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Olimpico senza più “Nocciolina”? La richiesta sui social: “Fatelo lavorare”

Er Nocciolinaro dell'Olimpico

Da alcuni mesi va avanti una controversa vicenda riguardo “Er Nocciolina”. Lo storico venditore di arachidi dell’Olimpico potrebbe non poter più accedere allo stadio

All’Olimpico lo conoscono più o meno tutti. “Er Nocciolina” è una sorta di creatura mitologica. Ma purtroppo, potrebbe non essere mai più avvistato tra gli spalti dai tifosi. Da mesi è al centro di una controversa vicenda riguardo il suo permesso di entrare e, ancor più importante, la sua licenza di vendere cibo.

Il personaggio, come detto, è arcinoto agli assidui frequentatori dello stadio. Si aggira per le curve Nord e Sud, a seconda di quale squadra sia in campo quella domenica, con una maglia a maniche arrotolate e due enormi sacconi stracolmi di arachidi sulle spalle. Non importa che faccia freddo o caldo, piova o ci sia il sole. Lui è lì, a suo dire, “da prima che lo stadio esistesse“. Capelli e baffoni grigi, fischia e strilla a destra e a manca, lanciando sacchetti di noccioline e ricevendo in cambio monete che infila nei calzini. “Così non me li perdo“, dice. Ma nessuno gli ha mai domandato se si riferisce ai soldi o ai calzini stessi.

Da qualche tempo, invece, qualcuno ha deciso di chiedergli se avesse tutto in regola per portare avanti la sua attività di “nocciolinaro”. E sono sorti i problemi.

La vicenda del Nocciolina

La persona in questione possiede un abbonamento in Curva Nord e uno in Curva Sud, validi per l’intero campionato. Quindi la sua presenza allo stadio è, sotto questo punto di vista, perfettamente in regola. Tutt’altro discorso è quello della vendita di prodotti commestibili: non ha, infatti, nessuna licenza per farlo all’interno dello stadio. Motivo per cui, ufficialmente, si è deciso di impedirgli d’ora in avanti di proseguire la sua attività. In qualche modo, però, negli anni, si chiudeva sempre un occhio per lui. Spesso anche due.

In primis, di fronte alle segnalazioni fatte dai gestori e concessionari dei bar, che organizzano anche la distribuzione tramite gli ambulanti regolari sugli spalti. Con loro si era sempre cercato un compromesso, in via del tutto eccezionale. In secondo luogo, se i titoli di accesso sono sicuramente in regola per le partite di Serie A, gli stessi non valgono anche per le coppe. Ma anche qui, quando possibile, si è sempre cercato uno strappo alla regola nei suoi confronti. Proprio in occasione di una partita di Europa League, quest’anno è iniziata la controversia che ora rischia di estromettere definitivamente il Nocciolina dallo stadio.

Presentatosi ai cancelli per entrare, in occasione del match di Europa League Lazio-Siviglia, gli è stato fatto notare, da chi di dovere, che non aveva il titolo d’accesso valido. Dopo qualche minuto di discussione con gli addetti alla sicurezza, e dopo aver ricevuto anche dai responsabili delle forze dell’ordine il medesimo diniego, ha rinunciato a entrare. La vicenda non è finita lì.

Altre discussioni sulla sua presenza e attività di vendita sono seguitate nelle partite successive. Per gli incontri di campionato gli è stato detto che avrebbe potuto accedere con i suoi abbonamenti regolari, ma senza portare dentro anche i sacchi di arachidi. E via ad altri battibecchi. Poi a fine febbraio si è giocata la semifinale d’andata di Coppa Italia tra Lazio e Milan. Di fronte al rifiuto di farlo entrare, si è scatenata un’altra discussione.

Da quegli episodi di fine inverno a oggi sono in molti ad aver notato la sua assenza. Prima di Roma-Udinese dello scorso 13 aprile, è stato visto fuori i tornelli della Curva Sud a piangere, riporta SiamolaRoma.it. Sui social la polemica va avanti da mesi. Tra i tifosi romani si susseguono – sui social e via radio – gli appelli per farlo tornare e si dibatte sul perché della decisione.

Che le regole ci siano e vadano fatte rispettare è fuori di dubbio. Altrettanto vero, però, è che per lungo tempo si è tollerata questa situazione. In fondo si parla di una persona che, come sostengono molti tifosi, “non ha mai fatto male a nessuno“. Dunque, gli stessi si chiedono come mai si sia scatenato improvvisamente quello che parecchi percepiscono come un vero e proprio accanimento nei confronti del Nocciolina.

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