Dopo tante polemiche e tra i tanti scetticismi, Marco Baroni è stato Formello per chiudere la trattativa con la Lazio e diventare il nuovo allenatore biancoceleste. Al momento non è stata posta la firma sul contratto ma la proposta da accettare è un biennale fino al 2026. In attesa dell’ufficialità, Fabio Liverani ha detto la sua sull’arrivo dell’ex tecnico del Verona: ecco le sue parole ai microfoni di Radiosei.
Le parole di Liverani su Baroni
“Tudor è stato diretto senza girarci intorno. Ha fatto bene perché meglio essere chiari prima che si inizi, piuttosto che cominciare e rovinare tutta la stagione. Probabilmente così sono rimasti ciascuno sulle proprie posizioni e hanno fatto la scelta giusta. Sarri, Tudor e Baroni sono tre idee di allenatori completamente diverse. Baroni per quello che ha fatto a Lecce e a Verona, merita un applauso, la panchina d’oro. Ovvio che Verona e Lecce sono realtà completamente diverse rispetto alla Lazio. So quello che è la piazza della Lazio e quello che è abituata ad avere. Alla Lazio devi giocare per vincere. A Verona c’è un ambiente unito indipendentemente dai risultati, a Roma no”.
Liverani: “La piazza laziale non vuole Baroni”
“Facendo l’esempio della Roma è evidente che non vanno mai dati giudizi a priori: De Rossi sembrava non potesse allenare a questo livello, eppure… Oggi la piazza laziale aveva bisogno di sentirsi legata a qualcosa e capisco che Baroni non sia quello che ci si aspettava. Ripeto, a me non piace giudicare prima perché molte volte nbel calcio è stato fatto sbagliando totalmente. Dipende tutto da cosa si cercava da parte della società. Magari iniziare un ciclo nuovo con alcuni giovani è un mestiere per cui si ritiene più adatto Baroni di altri. Tchaouna è un buon prospetto, un giocatore tecnico, veloce e con grande forza fisica su cui lavorare. Deve fare uno step ulteriore per imporsi in una grande squadra, ma è un acquisto intelligente”.



Mo pure liverani parla
Leggendo i commenti dei vari e Veri fratelli laziali, si evincono i problemi e spesso le analisi sono condivisibili. A mio avviso viene scelto un allenatore di basso profilo, ma dei cd miracoli per riviltalizzare ‘senatori’ e scommesse. Bisogna tener conto dei molti rientri che ci resteranno sul groppone e che nessuno prenderà mai (ne abbiamo 6/7), poi un 5/6 senatori ormai a fine carriera che manco Teresa di Calcutta accetterebbe. Tutta questa gente tra il giugno 2025 e il giugno 2026 sarà senza contratto. Il progetto del duo Lotirchio/Magalli è quello di tentare la sorte con uno yesman in panca, ma duttile per tirare a campare. Con qualche innesto di sconosciuti ascari e uno zoccolo duro di 5/6 elementi buoni, riuscire a gestire il marasma, i cattivi risultati sportivi e il malcontento per i prox 2 anni e vedere che succede. Navigando a vista s’intende, vendendo fumo (accademy, flamin..Chio, chiese e cappelle a Formellos, ecc) e non facendo approcciare sponsor ‘rischiosi’. Una preoccupazione sola per il rinomato politico (Giolitti je fa un baffo): non scendere in B. Unica e vera linea rossa per i Lotirchios. Il resto è un corollario
Eh un analisi molto condivisibile la tua. C’è anche la possibilità un mezzo miracolo avvenga, visto il noto “gregorio” di Lotito, ossia che in questi due anni di Baroni un paio di giocatori decenti escano fuori tra i nuovi, e si riesca in qualche mezza impresa ai danni di qualche altra squadra più attrezzata che non imbocca l’annata giusta.
Ma parliamo di obiettivi minori come una qualificazione in Europa League oppure in Conference.
A questa mediocrità siamo oramai abituati…speriamo bene
Mi dispiace siamo delusi co sto presidente lui la lazio non la vuole vincente vuole solo mangiarci sopra
Quando si parla di “progetti” e “modelli” da seguire, una cosa è comune a queste realtà: si parte con la scelta del tecnico e di una filosofia di gioco da seguire. Gli esempi sono una miriade, dal Milan di Sacchi, passando per le squadre allenate da Zeman, arrivando a Gasperini all’Atalanta.
Qui invece si sta cercando di far passare il contrario. Ossia che la società a livello tecnico abbia maggiori competenze, scelga per prima lei i giocatori con il principio economico del massimo ribasso a farla da padrone (quello tecnico/atletico messo in coda quando non proprio ignorato).
È abbastanza evidente questo tipo di approccio in questi ultimi anni sia sfociato in acquisti fatti a prezzi alti per giocatori che poi non hanno reso come sperato, alla impossibilità di privarsi di altri giocatori con contratti onerosi la cui età ovviamente cresce ed il rendimento inevitabilmente scende. A doversi aggrappare inevitabilmente ed inesorabilmente sia a tali “senatori” che alle poche “scommesse” di mercato andate a buon fine, rimanendo oltretutto ostaggi di quelle tante “scommesse” invece andate male, nel continuo tentativo irrazionale di volerle vincere a tutti i costi.
Cosa dire….. Non c’è niente altro da aggiungere…. È così