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Lazio: numeri e Parolo #DiamoINumeri

Lazio: 16, 36 e 250 #DiamoINumeri di Marco Parolo

A cura di Daniele Caroleo

Dopo la vittoria della Lazio contro lo Zenit in Champions League potremmo passare ore ed ore ad elencare i tantissimi numeri e le statistiche legati agli avvenimenti di ieri sera, allo Stadio Olimpico. Basterebbe ad esempio ricordare che quello contro la formazione di San Pietroburgo è l’8° risultato utile consecutivo della formazione di Simone Inzaghi, la maggior parte dei quali ottenuti in piena emergenza. Potremmo inoltre soffermarci sulla doppietta del solito Ciro Immobile, la prima in Champions League per l’attaccante di Torre Annunziata, che in questo modo ha raggiunto quota 132 reti complessive con la maglia della Lazio (a 27 lunghezze da Silvio Piola, primo in questa speciale graduatoria). Potremmo anche sottolineare che Pepe Reina, con la presenza di ieri sera, ha raggiunto la 174esima apparizione complessiva in tutte le competizioni UEFA in carriera, agganciando Paolo Maldini sul podio ed inseguendo Cristiano Ronaldo (con 180 presenze) e Casillas (con 188), rispettivamente secondo e primo in questa classifica. Senza dimenticare che ieri sera la Lazio ha ospitato per la terza volta nella sua storia una squadra russa in una competizione europea per club: la prima sfida è stata contro il Rotor Volgograd (4 novembre 1997) in Coppa UEFA (la Lazio arriverà alla finale della competizione, perdendo contro l’Inter); la seconda volta è avvenuta contro la Lokomotiv Moskva (22 aprile 1999) in Coppa delle Coppe (la formazione biancoceleste vincerà quel trofeo, contro il Maiorca).

E potremmo continuare, ancora e ancora.

Ma i numeri principali sui quali vorrei porre l’attenzione quest’oggi sono essenzialmente tre: il 16, il 36 ed il 250. Il 16 è, ovviamente, il suo numero di maglia; 36, invece, sono gli anni che compirà a breve (precisamente il prossimo 26 gennaio); 250, infine, sono le presenze complessive con la casacca della Lazio, raggiunte proprio in occasione della partita contro lo Zenit. Sto ovviamente parlando dell’infaticabile Marco Parolo, che ieri sera, con la fascia di capitano attorno al braccio, ha festeggiato questo importante traguardo segnando anche il suo primo gol in carriera in Champions League. Il 37esimo, complessivamente, con la maglia biancoceleste.

Volevo questo gol: i traguardi nella vita si possono sempre raggiungere”, ha avuto modo di commentare, a ragion veduta, lo stesso Parolo, al termine della partita. Marco, per altro, riveste un ruolo importantissimo, se non addirittura fondamentale, in questa Lazio, dentro e fuori dal campo. È uno dei leader della squadra, si è sempre fatto carico di questa responsabilità. Sia in occasione delle vittorie, ma soprattutto quando sono arrivate le sconfitte. Nel post lockdown, ad esempio, con la squadra letteralmente alle corde ed in debito d’ossigeno, si è sacrificato in un ruolo non propriamente suo fino al termine della stagione. Per poi ripetersi, all’inizio di questo nuovo campionato, giocando anche come difensore centrale e come esterno. Mettendosi sempre a disposizione del mister e della squadra.

Ha legato, indissolubilmente, il suo nome a questi colori, facendosi apprezzare ogni giorno di più fin dal suo arrivo in quel di Formello, nell’estate del 2014. Tantissime le partite e gli episodi che lo hanno visto protagonista indossando questa maglia. Come quando, il 5 febbraio del 2017, in occasione della larga vittoria contro il Pescara per 6 a 2, ha segnato addirittura 4 gol. Senza ovviamente dimenticare la vittoria della Coppa Italia contro l’Atalanta (il 15 maggio 2019) e i due successi in Supercoppa Italiana ai danni della Juventus (13 agosto 2017 – suo l’assist per il secondo gol di Immobile – e 22 dicembre 2019).

Una settimana, quella che lo ha portato al suo primo gol in Champions, per altro iniziata ulteriormente alla grande, con quell’assist al bacio, effettuato con il contagiri per la testa di Immobile, nel pantano dello Stadio Ezio Scida di Crotone. Una trasferta vittoriosa per la Lazio, nonostante il nubifragio che si è abbattuto sulla città calabrese, durante la quale Marco Parolo, fino alla sostituzione, era risultato essere, senza alcun dubbio, il migliore in campo.

Domenica prossima, contro l’Udinese, nel caso dovesse scendere in campo, raggiungerà, tra l’altro, un altro prestigioso traguardo, che legherà ancora di più il suo nome alla storia ultracentenaria della squadra biancoceleste: le 200 presenze in Serie A con la maglia della Lazio.

E se non accadrà questa domenica, ci sarà sicuramente un’altra partita. Durante la quale Marco, come al solito, si farà trovare pronto, con la solita abnegazione che lo contraddistingue da sempre. Facendosi carico delle proprie responsabilità, al di là del ruolo che dovrò ricoprire, e macinando, ancora una volta, metri e metri di campo, per il bene della squadra.

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