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Il Tacco di Sócrates: “Viva Sarri, non il Sarrismo”

Sarri non é il problema, ma il “sarrismo” si.

Come tutti gli “ismi” nasconde il pericolo dell’inflessibilità, dell’ostinazione ceca, della fede dogmatica, e tutto, quando vissuto senza equillibrio diventa nocivo. Sarri é un ottimo allenatore, parla la sua storia, ha un’idea di calcio offensiva, veloce, spettacolare e tutti vorremmo che questa idea illuminasse gli stadi con i colori della Lazio.

Ma tra le qualitá di un ottimo allenatore deve esserci il buon senso e la capacitá di adattarsi a uomini e circostanze. Il compromesso non è negativo quando onesto, quando non è il frutto di una coercizione, ma di una scelta logica dettata dai momenti. Sarri, come allenatore della Lazio, ha il dovere, non di esprimere il massimo del suo calcio, ma di far esprimere al massimo i suoi uomini, esaltandone le qualitá migliori, mascherandone i difetti, mettendoli a loro agio.

Se questo ora significa fare un passo indietro, che si faccia. Non c’è nulla di disonorevole nel tornare sui propri passi, nel rivedere le proprie idee, non per rinnegarle, ma per aspettare tempi milgiori e uomini adatti, ed arrivare a quel momento nella miglior posizione possibile, per riprendere il cammino sospeso e veder vivere le proprie idee.
La Lazio ha una storia centenaria, piena di orgoglio, di passione, di dignità.

La Lazio é una storia di uomini, la Lazio è un grande amore che“ non finisce davvero, biancoazzurro nel cuore e nei colori del cielo”. Ha navigato in mille tempeste, si è piegata senza mai spezzarsi, come la sua gente. Tutto questo é e dovrè essere sempre piú forte di tutto…anche del “sarrismo”.

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