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A Roma solo la Lazio

Supercoppa, Cataldi continua la ricerca della talpa (FOTO)

La Supercoppa alla Lazio. Ancora una volta, l’unica squadra di Roma a vincere. Immagini di una placida serata di fine dicembre.

Di Alessandro Sicari

Che avremmo vinto non poteva saperlo nessuno. Che avremmo vinto così, da grande squadra e con così largo margine, tanto meno. Soffrendo, ripartendo e facendo male al momento giusto, nel posto esattamente giusto. Proprio lì, all’incrocio dei pali, ad esempio, come il goal di Danilo Cataldi.

Nessuno di noi, probabilmente, ci avrebbe scommesso un euro sulla vittoria della Lazio, ammettiamolo. Forse nemmeno 20 centesimi. Eppure, ancora una volta, abbiamo sconfitto pronostici, statistiche e numeri. Non era prevedibile la vittoria di oggi, soprattutto dopo quanto fatto all’Olimpico solo due settimane fa. Di solito la legge dei grandi numeri ti dice che non puoi battere la stessa squadra imbattuta da tutte le altre per due volte di fila. È una cosa quasi impossibile. Ma questa squadra è riuscita in una ennesima altra mezza impresa.

Un altro trofeo vinto, un’altra coppa a casa. E dall’altra parte del Tevere Babbo Natale non passerà. Aspettano direttamente il 6 gennaio.

Le immagini di una serata come questa sono tantissime: l’ipocrisia di un calcio che emigra in un paese dove solo fino allo scorso anno le donne non potevano guidare. Dove vengono mostrate dalla TV le donne occidentali del pubblico a fronte delle pochissime locali presenti. Dove a portare la coppa prima della gara è proprio una donna. Ma anche la tristezza del fatto che una delle due squadre – la seconda per la precisione – ha lasciato i caratteri latini sulle maglie per quelli arabi, mentre noi no, per fortuna. L’immagine è quella di Matuidi, che entra a gamba tesissima su Luis Alberto e dieci minuti dopo quella mancata, palese, espulsione vede insaccarsi il tiro lento e perfetto proprio del mago.

L’immagine di stasera è quella di Sergej che stoppa la palla, rincorre gli avversari, lotta a centrocampo e lo domina. Ormai come al solito. Quella di Leiva, della sua proverbiale generosità e di una difesa granitica. Del capitano Lulic, che fa una partita sontuosa. Fa impazzire gli avversari sulla fascia e segna un goal stupendo. Commovente. E poi di Cataldi, il nostro Danilo, che culmina il suo anno strepitoso con un goal indescrivibile. Forse anche a voi qualche amico romanista avrà inviato le immagini della rete di Kolarov da punizione (sì, lo stesso Kolarov che fu salutato con un bel sorriso da Radu). Oggi quegli amici hanno avuto la migliore risposta.

Ma forse l’immagine che meglio rappresenta questa serata è quella che precede questa notte di qualche giorno. E ritrae la squadra nell’aereo, durante il viaggio di andata. Credetemi: in un attimo libero mi sono soffermato a vedere quei volti, ad assaporare quel clima, a immaginare di essere lì. E ho visto una cosa, fino a tre giorni fa quasi impensabile. Ho visto quel trofeo in mano a Lulic, sollevato dai nostri. Andate a rivederla: rivedrete il pronostico perfetto della partita di oggi, rivedrete i tre goal che hanno illuminato Ryad. Rivedrete la prima squadra della Capitale, che tiene alto l’onore della Città Eterna, ancora una volta, vincendo trofei. Mentre dall’altra parte tutto tace. Come una splendida, placida, magica serata di fine dicembre.

A Roma Solo La Lazio.

 

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