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Premio Ussi, riconoscimenti per Roberto Mancini e Claudio Lotito

Serie A, Mancini: "Da CT preferirei si riprendesse dopo l'estate"

Al circolo Canottieri Aniene la cerimonia di consegna dei premi Ussi 2019. A Claudio Lotito il Premio Limone.

Va in scena oggi pomeriggio presso il circolo Canottieri Aniene la cerimonia di consegna dei premi Ussi 2019: i più autorevoli riconoscimenti nel settore del giornalismo sportivo, consegnati ogni anno ai personaggi del mondo dello sport. Per la Lazio sarà presente il presidente Lotito che riceverà il Premio Limone.

Tra i premiati, anche il ct della Nazionale Roberto Mancini. E poi il Premio Arancio per il portiere della Roma Antonio Mirante, il premio alla carriera al giornalista Alessandro Vocalelli e molti altri riconoscimenti a personalità del panorama sportivo italiano.

Aggiornamento h 15:30

Sempre per la Lazio sono presenti  il responsabile della comunicazione Arturo Diaconale e il team manager Maurizio Manzini. Il presidente Lotito, invece, non è ancora arrivato.

Aggiornamento h 16:12.

È arrivato ora il presidente della Lazio Claudio Lotito. Come detto, è previsto per lui un riconoscimento da parte dell’Unione Sportiva Stampa Italia per il suo operato nel mondo dello sport.

Il presidente della Lazio

Il presidente Claudio Lotito arriva al circolo Canottieri Aniene per la cerimonia dei premi Ussi 2019.

Aggiornamento h 16.30

Il presidente si è intrattenuto ai microfoni dei giornalisti presenti in sala durante l’evento. Queste le sue dichiarazioni:

Siamo felici non solo per la Coppa Italia. Noi abbiamo fatto programmazione anche nel settore giovanile. Abbiamo vinto il campionato primavera e under 14. Abbiamo messo in campo un programma che sta dando frutti. Dopo la Juve siamo quelli che abbiamo vinto più di tutti.

I risultati si conquistano sul campo. L’esegesi a posteriori non serve a nulla. Sappiamo quali sono stati i problemi e cerchiamo di non ripercorrere gli errori commessi in questa stagione. Bisogna fare tesoro per non ripetere le stesse situazioni.

Con Inzaghi non c’è una trattativa. Il termine è improprio. C’è un contratto e un buon rapporto: nel momento in cui si stabiliranno i programmi per la stagione futura si stabilirà anche tutto quello che comporta la programmazione e i ruoli delle persone.

L’europa League rappresenta una costante, perché sono diversi anni che siamo stabilmente presenti. Potrebbe essere un traguardo importante ambire a raggiungere la fase finale. Nella vita bisogna fare tesoro di quello che si è riusciti a conquistare. Io penso che la Lazio in questo momento abbia fatto una programmazione e gettato le basi per tornare nell’olimpo del calcio internazionale, sia dal punto di vista economico, sia da quello sportivo.

Il campionato è finito ieri. Noi abbiamo, come ho sempre detto, un mercato aperto 365 giorni l’anno e a quello è preposto Tare, il quale, fino ad oggi, ha dimostrato di avere grande professionalità, competenza e serietà. Insieme abbiamo sempre trovato le soluzioni e sicuramente l’anno prossimo non sarà una Lazio più debole. Anche perché il nostro modo di fare calcio non è legato al nome, ma alla qualità dei singoli calciatori, indipendentemente dal costo.

I problemi più importanti non riguardano Inzaghi. Ma l’organizzazione dell’organico, la programmazione da fare, quali punti migliorare, quali prospettive sportive avremo e su quelle innestare gli interessi delle singole persone addette alla realizzazione del programma. La questione del contratto di Inzaghi non attiene ad oggi, ma a quello che vuole fare la Lazio e quello che vorrà fare lui.

A differenza di altri noi parliamo di programmazione e non di soldi. I risultati sono frutto di meriti e demeriti di tutti. Nel momento in cui si fa un programma articolato, in cui si stabiliscono gli obiettivi, con l’organico che si vuole allestire, sulla base di questo ci si confronta con gli addetti ai lavori. Su Inzaghi non ho mai posto il problema. Il punto è quale programma si vuole condividere.

L’Atalanta ha messo in pratica quello che la Lazio sta facendo da diverso tempo. Senza voler togliere i meriti all’Atalanta che si è qualificata in Champions, noi abbiamo quel modello da molto prima. Solo che la Lazio partiva da 550 milioni di debiti e, da quando l’ho presa, ha comunque conseguito una qualificazione in Champions e diversi titoli che altri non hanno vinto. L’Atalanta di necessità fa virtù perché punta molto sulla qualità delle persone e sull’organizzazione. Questo è il mix vincente per raggiungere gli obiettivi.

Milinkovic non in è vendita. Nel momento in cui ci fosse un offerta importante per la società e, soprattutto, per il calciatore ne discuteremmo intorno ad un tavolo.

Tra gli errori commessi quest’anno c’è il fatto di non essere arrivati in una posizione di classifica cui invece puntavamo. È un dato di fatto“.

Aggiornamento h 17:00

Oltre Lotito, che ha ricevuto il Premio Limone, anche Simone Inzaghi (assente alla cerimonia) è stato insignito di un riconoscimento dall’Ussi per il suo lavoro svolto in questi anni come allenatore. L’occasione è stata ghiotta per Jacopo Volpi, presentatore dell’evento, per fare una battuta al presidente sul futuro di Inzaghi. “Dove glielo consegniamo questo premio?” ha chiesto. “A Formello! E nella peggiore delle ipotesi, lo viene a prendere lì” ha risposto sorridendo il patron biancoceleste.

Queste le sue parole al momento della consegna del premio:

Abbiamo conseguito un trofeo cui siamo molto legati, visto che è ricorrente nella mia gestione. Ora speriamo di disputare una buona supercoppa. Abbiamo fatto investimenti anche nelle nostre strutture e pensiamo al futuro con alcune iniziative fiore all’occhiello del calcio nazionale. Riteniamo di dover lanciare messaggi importanti alla collettività. Dobbiamo trasmettere valori fondanti della società civile. Il coronamento dei risultati serve per dare forza a questo percorso“.

Il presidente riceve il premio

Il presidente Lotito riceve il premio Limone

 

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