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Acerbi in diretta su IG: “Che feeling con Ciro. L’arbitro Rocchi mi ha chiesto scusa”

Acerbi in diretta su Instagram con Che Fatica La Vita Da Bomber: “Adesso comincio a essere un po’ stufo, ma un po’ si vede la luce almeno per il calcio”

Francesco Acerbi, in diretta su Instagram con la pagina Che Fatica La Vita Da Bomber, ha parlato di come sta passando la sua quarantena: “Adesso comincio a essere un po’ stufo, ma un po’ si vede la luce almeno per il calcio. Abbiamo qualche indicazione, ma aspettiamo che il governo dia il via libera per il 4 maggio. Di ufficiale ancora non c’è niente”.

Jessica è gelosa della love story con Immobile?
“È nata già dall’anno scorso questa grande amicizia. Lo coccolo sempre, gli do tante attenzioni e poi mi fa anche vincere le partite. È venuto tutto spontaneo: il bacino oppure quando in partita gli dico ‘Ciro è ora di fare gol’. Lui dice ‘sìsì’ e poi dopo qualche azione lo fa. È già accaduto più volte, anche quando la partita era in bilico”.

Il gol nel derby?
“Pensavo fosse fuori o fallo, non me lo aspettavo, pensavo me lo annullassero. Non lo ho sentito proprio come un gol”.

Ci chiedono se sei alla ricerca di una donna…
“Anche due (ride, ndr). Non ho un carattere facile, sono un rompicoglioni e sono molto concentrato sul calcio. Vorrei una famiglia con dei bambini, veramente, non ho più 25 anni. In questa quarantena ci sto pensando tanto”.

La malattia:
“Mi piaceva il calcio ma la testa non ce l’avevo. Mi ricordo che ho preso la bicicletta e sono andato a fare un giro. Ho pensato alla mia famiglia, non potevo dirglielo. Ho fatto l’operazione dopo qualche giorno. Non avevo forza, la seconda volta mi ha fatto capire tanto. La prima fu come se avessi fatto un’operazione di 40 minuti, niente di che. Non mi è servita come lezione. La seconda volta con le chemio è stata abbastanza pesante. È stata una questione di destino, la mia carriera ha avuto una svolta”.

Quando a Napoli hai preso il rosso hai pensato al record di presenze?
“No ho solo pensato all’inferiorità numerica in cui avevo lasciato la squadra, eravamo lì, sul 2-1. L’arbitro era Rocchi, dopo un po’ di tempo lo ho incontrato e si è scusato: è stato bravo. La prima ammonizione non c’era proprio, la seconda un po’ di più, ma avrebbe potuto chiudere un occhio”.

Lo spostamento di Euro2020?
“Quando è stato ufficiale ho pensato fosse destino, doveva andare così. Non sono uno che si piange sopra, poi è normale che ci tenevo tanto”.

Hai mai pensato a un’esperienza all’estero?
“Sarei dovuto andare in Inghilterra, al Leicester di Ranieri, o allo Zenit con Mancini. Non ero sicuro. Al Leicester dovevo andare a gennaio, ma io sono una persona molto riconoscente. A quel tempo non volevo andare via dal dottor Squinzi, che mi era stato molto vicino nei momenti di difficoltà. Ho detto sempre no grazie, ho voluto aiutare il Sassuolo”.

Un consiglio a un ragazzo che inizia a giocare a calcio?
“Di non fare gli sbagli che ho fatto io: se vuoi giocare a pallone, devi concentrarti su questo, non su altro. Devi essere capace e non è facile, quando sei famoso c’è il rischio che ti possa distrarre con serate o donne. Dipende cosa vuoi, se vuoi il massimo devi fare tanti sacrifici”.

Cosa non ha funzionato al Milan?
“Ero già ‘sbandato’ prima. Quando ero in C2 in Pavia, ero a casa con i miei e in tv c’era il Milan in Champions. Mi sono posto l’obiettivo di arrivarci e ci sono riuscito in tre anni. Solo che non pensavo troppo al calcio, in più è morto mio padre e quindi mi sono seduto”.

A fine carriera come ti vedi?
“Stanco (ride, ndr). No penso farò l’allenatore, mi piace stare con il gruppo e insegnare. La mia testa è questa, poi vedremo cosa accadrà”.

Sei scaramantico?
“Non sono impazzito ma ho le mie abitudini. Ogni compagno ha le sue fisse, magari c’è chi esce per ultimo dallo spogliatoio oppure uno che bacia tutte le proprie cose”.

Se dovessi puntare su un giovane italiano al fantacalcio chi prenderesti?
“A me fa impazzire Zaniolo, è un giocatore forte forte. Ha qualità, forza fisica e ha tiro, inoltre non lo sposti. Anche Tonali è un bel giocatore. Cistana ha detto che sono un esempio? Questo fa la differenza: l’attenzione, la costanza e la voglia di migliorarti sempre. Devi sempre sapere cosa hai fatto per arrivare a una determinata partita e come hai preparato quella sfida. Io mi faccio aiutare anche da uno psicoanalista”.

Con chi sei in stanza?
“In casa con Bastos, in trasferta da solo. Mi piace stare isolato, ho i miei orari. Nello spogliatoio invece ho Cataldi vicino”.

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