Christos Mandas sta assumendo un ruolo sempre più importante nel sistema di gioco della Lazio. Il portiere greco non si limita infatti a difendere la propria porta, ma viene coinvolto direttamente nella fase di impostazione, diventando una sorta di primo regista della squadra.
La sua capacità di giocare il pallone con i piedi permette alla Lazio di avere un uomo in più durante la costruzione dal basso. Mandas contribuisce così a creare superiorità numerica nella prima fase dell’azione e, quando ne ha l’opportunità, cerca anche soluzioni verticali capaci di superare la pressione avversaria.
Si tratta di un compito che comporta inevitabilmente qualche rischio, ma le prestazioni del portiere mostrano una crescente sicurezza. Parallelamente alla sua partecipazione alla manovra, Mandas continua a offrire il proprio contributo tra i pali, dove si è reso protagonista di interventi importanti.
I numeri confermano il suo coinvolgimento
Le statistiche evidenziano con chiarezza quanto il portiere sia parte integrante della manovra biancoceleste. Secondo i dati riportati dal Corriere dello Sport, Mandas ha totalizzato 136 passaggi e 183 tocchi in campionato.
Numeri che, nel confronto con gli altri estremi difensori della Serie A, gli permettono di occupare rispettivamente il sesto posto per passaggi completati e il quinto per tocchi effettuati.
Anche all’interno della Lazio il greco occupa la sesta posizione in entrambe le graduatorie. Considerando i giocatori di movimento, davanti a lui figurano Provstgaard, Tavares e Floriani Mussolini, mentre anche Taylor e Zaccagni presentano numeri superiori in almeno una delle due statistiche.
L’esempio contro il Milan
Il modo in cui Gattuso intende utilizzare Mandas è emerso in maniera evidente anche nella sfida contro il Milan. In occasione del primo gol della Lazio, infatti, l’azione è partita proprio da un’iniziativa del portiere.
Un suo passaggio verticale è riuscito a superare la prima linea di pressione rossonera, dando il via allo sviluppo offensivo. È un esempio concreto del valore che Gattuso attribuisce alla partecipazione dell’estremo difensore alla costruzione.
Mandas è quindi chiamato non soltanto a intervenire sulle conclusioni avversarie, ma anche a leggere le situazioni di gioco, trovare linee di passaggio e aiutare la squadra a uscire dalla pressione. Una responsabilità crescente che il portiere greco sta progressivamente facendo propria.


