soluzione”. La Lazio resta – come spesso – alla finestra.

Se ne sono dette molte sul progetto “Stadio delle Aquile” ma è tutto fermo al 2005. Sì, 2005, quando a Tor di Valle forse ancora si vedeva correre qualche puledro. Circa quindici anni prima del noto progetto della gestione USA dei giallorossi.
Ma non è stato sufficiente per smuovere politici, attori, cantanti: all’epoca gli # (hastag) non andavano così di moda, ma dopo il progetto della Roma siamo diventati tutti esperti di cubature a forza di sentirne parlare.

Oggi, la Roma sembra essere accostata alla sacrale immagine del Flaminio.
Alla Lazio, pour parler, era stato quasi offerto come contentino mentre la Roma era pronta a costruire ma sembrò un discorso sconveniente proprio in base alle cubature e alle prospettive di guadagno.
Ma parliamo di concretezze, anzi di sogni. Perché come dicevamo è tutto fermo e anche la Roma, benché #famostostadio ce lo hanno proposto in tutte le salse, fino a prova contraria a oggi può giocare solo allo Stadio Olimpico.

Noi siamo pochi, GIUSTO? Ok, allora prendiamocelo noi il Flaminio.

Lasciamo alla Roma l’Olimpico. Loro essendo molti hanno bisogno di più spazio e magari a turni (80.000 alla volta) riescono a entrare tutti. A noi basta il “piccolo” Flaminio, facente parte del lato romantico della storia passata dei biancocelesti.

Sarebbe bello. Il problema starebbe nel restauro, nella creazione di parcheggi, nella burocrazia.
Ma come posizione geografica, dimensioni e fascino sarebbe perfetto.
Alla Roma rimarrebbe lo Stadio più grande e più importante, andando oltre le battute.
Ma che la Roma potrebbe avere maggiore affluenza è un fatto (che fino all’anno scorso non rispecchiava la realtà nel numero degli abbonati) e certamente la Lazio non avrebbe i numeri per riempire l’Olimpico.
Tra la pista, la non sufficiente affluenza e i sofà che vengono sempre più preferiti ai seggiolini dello stadio, la struttura del Foro Italico rischia di diventare un museo a cielo aperto, sempre meno adatto al calcio moderno mentre perfetto per il 6 Nazioni di rugby.

Con il Flaminio si avrebbe una struttura di nicchia, in una zona nevralgica del tifo laziale della Città Eterna.

Sarebbe bello anche lasciare i settori scoperti. Proprio per rivivere le sensazioni di una volta e uscire da una confort zone che non ci rappresenta. Di più, non si può.

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