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Parola ai tifosi

Il derby, un vaso di Pandora di ricordi

La Lazio fa +11: questa la differenza punti rispetto alla scorsa stagione

Derby, i contributi dei nostri lettori Giovanni Calviello e Mattia Di Salvatori.

Il derby secondo il nostro lettore Giovanni Calviello

Lazio-As Roma è partita da farfalle nello stomaco per una settimana intera. Una settimana e due ore infinite, sconsigliabili ai deboli di cuore; mio padre non la seguiva più, aspettava solo il risultato finale.

Nella mente e negli occhi c’è anche quella data tragica, 28.10.1979. Chi c’era allo stadio, come me, sa di cosa si parla.

Il derby è gioia e dolore. È Re Giorgio che gli fa la gambetta per scatenare la loro rabbia. È Franzoni eroe per un giorno. È Pulici che prese pure le mosche nel derby di Giordano. È D’Amico che con la sua doppietta evitò un secondo scudetto loro. Sono i goal al ’90 e oltre di Di Mauro, Gazza, Igor Protti, Castroman, Klose.

È Lulic che ci consegna un trofeo storico, Mauri il loro incubo, è uno dei pochissimi cross azzeccati da Candreva. È un vaso di Pandora di ricordi, è la Lazio, la nostra storia. A Dio piacendo ci ritroveremo a commentare altri derby, noi con la voce, loro, speriamo, con il cuore. SFL

Il derby secondo il nostro lettore Mattia Di Salvatori

Il derby per me è quella partita che ha un significato molto diverso rispetto agli altri incontri del campionato. È difficile da spiegare ciò che si prova durante quei novanta minuti, devi essere coinvolto emotivamente per capirlo fino in fondo.

Personalmente sento in maniera particolare questo incontro. Bisogna sempre avere rispetto per il “nemico” ma senza averne paura. Per concludere non credo a chi dice che non ha un amico dell’altra sponda. Io ne ho uno in particolare con il quale si discute in questa settimana particolare anche se resta sempre un fratello per me. In fondo tutti abbiamo un amico lupacchiotto.

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