Maurizio Sarri si prende la vittoria di Cremona e guarda oltre il risultato. Il 2-1 della Lazio contro la Cremonese arriva in rimonta, con una squadra capace di restare dentro la partita anche quando la gara si è fatta più complicata. Nel post-partita, ai microfoni di Dazn, il tecnico biancoceleste ha analizzato una prestazione dai due volti: più ordinata nella prima parte, più sporca ma incisiva nella ripresa.
«Abbiamo approcciato bene», ha spiegato Sarri, sottolineando come la Lazio fosse riuscita a gestire il possesso e a uscire con facilità dal basso. Il limite, secondo l’allenatore, è stato nella zona decisiva del campo: «Mancava cattiveria negli ultimi 20 metri». Un dettaglio che ha tenuto la partita aperta fino all’intervento della panchina.
I cambi hanno infatti modificato l’inerzia della gara. Sarri ha ammesso che la squadra, pur perdendo qualcosa in pulizia, è diventata più concreta e più pericolosa. Una Lazio meno lineare, ma più capace di colpire nei momenti decisivi.
Tavares, Noslin e la crescita dei singoli
Tra i temi affrontati c’è anche quello legato ai singoli. Sarri ha elogiato il percorso di Nuno Tavares, spiegando il lavoro fatto sul piano difensivo. Il tecnico ha raccontato di avergli chiesto una crescita precisa: non soltanto spinta, ma anche equilibrio e capacità di difendere.
«Gli ho detto che volevo un difensore esterno che sapesse spingere e non uno che sapesse solo spingere», ha dichiarato a Dazn. Una richiesta accolta dal giocatore, che per Sarri sta vivendo un girone di ritorno di alto livello.
Parole positive anche per Noslin, decisivo con il gol nel recupero. L’olandese, secondo il tecnico, è un calciatore che garantisce sempre qualcosa quando viene chiamato in causa. La sua duttilità resta un valore: può agire da attaccante centrale in alcune situazioni, mentre in altre può essere più utile partendo dall’esterno.
Rovella e il peso delle assenze
Sarri si è poi soffermato su Rovella, rientrato dopo una stagione condizionata da problemi fisici e interventi. Il centrocampista, nelle parole dell’allenatore, non è ancora al massimo, ma può tornare utile in questo finale.
«Ha fatto una stagione disgraziata, con due operazioni», ha spiegato Sarri, ricordando i mesi senza allenamenti continui. Poi il passaggio più significativo: «Quando gioca capisci quanto può essere mancato». Una frase che racconta il peso dell’assenza del centrocampista nella costruzione della Lazio.
Il futuro resta una domanda aperta
Il punto più delicato riguarda il futuro. Sarri non ha chiuso la porta alla continuità , ma ha chiarito che la sua volontà non basta. Tutto dipenderà anche dalla possibilità di mantenere un gruppo che, secondo l’allenatore, è cresciuto molto durante l’anno.
«Era l’obiettivo da inizio stagione prendere un gruppo con poche possibilità per la lotta all’Europa e farlo crescere», ha detto il tecnico. Una stagione travagliata, ma chiusa con una squadra più solida e con uno spessore diverso.
Sul desiderio di proseguire, Sarri ha lasciato una risposta sospesa: «Dipende se questo gruppo squadra ci sarà o meno, non dipende da me». Il messaggio è chiaro: la Lazio ha costruito qualcosa, ma il prossimo passo passerà dalle scelte societarie e dalla capacità di non disperdere quanto creato.


