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Lazio, non solo forma fisica. Problema di fiducia negli uomini per Inzaghi

Inzaghi-lukaku

La Lazio sta avendo grossi problemi nella gestione delle forze dopo il lockdown. Ma la questione non è solo fisica: Inzaghi non si fida di alcuni elementi.

Pazienza. È stato bello provarci e sognare. Una pandemia globale ha mandato tutto a carte quarantotto e, inutile negarlo, alla ripresa la Lazio non ce l’ha fatta a riprendere da dove aveva lasciato. Ieri è stata la riprova definitiva.

Fisicamente e mentalmente la squadra è tracollata. Lo ha detto Immobile nel post partita:

Abbiamo sofferto questa nuova situazione dopo il lock down. Ci accorgiamo da soli che qualcosa non sta andando bene”

E lo ha ribadito anche Inzaghi:

“Obiettivamente abbiamo dei problemi oggettivi di forma”

Ma il mister ha anche insistito molto su un punto preciso: la mancanza di giocatori. Infatti il problema delle tante partite ravvicinate, del caldo, della fatica accumulata e della scarsa condizione atletica, che si trascina dopo quattro mesi di stop, riguarda tutte le squadre. Però i biancocelesti lo stanno accusando di più, perché non possono fare turnover. E dove, in teoria, sarebbe possibile farlo, è la scarsa fiducia in alcuni elementi che trattiene Inzaghi.

Avere fuori Lulic e Marusic costringe Jony e Lazzari agli straordinari. Ieri il vicentino era alla 5ª partita di fila in 15 giorni giocata per almeno 80 minuti. Lo spagnolo può contare almeno su Lukaku per rifiatare. Ma la tondeggiante silouette del belga, che viene da quasi due anni di travagli per infortuni muscolari e tendinei, non aiuta più di tanto la manovra.

Ai problemi sulle fasce, poi, si aggiungono una lunga serie di acciacchi e giocatori a mezzo servizio. Luiz Felipe rientrava ieri da un affaticamento al polpaccio. Leiva nei mesi di quarantena si è operato al menisco. Cataldi non ha mai pienamente recuperato dalla storta alla caviglia subita a Bergamo. Correa ha rimediato col Milan una distorsione al ginocchio e anche Milinkovic non è al 100%. Tanto che sempre Inzaghi ha affermato:

In una gara normale non li avrei nemmeno portati, ma non ho alternative”

Rosa troppo corta? Dibattito che si trascina da agosto scorso. Forse anche da prima. I numeri dicono che ci sono 23 calciatori in organico, più i giovani aggregati dalla primavera Armini, Falbo, Silva e i due Anderson. Un totale complessivo non diverso da quello di Inter, Atalanta e Juventus, per citare solo le dirette concorrenti. Il problema, semmai, è la qualità.

Oltre alle situazioni elencate, l’altro grande nodo di questa emergenza che sta vivendo la Lazio, infatti, è proprio l’affidabilità dei sostituti. Guardando i minutaggi è lampante come il mister laziale, notoriamente maniaco del mantenimento degli equilibri in campo, non ha mai avuto modo di dare fiducia ad alcuni rincalzi. E persino ora, che gli uomini sono contati, ce ne sono alcuni che continuano a vedere il campo solo con il binocolo.

Bastos ha giocato 506 minuti in tutta la stagione. Solo 59 da quando è ripartita la Serie A. Ufficialmente non ha nessun guaio fisico. Eppure a lui vengono preferiti Radu e Luiz Felipe rabberciati. E non viene impiegato nemmeno per dare fiato a Patric o per spostare lo stesso ex Barcellona sulla fascia e far riposare Lazzari. Vavro anche peggio. 229 minuti in tutto l’anno. 35 dalla ripresa a oggi. Ha avuto in inverno qualche problemino fisico, ma è chiaro che questi due elementi secondo Inzaghi non danno garanzie tecniche sufficienti.

Tornando alle fasce, gli stessi Lukaku e Jony ora giocano perché sennò non si arriva a 11 da schierare. A meno di cambi di modulo, idea che Inzaghi aborrisce. Prima del lockdown l’ex Malaga ne aveva giocate solo 5 da titolare. Tutte da gennaio in poi. Cioè proprio quando Lulic ha cominciato ad accusare i primi problemi.

In attacco il giovane Adekanye rimane un rebus. Se è stato preso per entrare subito nelle rotazioni, si può dire che è stato inutile. Le caratteristiche tecniche non sono quelle di Immobile. Il quale, per altro, al di là del rendimento stratosferico pre-Covid che lo ha reso inamovibile, aveva già in Caicedo la sua alternativa. Ma Bobby non è neppure una seconda punta alla Correa. Risultato? Minutaggio complessivo per l’ex Liverpool da inizio stagione a oggi: 126 minuti. Ci si aggiunga che prima della trasferta contro l’Atalanta ha avuto anche un problema muscolare ed è dovuto poi rimanere fuori con Fiorentina e Torino.

Il campionato ormai per le aquile è sostanzialmente concluso. C’è solo una Champions League da ipotecare nelle prossime 7 partite. Con 20 punti di vantaggio sul quinto posto da gestire, ne bastano altri 4 (o addirittura anche 1 solo se oggi Napoli e Roma non vincono). È stato entusiasmante credere in un sogno. I ragazzi hanno fatto emozionare e commuovere. Per l’anno prossimo però qualche interrogativo tecnico e fisico sulla qualità dell’organico si rende più che mai necessario per continuare a crescere.

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