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Lotito a LSC: “Col tempo dobbiamo entrare nella Top 10 europea”

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito

In occasione del 15° anniversario della sua presidenza, Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel: le sue dichiarazioni

Giornata importante per Claudio Lotito, che festeggia il suo 15° anno di presidenza. Il numero uno della Lazio è intervenuto a Lazio Style Channel per ripercorrere il cammino compiuto finora e parlare delle ambizioni future.

Queste le dichiarazioni del patron biancoceleste, che ha scherzato anche con gli inviati del canale ufficiale del club ad Auronzo: “Domani sarò lì, pensavate di privarvi della mia presenza eh!“.

L’auspicio di Lotito

“Penso che la società abbia compiuto uno sforzo importante per allestire una squadra competitiva per il prossimo anno. Mi auguro che la squadra possa avere maggiore consapevolezza nei propri mezzi, dare soddisfazione ai primi tifosi e ritagliarsi uno spazio importante nel calcio nazionale e internazionale”.

“Con l’apporto di tutti possiamo raggiungere grandi traguardi”

“Abbiamo attuato una serie di iniziative che sono rivolte innanzitutto verso il nostro patrimonio, che sono i tifosi. Poi abbiamo puntato sulle strutture del club, al termine dei lavori avremo uno dei centri sportivi più belli a livello internazionale. Voglio che, quando torni la squadra, sia tutto concluso. Attraverso l’apporto di ognuno si possono raggiungere grandi traguardi, a partire dai tifosi. Vogliamo far sì che chi tifi Lazio si trovi a far parte di una grande famiglia, che rappresenta la prima squadra della Capitale”.

“La differenza tra la Lazio di ieri, prima del mio arrivo, e quella di oggi, è che adesso i tifosi hanno la certezza del futuro. In passato si viveva alla giornata, oggi abbiamo la consapevolezza di essere proiettati nella crescita in forma esponenziale, per arrivare a far parte di quelle dieci società del calcio internazionale che combattono per grandi risultati e trofei”.

“Stiamo lavorando per conseguire risultati migliori rispetto allo scorso anno, dobbiamo tendere tutti insieme a far sì che ciò accada”.

“Oggi chi bussa alle porte della Lazio deve chiedere permesso”

“Il 19 luglio 2004 non lo ricordo per l’orgoglio di quello che è stato fatto, ma per una cronaca dei fatti. La Lazio era sull’orlo del fallimento, perdeva più di quanto ricavasse e aveva 150 milioni di debiti. Io cercavo di far capire alla gente che avremmo dovuto avere una casa non fondata sulla sabbia, ma sul cemento armato. Per questo lanciai delle idee che sono state prese a modello. La Lazio oggi non è più un vagone a rimorchio, ma una locomotiva. Essendo il presidente della mia squadra del cuore, io coltivo sentimenti comuni che sono patrimonio di tutti i laziali. Per preservare la storia di questa società, mi sono fatto carico di 150 milioni di debiti. Oggi siamo una società libera, non dipendiamo da nessuno. Oggi c’è un padrone a cui gli altri club devono chiedere permesso e decidere insieme se ci sia un vantaggio per la Lazio, altrimenti non entrano”.

“Un plauso alla tifoseria”

“In 15 anni abbiamo risanato la società, restituito l’orgoglio dell’appartenenza e la credibilità internazionale. Si parla di noi come di una società sana, ben gestita, che ottiene risultati. Devo fare un plauso alla tifoseria, che ha effettuato un salto fondamentale di legittimità autentica, nei confronti delle istituzioni”.

“Impiegheremo più tempo, ma arriveremo ai massimi livelli”

Il momento più bello è stato quando sono diventato presidente, ho appagato un desiderio che hanno tutti i tifosi. Sicuramente abbiamo appagato tutta una serie di scontri ambientali, tutti pensano che fossi una meteora. Mi sono tolto anche soddisfazioni nei confronti di alcuni rappresentanti delle istituzioni. Io sono un artigiano entrato in un mondo di industriali: oggi questi ultimi non esistono più, l’artigiano proprietario della sua bottega esiste ancora. Dobbiamo avere un’organizzazione e una forza industriale, ma mantenere la mentalità gestionale da artigiano”.

Io vedo una squadra che oggi possa ambire a importanti traguardi, sia nazionali che internazionali. Ci siamo andati vicino nelle ultime stagioni, dobbiamo far tesoro dell’esperienza per far sì che diventino un approdo stabile”.

“Quando sono arrivato io, tutti i giocatori volevano andare via. Oggi vogliono venire tutti”.

“Noi miriamo al massimo dei massimi, ma dobbiamo mantenere i piedi per terra. Impiegheremo un po’ più di tempo, ma arriveremo“.

Il reintegro di Radu

“Per quanto concerne Radu, vale la parabola del figliol prodigo. Può capitare un momento di sconforto, lui ha riconosciuto pubblicamente che la Lazio è la sua casa ed è giusto che la società gli riconosca la sua militanza. Andammo in Romania, il presidente della squadra che ce lo vendeva voleva capire se avessimo i soldi per comprarlo. Io gli risposi: ‘Chiamate la banca’ e si misero d’accordo”.

La permanenza di Tare

“Il direttore sportivo è stato anche di stimolo per me per intraprendere tante iniziative a livello internazionale. I trofei vinti hanno un valore doppio. Quando battemmo in Supercoppa l’Inter a Pechino, Mourinho disse ‘Zero tituli gli altri, un titulo Lazio’. Abbiamo vinto la Supercoppa anche contro la Juventus, scusate se è poco. Questo i tifosi dovrebbero ricordarlo, così come tutti sacrifici e le umiliazioni del passato che noi abbiamo riscattato, le collette dei tifosi che si auto-tassavano facendo delle rinunce personali”.

Se fosse andato al Milan, avrebbe avuto una remunerazione migliore, ma minori soddisfazioni”.

Il futuro di Milinkovic

“Se qualcuno volesse coltivare delle ambizioni personali legittime, oggi avremmo meno armi per respingere gli attacchi. Ma non è un’iniziativa che parte dalla società. Al di là delle partenze, saremo comunque più forti dello scorso anno“.

“Io non ho detto che Milinkovic partirà. Potrebbe accadere che domani, per coltivare una giusta crescita personale, possa avere l’aspettativa di andare in club più importante. Ecco perché dobbiamo approdare tra i club più importanti a livello europeo, proprio perché dobbiamo rappresentare un punto d’arrivo”.

Le mosse sul mercato

“Noi prendiamo i giocatori che necessita la squadra. Non facciamo acquisti da supermercato, sulla base dei famosi parametri”.

La finale di Supercoppa

“C’è un problema pratico. Se giochiamo all’estero, abbiamo un ammontare importante. Se non vogliono che andiamo fuori, siamo disponibili a giocare anche a Roma, ma con lo stesso importo che ci deve essere dato“.

Lo stadio

“Siamo partiti per primi nel panorama italiano, poi ci ha bloccato l’amministrazione capitolina dell’epoca, in maniera miope. Speriamo che si possa riscoprire la possibilità di costruire uno stadio con tutti i requisiti che possano permettere alla Lazio di fare un salto di qualità“.

Lo scudetto del 1915

“Ci è stato tolto in maniera indebita, speriamo che chi valuterà si accorga della giusta legittimità di quello che chiediamo”.

I Lazio Club

“A settembre partiremo con la riorganizzazione dei club, centri di aggregazione di sostenitori che tifano nel rispetto delle regole e scevri di qualsiasi interesse”.

Se arrivasse un’offerta per la società

“Se la Lazio fosse considerata da me come un elemento economico, mi farei dare tanti soldi, arrivederci e grazie. Ma io ho in testa di lasciare la Lazio a mio figlio, che rappresenta la storia. Questo non significa penalizzare la Lazio. Finora siamo stati dinamici, non statici come posizione. In Italia ci sono squadre gestite da gruppi economici stranieri, non mi pare abbiano ottenuto grandi risultati”.

Il legame con Amatrice

“Amatrice rappresenta un punto di riferimento per la mia famiglia, mio nonno materno era di lì. La Lazio è stata la prima squadra a essere presente ad Amatrice dopo il terremoto, portando una forma d’interesse particolare anche da parte del mondo del calcio”.

 

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Leiva: “Infortunio? Credo nulla di grave. Milinkovic importante per noi”

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[…] Qualche giorno fa, lo stesso Claudio Lotito aveva espresso così la propria posizione sulla sede di Juventus-Lazio: […]

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1 anno fa

Spero di non morire prima ?

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1 anno fa

Campa cavallo che l’erba cresce

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1 anno fa

Spero che non muoio prima

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1 anno fa

Basta non vendere i migliori che abbiamo !!!

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1 anno fa

.
Beh. .Il nostro e’ un Presidente che sa fare quadrare i conti…eccome ..ma in quanto a soddisfazioni. ..mai niente. .Lui è abituato a intascare e non scucire lo chiamano Lotirchio ..mica a caso..!!@. ..

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1 anno fa

Io sto aspettando dall’anno 2000 per rivedere uno squadrone! Quanto devo aspettare ancora? SFL ???

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1 anno fa

Nel 2045:
“Dimostreremo che la Lazio non è subalterna a nessuno. Il nostro obiettivo sarà come sempre provare ad entrare in Champions. In questi anni l’abbiamo mancata per poco. Ma noi cresciamo con le nostre risorse. Sarò sempre per un calcio didascalico e moralizzato e per questo sono sicuro che scardinerò l’assioma del più spendi più vinci.”

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1 anno fa

squallido personaggio.

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1 anno fa

Si come no er 30 febbraio de ogni anno forse…

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1 anno fa

Ma che se beve questo ????

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1 anno fa

Con calma mi raccomando ???

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1 anno fa

Grande Presidente!!!!
?????

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1 anno fa

Ha detto bene quel signore che ha detto fra 15 anni. Forse.

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1 anno fa

Incomincia a comprare validi giocatori.. altrimenti il massimo che possiamo alzare al top una tazzina di caffè datti da fare poche chiacchere meno egoismo e una squadra degna della maglia che indossa il resto sono chiacchiere ?

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1 anno fa

Aspettiamo un altro po’ per entrare nella top 10… Finché non alzerai il livello degli acquisti sarà solo utopia

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1 anno fa

Tra n’antri quindici anni biato chi cia’ n’occhio…

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1 anno fa

Grande Presidente

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1 anno fa

Nun te so’ bastati tutti quest’anni ?

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