Lazio, Rocca rompe il silenzio su Lotito: “Con lui non parlo più”

Il presidente della Regione Lazio sulla contestazione

Rocca Lazio

Francesco Rocca torna a parlare della situazione in casa Lazio e lo fa affrontando senza giri di parole il tema del rapporto con Claudio Lotito. Il presidente della Regione Lazio, intervistato dal Corriere della Sera, ha commentato la contestazione della tifoseria biancoceleste nei confronti del patron, soffermandosi anche sulla distanza che si è creata tra i due.

Rocca ha chiarito di non voler esprimere valutazioni definitive sull’inchiesta per aggiotaggio che coinvolge Lotito, Bisignani, Masi e Maiolini. Nel corso dell’intervista ha poi ricordato il legame personale con la Lazio, raccontando anche di essere stato recentemente a Udine per seguire la squadra allenata da Gattuso.

“Sull’inchiesta sospenderei il giudizio, comunque non ci vedo un nesso tra la protesta di popolo e la politica. Silvio Berlusconi candidò Lotito perché era il presidente della Lazio e dunque capace di portare consensi, ma con le sue baracconate si è cacciato lui adesso in questa situazione. È un problema di postura, non ci si pone così. Ma lavoro pure, eh! Non penso solo alla Lazio. Ora sono a Sperlonga per una riunione dell’Anci… Comunque sì, mio figlio è laziale, mia nipote è laziale e io sono stato anche a Udine per vedere la Lazio di Gattuso. Ma all’Olimpico non torno finché non ci sarà una proprietà che ci rispetti”.

“Da otto mesi lo stadio è quasi vuoto”

Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda la protesta del pubblico laziale. Rocca ha collegato il calo della presenza allo stadio al rapporto sempre più complicato tra la società e una parte consistente della tifoseria, ricordando anche alcuni episodi del passato.

Nel suo racconto trova spazio anche il ricordo di Lazio-Vicenza del 1987, partita rimasta impressa nella memoria dei sostenitori biancocelesti e legata al gol decisivo di Giuliano Fiorini.

“Lotito ha mancato di rispetto ai tifosi? Beh, non lo ritengo soltanto io, se è vero che da otto mesi lo stadio Olimpico quando gioca la Lazio è quasi vuoto. Vi ricordo che Lotito ha dato degli “str…” a noi tifosi laziali e quella che lui chiama “la nostra caz… di storia” ha alle spalle anni di sofferenze. Non so se lui c’era, io sì, a Lazio-Vicenza, 21 giugno 1987, avevo 20 anni, gol di Giuliano Fiorini all’82esimo, il gol più emozionante della storia, mi viene ancora la pelle d’oca. Comunque da maggio scorso con lui non parlo più”.

Il confronto sulle famiglie lontane dall’Olimpico

Rocca ha quindi raccontato il confronto avuto con Lotito durante la fase più intensa della contestazione. Secondo quanto riferito dal presidente della Regione, il punto centrale della sua riflessione riguardava il progressivo allontanamento non soltanto dei gruppi organizzati, ma anche di una parte del pubblico tradizionale.

“Cos’è successo a maggio? Davanti allo sciopero del tifo io provavo a spiegargli: “Claudio — gli dicevo — qui non è un problema di ultrà, questa volta hai perso le famiglie intere. Sono le famiglie che non vengono più allo stadio a vedere la tua Lazio, quelle che si tramandavano l’abbonamento in tribuna da 30 anni, sempre allo stesso posto…”. Intere categorie: professionisti, medici, avvocati, commercianti, docenti universitari. Ho incontrato qualche sera fa un primario di pneumologia dello Spallanzani, mi ha detto: “Francesco ma come facciamo con Lotito? Io da ragazzo andavo a vedere la Lazio del ’74, quella di Chinaglia e Lenzini…”. Ecco, io questo ho provato a spiegare a Lotito”.

Il giudizio sul presidente e la condanna per le minacce

Nella parte conclusiva dell’intervista, Rocca ha espresso anche una posizione critica nei confronti dell’atteggiamento attribuito a Lotito, parlando di una scarsa capacità di comprendere il malcontento della tifoseria. Allo stesso tempo, però, ha preso le distanze dagli attacchi rivolti ai familiari del presidente e ha condannato le minacce e gli episodi di violenza denunciati dallo stesso Lotito.

“Ma niente, lui è fissato col complotto, credo abbia proprio un problema caratteriale, una totale mancanza di empatia. Però mi dispiace molto che ci siano finiti in mezzo i suoi familiari, che senso hanno le ingiurie contro di loro? E condanno pure le minacce e le violenze denunciate dal presidente nell’intervista di ieri al Corriere. Quanto agli insulti che riceve, però, mi sembra che il codice penale preveda una scriminante in caso di reciprocità… Un ultimo consiglio a Lotito? A dargli consigli si rischia di finire indagati”.

Le parole di Rocca fotografano quindi un rapporto ormai interrotto con il presidente della Lazio, mentre resta aperto il tema del confronto tra la proprietà e una tifoseria che da mesi manifesta il proprio dissenso.

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2 Commenti
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Ruggero
1 mese fa

Presidente,teniamo durytutti, verrà il giorno che non ci sarà più,allora si che risorgeremo, AVANTI LAZIALI FINO ALLA VITTORIA

Free Eagle
1 mese fa

Ah be’…meglio tardi che mai…io non gli avrei rivolto la parola MAI

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