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Coppa Italia, siparietto tra Milinkovic e Immobile contro le negatività

Milinkovic verso la panchina nella sfida contro il Bournemouth

In zona mista Milinkovic e Immobile sono stati protagonisti di un siparietto tra felicità e voglia di dare un taglio alle polemiche.

Il sergente Milinkovic è il primo a parlare a Lazio Style Channel: “Abbiamo fatto tante partite par arrivare qua e questa partita è stata molto intensa: l’abbiamo meritata“.

A Milano è stata dura per me, dopo l’inforunio. Ho fato il massimo con lo staff medico e il mister ha deciso di farmi entrare oggi. Adesso possiamo dire che ha fatto una buona cosa. Questa è stata una partita con tanta tensione. Il primo tempo è stato duro e qualche chance l’hanno avuta anche loro. Forse ci aspettavamo di più da loro nel secondo tempo, ma noi abbiamo risposto bene poi con due gol in 6 minuti l’abbiamo chiusa bene. Tutta la mia famiglia è qua, ora spero di trovarli dove li ho lasciati e festeggiare con loro a casa. Poi ci sarà da pensare al bologna“.

A questo punto interviene Immobile all’improvviso: “Ho fame! (risate) Grande sergente!“. Allora Milinkovic ne approfitta per complimentarsi col bomber.

La gente guarda solo chi segna ma non il lavoro che c’è dietro. Oggi abbiamo segnato io e il Tucu, la prossima segna lui“. Ha detto Sergej.

E Ciro ha ricambiato: “Mi fa piacere per Sergio, che non ha vissuto un buon momento. Io sono qui da tre anni e ho vinto due trofei. Ho sempre avuto la maglia sudata. Non sarò Klose o Signori o Giordano, ma esco sempre a testa alta. Non conta chi segna. Oggi siamo contenti perché abbiamo vinto la coppa. Il resto se lo porta il vento“.

L’attaccante biancoceleste si è così scrollato di dosso le critiche che in questo periodo di appannamento lo hanno colpito. Ed è ancora Milinkovic a dargli manforte prima di congedarsi: “Sono parole che dice chi non ne capisce di calcio. Non voglio far arrabbiare nessuno, ma chi non vede quello che c’è dietro al lavoro non può giudicare“.

Immobile è rimasto in diretta sul canale ufficiale della Lazio e ha voluto ricordare a chi lo ha bersagliato in questi mesi, a suo dire eccessivamente, alcuni numeri dei suoi tre anni alla Lazio.

Sono i numeri che parlano per me. Sono entrato nella storia della Lazio in poco tempo e ne sono orgoglioso. Del resto non mi interessa. Parlano i dati. Ho fatto 80 gol, 3 finali e 2 coppe. Se c’è un’altra squadra oltre la Juventus che alza trofei in Italia è la Lazio. Non lo dico io, è la verità dei fatti. Se qualcuno si arrabbia pazienza. Noi calciatori non siamo macchine, non possiamo fare 40 gol a stagione. Io sono felice per quello che ha fatto la squadra. Ricevere l’aiuto di tutti nei momenti di difficoltà è molto importante. Io non ce l’ho con i tifosi, ma non si può pensare che faccia sempre 2 gol a partita“.

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