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Lazio – Atalanta, gli aspetti negativi e positivi di questo pazzo 3-3

Fiorentina - Lazio, Correa: "Quando giochiamo così, è difficile batterci"

Lazio – Atalanta, finita 3-3, fa ancora parlare di sé: è una gara che rimarrà nella mente dei tifosi biancocelesti, che a fine primo tempo erano sconsolati e rassegnati alla sconfitta

Cosa ci ha detto Lazio – Atalanta? Nel 3-3 di sabato all’Olimpico ci sono tanti temi da analizzare, perché ci sono cose c

Gli aspetti negativi

Mandiamo prima giù il boccone amaro. Il primo tempo della Lazio è una vergogna, non ci sono altri termini. Forse il peggiore dell’era Inzaghi. Ci può stare un passaggio a vuoto, ma non in uno scontro diretto così importante e dopo lo sfogo in settimana del presidente.

L’approccio mentale è da condannare: perché se dovesse riaccadere di andare sotto di 3 gol, non è detto che si può recuperare sempre. È successo con il Rennes, a Bologna e sabato contro l’Atalanta: non deve essere un’abitudine.

Ci si sarebbe aspettato di più da alcuni singoli, uno su tutti: Luis Alberto. Fresco della convocazione con la Spagna due anni dopo l’ultima volta, con tutti gli stimoli che ha ricevuto contro l’Atalanta avrebbe dovuto mettersi in mostra in maniera lampante. Invece, come accade spesso in alcuni big match, tende a sparire.

Anche se non è l’unico singolo ad aver giocato male, perché anche Parolo, Marusic e altri non hanno fatto benissimo. Il problema, se così si vuol chiamare, è l’aspettativa che c’è su questo ragazzo, che può e deve fare la differenza.

Se mai ce ne fosse bisogno, infine, il 3-3 di ieri ha sottolineato i limiti di Strakosha. Fenomenale quando deve parare d’istinto (vedi su Pasalic nel primo tempo), in difficoltà quando invece deve leggere le traiettorie.

Gli aspetti positivi

Da conservare sicuramente la voglia e lo spirito con cui la Lazio è rientrata nella ripresa. Che sarebbe stata un’altra partita lo si è capito da subito, con il calcio d’angolo guadagnato dopo pochi secondi. Va dato alla squadra di averci sempre creduto e di aver tirato fuori le p***e in un momento in cui la palla scottava. E se i biancocelesti hanno rimontato il 75% delle volte quest’anno in A contro Roma, Bologna e Atalanta (solo la Juve ha fatto meglio) un motivo ci sarà.

Menzione anche per i subentranti, in particolare Cataldi. Il piccolo, giovane ragazzo promettente ieri è sembrato un uomo vero, un gigante che ha fatto diventare piccolo Ilicic in più occasioni. Ma anche Patric e Caicedo hanno dato il contributo.

Era stato messo in croce dopo Bologna, con il rigore sbagliato nel finale, ma contro l’Atalanta il Tucu Correa si è fatto perdonare con gli interessi. È il suo il gol decisivo ieri, quello realizzato 41 secondi dopo l’1-3 di Immobile. Nella sua rete c’è tutto: tecnica, intelligenza, voglia e rabbia, tutta quella accumulata negli ultimi 15 giorni.

Infine c’è Immobile, che è una certezza: 9 gol in 8 giornate di campionato, 10 gol in 9 partite giocate. 11 su 11 se si considerano anche i due impegni con la maglia dell’Italia. Non servono parole, anche se Daniele Adani gli preferisce Balotelli.

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1 anno fa

Non sempre questi miracoli si avverano (3 gol sono veramente tanti da recuperare…). Se, inoltre, la colpa è delle scelte sconclusionate del mister, allora la scalata diventa veramente titanica…Non si possono regalare tempi e sostituzioni per raddrizzare tattiche e formazioni sballate…Con questo allenatore non è la prima volta che accade, purtroppo…

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1 anno fa

Troppo forte il Tucu! ?

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