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Veron, un fiume di emozioni: riviviamo i suoi 3 gol più belli con la Lazio

Veron: "Vincere con la maglia della Lazio vale più che altrove"

Per celebrare il ritorno di Veron all’Olimpico, riviviamo le tre reti più belle e significative realizzate dalla Brujita con la maglia della Lazio – di Alessandro Crescenzi

Vedere Juan Sebastian Veron con la sciarpa della Lazio e la maglia numero 23 – prima della gara col Sassuolo – ha rievocato nella memoria ricordi indelebili del mio eroe di quando ero un piccolo tifoso. Amavo da bambino la sua classe, quel modo unico di calciare, di dettare i tempi, di inserirsi e di tirare da fuori area: insomma, per me era il più forte in una squadra costruita per vincere tutto.

Le emozioni provate nel rivederlo, in quello stadio dov’è stato protagonista per due stagioni, sono uniche e per certi versi malinconiche. E, proprio per questo, ho deciso di ricordare La Brujita ripercorrendo tre gol con la maglia biancoceleste, tre gemme di rara bellezza che sono rimaste impresse nella mia mente e nella mente di tutti i tifosi laziali.

1 – Lazio-Hellas Verona del 7 novembre 1999

Nella prima stagione alla Lazio, Juan Sebastian regala una magia unica: gol direttamente da calcio d’angolo. La partita è semplice, la squadra di Eriksson domina gli scaligeri per tutto il tempo e, come per tutta la stagione, i tiri dalla bandierina vengono battuti da Mihajlovic di sinistro e dall’argentino di destro.

Nel primo tempo, dalla bandierina che separa Tribuna Tevere e Curva Maestrelli, Veron disegna una traiettoria magica e imprendibile per l’incolpevole Frey (non è necessario nemmeno un blocco dei compagni sul portiere avversario). La Brujita si gira verso la tribuna con le braccia al cielo e saluta con un sorriso il popolo laziale, prima che i compagni lo ricoprano in un abbraccio festante.

2 – Lazio-Valencia del 18 aprile del 2000

Dal campionato alla Champions League, il passo è breve e il nostro amato numero 23 è sempre protagonista, anche se in una serata triste che sa di occasione persa. La Lazio affronta il Valencia nel ritorno dei quarti, dopo la sonora sconfitta nella gara di andata al Mestalla per 5-2. La partita nel primo tempo è lenta e i biancocelesti non riescono a imporre il proprio gioco.

Nel secondo tempo entra in campo una Lazio diversa e, grazie a una meraviglia di Juan Sebastian, riesce a riaccendere le speranze. Un tiro dai 35 metri di rara bellezza che incarna in sé potenza, precisione e classe fuori dal comune: con la maglia che ricorda la casacca della “sua” Argentina, la Brujita regala un accenno di speranza verso un sogno irrealizzabile.

3 – Lazio-Roma del 25 marzo del 2000

È il “derby dello Scudetto”. La partita non è delle più semplici, soprattutto dopo il vantaggio giallorosso a inizio match. La Lazio, nonostante le fatiche europee della settimana, è una squadra forte e pareggia i conti con un rocambolesco gol di Nedved.

Ma quel giorno (sotto il calore del primo sole primaverile) verrà ricordato grazie al colpo di genio del fuoriclasse argentino che, con una punizione da oltre 30 metri, disegna una parabola perfetta scagliando il pallone in rete sotto la Curva Sud. La corsa a mani aperte come a voler emulare il volo di un’aquila e l’abbraccio dei compagni fanno risplendere le maglie candide e bianche del Centenario, in una cornice di amore unico e di estasi sportiva meravigliosa.

Se quello Scudetto diventò biancoceleste, fu anche grazie alla classe di quel giocatore venuto da lontano a illuminare, con la sua classe infinita, il cielo della Città Eterna.

 

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