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I “quasi laziali” di Lazio – Juve: la promessa, lo spauracchio e il sogno

Lazio - Juventus, Ramsey in dubbio per la partita di sabato

I “quasi laziali” di Lazio – Juventus: 3 bianconeri sono stati accostati alla prima squadra della capitale nel recente passato. Scopriamo chi sono.

Big match questa sera all’Olimpico. La Lazio per restare nelle zone nobili della classifica e mantenere saldo il piazzamento Champions dovrà vedersela contro i Campioni d’Italia. Ma quali calciatori della Juve avrebbero potuto giocare con i biancocelsti stasera? Scopriamo chi sono i “quasi laziali” della Vecchia Signora.

Partendo dalla difesa, c’è Daniele Rugani. Giovane promessa, mai del tutto mantenuta, del calcio italiano. Nella sua prima stagione in A, nel 2015, con l’Empoli, fece vedere grandi cose. Da difensore centrale, chiuse il campionato con zero ammonizioni. Ma sono quattro anni ormai che siede stabilmente sulla panchina dei bianconeri, senza mai trovare la continuità necessaria per esprimere il suo potenziale. Anche per questo è finito spesso tra le possibili contropartite per alcuni affari. L’estate scorsa, prima di essere trattato dalla Roma a fine mercato, era già stato accostato alla Lazio a giugno, in una ipotetica trattativa per Milinkovic.

Rimase un pour parler. Le operazioni con scambio di cartellini non sono storicamente ben viste dalla dirigenza laziale. Inoltre il conguaglio economico non era neanche lontanamente vicino alle richieste per lasciar partire il serbo.

A centrocampo il nome è Aaron Ramsey. Avvicinato alla prima squadra della Capitale nell’estate 2018. Giocava ancora nell’Arsenal allora, con il contratto in scadenza e l’espressa volontà della società di non rinnovare. Il che rendeva il prezzo di acquisto molto basso. Dettaglio spesso fondamentale dalle parti di Formello. Ad agosto il Daily Mirror raccontò di un interessamento last minute, per tamponare una eventuale partenza sempre di Milinkovic – Savic. Anche il nodo ingaggio, visti i precedenti di Leiva e Klose, non sembrava un ostacolo così insuperabile.

Su tutto questo scenario, però, piovvero smentite categoriche. Innanzitutto la Lazio si era già rinforzata (almeno così si pensava) con l’acquisto di Berisha e l’ingaggio di Badelj. E poi, come i fatti hanno dimostrato successivamente, lo spauracchio della partenza del Sergente svanì in una bolla di sapone. L’unica offerta faraonica arrivò solo a fine sessione e la società, a quel punto, si dimostrò irremovibile nel non cedere il proprio pezzo pregiato senza avere il tempo materiale per sostituirlo.

L’ultimo dei “quasi laziali” è un attaccante. Un sogno proibito di molti tifosi che in lui vedono quello spirito guerriero in cui si rispecchiano. Si tratta di Mario Mandzukic. Alla Juve dal 2015 e finito quest’anno ai margini della rosa bianconera. Sotto la gestione Allegri ha ricoperto, all’occorrenza, praticamente qualsiasi ruolo. Per accontentare le richieste dell’allenatore ha dimostrato abnegazione e spirito di sacrificio. Proprio questa sua caratteristica lo rende molto appetibile. Dopo anni di successi, arrivati anche grazie al suo contributo, in estate gli è stato detto in maniera chiara di cercarsi un’altra squadra, perché a Torino avrebbe avuto poco spazio.

Un po’ come successo per Ibrahimovic in queste settimane, le voci su quale sarebbe stata la sua destinazione venivano da ogni dove. Comprese le sponde biancocelesti del Tevere. Il fatto che si sia discusso su giornali e radio fino all’ultimo giorno dell’opportunità o meno di prendere un altro vice-Immobile, con caratteristiche diverse da Caicedo, ha alimentato la suggestione di vedere il croato con l’aquila sul petto. In realtà, non è mai esistita neppure l’idea di andarlo a prendere. E comunque, Ciro e il Panterone non stanno certo facendo rimpiangere il mancato acquisto.

 

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