Luigi Bisignani interviene nuovamente sul dibattito che coinvolge la Lazio e il presidente Claudio Lotito. In un nuovo contributo pubblicato su Il Tempo, Bisignani replica alla lettera firmata da Guido Paglia e torna su alcune delle vicende che negli ultimi giorni hanno alimentato il confronto attorno alla società biancoceleste.
Al centro del suo intervento c’è anche la questione relativa a JP Morgan, vicenda che, secondo Bisignani, risalirebbe a diversi anni fa e che sarebbe stata riproposta nel dibattito attuale. L’autore richiama inoltre le indiscrezioni riguardanti le iniziative di Lotito e i suoi rapporti con la Procura.
Il confronto mancato con Lotito
Bisignani ricostruisce poi la genesi delle proprie prese di posizione sulla situazione della Lazio, sottolineando di aver continuato a rispondere alle lettere ricevute dalla redazione. Nel suo racconto, il confronto diretto con Lotito avrebbe potuto evitare ulteriori tensioni.
Il passaggio più significativo riguarda proprio la scelta del presidente biancoceleste di non rispondere pubblicamente alle domande sollevate:
“Non avendo nulla da nascondere, ho continuato a rispondere alle migliaia di lettere arrivate in redazione. L’origine del primo articolo, uscito il 31 maggio dopo anni di protesta dei tifosi, del resto ho raccontata decine di volte: l’insistenza di mio figlio.”
Bisignani sostiene quindi che ci sarebbe stata la possibilità di affrontare la questione attraverso un confronto diretto:
“Lotito, anziché replicare a quell’articolo e alle dieci domande che poi gli erano state rivolte, ha scelto altre strade.”
Il rapporto con i tifosi e il riferimento a Nerone e Cincinnato
Nel suo intervento, Bisignani chiarisce anche il significato del precedente paragone tra Nerone e Cincinnato, spiegando di averlo utilizzato con un tono ironico e affettuoso. Secondo la sua ricostruzione, il riferimento a Cincinnato voleva richiamare la figura di chi, dopo aver svolto il proprio compito, torna alla vita privata.
Bisignani riconosce inoltre a Lotito il merito di aver contribuito alla salvezza della Lazio, ma sostiene che alcune scelte successive avrebbero modificato il rapporto con una parte della tifoseria e con altri interlocutori istituzionali.
A questo proposito scrive:
“Aver salvato la Lazio è un merito sempre riconosciuto a Lotito. Le strade imboccate finora sembrano invece averlo allontanato ancora di più dai tifosi, raffreddando anche i rapporti con le istituzioni e con settori del suo partito.”
Il Fucino e il legame con il mondo Lazio
Nella parte conclusiva, Bisignani affronta anche il tema del Fucino, ricordando i rapporti personali con alcune delle figure citate nella vicenda. Spiega di aver avuto contatti con Francesco Maiolini principalmente per motivi legati alla comune passione per la Lazio e precisa invece di conoscere da molti anni il presidente Masi.
L’intervento si chiude con un passaggio dal tono più personale, dedicato alla lettera di Paglia e al rapporto tra generazioni. Bisignani racconta di avere otto nipoti e collega questo aspetto al desiderio di vedere ancora famiglie e bambini vivere lo stadio e la passione per la squadra.
Il messaggio finale resta quindi fortemente legato all’identità biancoceleste:
“Le carte passano, la Lazio resta. Purché ci siano ancora bambini da accompagnare e nonni felici di farlo. Forza Lazio, sempre.”



Problema suo,noi la nostra la sappiamo e la porteremo a termine,fino alla vittoria