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Obiettivo Champions, quanto manca per centrarlo?

UEFA, la deadline per le Coppe europee è il 31 agosto

Con il 5° posto della Roma distante oggi 17 punti, ecco quanto manca alla Lazio per essere certa di arrivare in Champions.

La Champions League è il nostro primo obiettivo“. Gioca ancora a nascondersi con le parole Simone Inzaghi, a dieci giornate dal termine e con soli 4 punti da recuperare alla Juventus capolista. Ma ci può stare, vista l’assurda situazione che si sta vivendo da ormai quattro mesi. Scaramanzia o pragmatismo, l’allenatore biancoceleste non si fa trascinare dall’entusiasmo. Il sogno esiste, ma prima si bada al sodo, poi si vedrà.

E allora, quanto manca alla Lazio per essere sicura al 100% di giocare nell’Europa dei grandi l’anno prossimo? Poco, ma non pochissimo, ancora. Pur tenendo presente che i posti dal 1° al 4° sono tutti buoni, senza distinzioni di alcun tipo. A parte il prestigio per il piazzamento sul podio. La corsa, quindi, è sulla quinta classificata, che oggi è la Roma.

I 65 punti dei biancocelesti contro i 48 dei giallorossi garantiscono alle aquile un vantaggio di 17 lunghezze. Essendocene ancora 30 in palio, ne mancano al massimo 13 per la matematica certezza. Per tanto, immaginando che entrambe le squadre vincano sempre, l’obiettivo dichiarato dal mister piacentino potrebbe essere centrato il 15 luglio contro l’Udinese. Ma il migliore degli scenari possibili è quello di un filotto di vittorie per la prima squadra della Capitale e uno di sconfitte per i cugini. Il che accelererebbe di molto i tempi e già la settimana prossima, il 7 luglio a Lecce il discorso potrebbe essere chiuso.

E se…

Questo rapido calcolo matematico cela però dietro di sé un aspetto decisamente da non sottovalutare. Realizzandosi uno dei due scenari suddetti, la Lazio centrerebbe la Champions prima della sfida contro la Juventus. In pratica si presenterebbe a Torino con in tasca la certezza di aver compiuto la missione prefissata in partenza per questa stagione. Giocherebbe così a mente libera, senza ansie, potendo permettersi di rischiare il tutto per tutto nello scontro diretto e nello sprint finale.

E se quella di Inzaghi non fosse né scaramanzia, né pragmatismo? Se fosse una pretattica? Una strategia bella e buona per ottimizzare le forze e provare davvero a giocarsi la gloria eterna fino all’ultima giornata?

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