Gattuso ha trovato una formula semplice per tenere tutti dentro il progetto: far sentire ogni giocatore importante. Nelle prime quattro giornate di campionato il tecnico della Lazio ha già utilizzato 24 elementi, cambiando uomini, gerarchie e soluzioni senza perdere equilibrio.
Il messaggio è chiaro: nessuno è intoccabile e nessuno è davvero fuori. Mandas ha giocato sempre, ma alle sue spalle Provedel resta coinvolto. In difesa le rotazioni sono continue, con Floriani Mussolini, Pellegrini, Tavares, Provstgaard, Sutalo, Doekhi e Diogo Leite chiamati a rispondere a seconda delle necessità.
Concorrenza in ogni reparto
A centrocampo la concorrenza è ancora più forte. Frattesi e Taylor sono diventati riferimenti, Belahyane ha ritrovato spazio, mentre altri elementi aspettano il proprio momento. Gattuso cambia anche in corsa e pretende la stessa intensità da chi parte titolare e da chi entra dalla panchina.
Davanti il principio non cambia. Pinamonti resta il centravanti scelto per guidare l’attacco, ma Noslin ha già sfruttato le proprie occasioni e Gudmundsson può essere utilizzato in più ruoli. Sulla destra Cancellieri e Isaksen restano in concorrenza, con le gerarchie destinate a cambiare partita dopo partita.
Il metodo Gattuso
Il metodo Gattuso nasce soprattutto dalla gestione quotidiana. Il tecnico parla molto con il gruppo, pretende massima applicazione e distribuisce responsabilità. Anche chi gioca meno deve sentirsi pronto a incidere.
La Lazio arriva così alla trasferta di Venezia con dieci punti e una rosa coinvolta quasi completamente. Mancano soltanto pochi elementi all’appello, ma la direzione è evidente: Gattuso vuole una squadra viva, competitiva e senza riserve passive. In una stagione lunga, questa profondità potrebbe diventare uno dei vantaggi principali dei biancocelesti.
Il calendario, inoltre, imporrà presto nuove rotazioni. Tra campionato, recuperi fisici e possibili imprevisti, il tecnico sa che serviranno tutti. Per questo continua a modificare le gerarchie senza creare fratture, trasformando la concorrenza interna in uno stimolo quotidiano per ciascun giocatore. Il Corriere dello Sport.


