Il progetto del nuovo stadio Flaminio potrebbe essere arrivato a una svolta importante. Secondo un’indiscrezione rilanciata da Radio Radio (che cita espressamente una fonte di riferimento proveniente dal Campidoglio), la Lazio avrebbe trovato il punto d’incontro con la Soprintendenza per mantenere la capienza dell’impianto intorno ai 50mila spettatori. Non solo: nell’intesa sarebbe prevista anche la salvaguardia della storica pensilina progettata da Pier Luigi Nervi, uno degli elementi architettonici più caratteristici dello stadio romano.
Una doppia novitĆ che rappresenterebbe un passaggio significativo per il club biancoceleste, impegnato da mesi nel progetto di riqualificazione dell’impianto per trasformarlo nella propria casa. La possibilitĆ di conservare la capienza inizialmente immaginata, senza rinunciare alla tutela degli elementi storici della struttura, sarebbe infatti un risultato importante nel confronto con gli organi di tutela.
A rendere ancora più interessante lo scenario ĆØ la prospettiva di un’accelerazione dell’iter amministrativo. Sempre secondo quanto riferito da Radio Radio, una volta raggiunto l’accordo con la Soprintendenza, il percorso dovrebbe procedere velocemente. Una previsione che richiama direttamente le parole pronunciate un mese fa dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervenuto proprio ai microfoni dell’emittente romana.
Lazio-Flaminio, intesa con Soprintendenza su capienza e pensilina
Il confronto con la Soprintendenza rappresentava uno degli ostacoli più delicati per il progetto presentato dalla societĆ di Claudio Lotito. Le prescrizioni riguardavano soprattutto la tutela della pensilina storica della tribuna centrale e l’impatto del nuovo anello sulla struttura originaria.
La necessitĆ di rispettare il valore architettonico dell’opera di Nervi aveva costretto i progettisti a confrontarsi con soluzioni tecniche particolarmente complesse, anche per evitare una riduzione significativa della capienza. Le ultime indiscrezioni raccontano ora di un’intesa che permetterebbe di conciliare le esigenze del club con quelle della tutela architettonica. La pensilina verrebbe preservata, mentre la capienza potrebbe rimanere nell’ordine dei 50mila spettatori.
Si tratta di un aspetto fondamentale: la Lazio punta a realizzare uno stadio moderno, funzionale e capace di accogliere un numero importante di tifosi, senza cancellare l’identitĆ storica di un impianto che rappresenta un patrimonio dell’architettura sportiva italiana. La notizia dei 50mila posti costituisce quindi l’elemento di maggiore novitĆ rispetto alle precedenti ricostruzioni, che avevano ipotizzato una capienza inferiore ai 48mila spettatori.
Se il punto d’incontro fosse effettivamente quello descritto da Radio Radio, verrebbe meno uno dei principali ostacoli preliminari al progetto. A quel punto, l’attenzione si sposterebbe soprattutto sui passaggi amministrativi necessari per arrivare all’approvazione.
Quali sono i prossimi passaggi per l’iter amministrativo?
Il prossimo appuntamento sarĆ quello con la documentazione aggiornata. La Lazio dovrĆ recepire le indicazioni emerse dal confronto con la Soprintendenza e mettere a disposizione degli uffici capitolini il progetto rivisto.
Successivamente toccherĆ alla Giunta e all’Assemblea Capitolina pronunciarsi sul pubblico interesse. Un passaggio fondamentale per proseguire verso la Conferenza dei Servizi decisoria e le ulteriori autorizzazioni necessarie. Le precedenti ricostruzioni indicavano nella metĆ di novembre una possibile scadenza per la disponibilitĆ delle carte aggiornate, mentre il voto sul pubblico interesse potrebbe arrivare all’inizio del 2027 (o, addirittura, entro la fine del 2026).
Per la Lazio e per Claudio Lotito si apre dunque una fase particolarmente importante. Dopo mesi di confronti, prescrizioni e modifiche progettuali, il dialogo con la Soprintendenza potrebbe aver individuato una soluzione capace di tenere insieme le ambizioni del club e la tutela dello storico impianto.
La prospettiva di uno stadio da 50mila posti, con la pensilina di Nervi preservata, rappresenterebbe un risultato significativo. Adesso serviranno conferme ufficiali e, soprattutto, i passaggi istituzionali. Il Flaminio potrebbe finalmente avvicinarsi alla trasformazione nella nuova casa biancoceleste.


