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Ripercorriamo la vittoria tattica della Lazio sulla Juve in Supercoppa

Supercoppa Juventus - Lazio, l'azione del gol di Luis Alberto

Il trionfo della Lazio nella Supercoppa Italiana è figlio anche di un piano gara preparato alla perfezione da Inzaghi: i due punti di forza – di Michele Tossani

Dopo la vittoria in campionato di quindici giorni prima, la Lazio è tornata a imporsi sulla Juventus precludendo a Sarri la conquista del suo primo trofeo con la squadra bianconera.

Contro il tridente pesante Higuain, Dybala e Ronaldo, Inzaghi ha deciso di confermare l’undici di partenza della sfida all’Olimpico, con Lazzari esterno destro e la contemporanea presenza di Milinkovic, Luis Alberto, Correa e Immobile.

Il piano gara della Lazio e le lacune della Juventus

Come da copione, la Lazio ha lasciato ai bianconeri il pallone (54% di possesso palla), abbassando il proprio baricentro per cercare di dettare il contesto mediante il controllo degli spazi. Col rombo della compagine di Sarri, che è costruito per favorire scambi rapidi sul breve nei corridoi centrali, l’obiettivo difensivo dei biancocelesti è stato quello di chiudere le linee di passaggio al centro e nei mezzi spazi, al fine di indirizzare i flussi di gioco della Juventus verso le corsie esterne, dov’era poi più facile uscire in pressione.

Il piano gara predisposto da Inzaghi riusciva: la Juve aveva facilità nel far salire palla dalla zona di costruzione alla trequarti avversaria ma, una volta arrivata negli ultimi trenta metri di campo, la sua manovra offensiva si ingolfava per la buona organizzazione difensiva biancoceleste e anche per una certa lentezza degli uomini di Sarri nel muovere la palla.

Supercoppa Juventus - Lazio, l'azione del gol di Luis Alberto

In pratica, la Lazio è riuscita a contrastare il palleggio juventino nella zona centrale del campo (Leiva e Milinkovic hanno registrato un totale di 19 recuperi), con i campioni d’Italia che non sono riusciti a trovare delle contromisure adeguate, data anche la poca spinta dei terzini e l’incapacità palesata dalle mezzali nello smarcarsi lateralmente per garantire ampiezza.

Queste annotazioni sono confermate dal relativamente basso numero di cross tentati dalla Juve (13), per di più con una bassa percentuale di successo (15.3%) a causa sia dell’imprecisione che della difficoltà della squadra di Sarri nel riempire l’area di rigore avversaria.

Come ha funzionato la fase di possesso

Di contro, a funzionare è stata la fase di possesso laziale. Oltre al consolidato uso della palla lunga per Milinkovic per la cattura dei rimbalzi, gli aquilotti hanno confermato la propria propensione ad un attacco alla profondità che non è figlio soltanto di rapide verticalizzazioni, ma anche di un’avanzata palleggiata che sfrutta le qualità dei suoi interpreti offensivi (la Lazio ha aperto le marcature segnando a una Juve a difesa schierata).

A questo si deve aggiungere l’abilità con la quale la Lazio è a volte riuscita a superare la prima linea di pressione avversaria, impedendo alla Juventus un recupero palla alto e costringendola così a difendersi più in basso e attaccandola sul lato debole, dove la squadra di Sarri faticava a difendere, sia individualmente che collettivamente.

Supercoppa, Juventus - Lazio: gli attacchi in profondità

I dati offensivi confermano la positiva fase di possesso dei biancocelesti: la Lazio ha registrato in totale 26 passaggi chiave, tirando di più in porta (8 a 4) e risultando più pericolosa della Juventus, come evidenziato dal dato degli expected goals (2.09 xG contro 1.72 xG della Juve) e dall’indice di pericolosità Sics (41 contro 30).

Alla fine il risultato è meritato. La Lazio è stata abile ad annacquare la fase offensiva bianconera e a sfruttare le occasioni avute. La sensazione è che la banda Inzaghi sia in questo momento la squadra più in forma in Italia.

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