Scarso minutaggio per le riserve della Lazio. E l’apporto dalla panchina a partita in corso non incide quasi mai.
Problemi in tutti i reparti per la Lazio quest’anno. In attacco, in difesa e anche in panchina. La sconfitta di ieri contro il Bologna li ha evidenziati nettamente (non per la prima volta in stagione): si segna molto meno, si subisce molto di più e, campanello d’allarme forse ancora più grave, non c’è apporto concreto dall’impiego, scarso, delle riserve.
Poco minutaggio
Al di là delle valutazioni tecniche sui singoli elementi, rispetto alla passata stagione tutti i reparti hanno visto l’arrivo di nuovi innesti. Eppure in campo vanno sempre gli stessi. Va detto che infortuni e Covid-19 non hanno aiutato Inzaghi, specialmente in avvio di stagione, ad organizzare un turnover ragionato. Ma dopo 24 giornate, il minutaggio riservato alle seconde linee, soprattutto a centrocampo e in attacco, è basso. Ed è paradossale che siano invece proprio quelli i reparti con maggior abbondanza di scelte.
Mettendo da parte la difesa martoriata senza sosta dalle assenze, dalla cintola in su ci sono Akpa Akpro, Parolo, Escalante e Cataldi per la mediana. Il jolly Pereira, che potrebbe giocare sia da mezz’ala sia da seconda punta. Fares sugli esterni, Muriqi e Caicedo in attacco. Stando ai numeri sul loro impiego raccolti da Transfermarkt, nessuno di essi è però ritenuto in grado di alternarsi stabilmente con uno o più dei big. “È difficile giocare quando hai calciatori come Luis ALberto e Milinkovic davanti – ha detto nel post gara del Dall’Ara Senad Lulic – ma credo che anche loro possano riposare“. Il mister, non la pensa così.
Solo 3 partite dal 1′ minuto per Akpro in A. 4 per Ecalante e 2 per Cataldi. E, nonostante sia considerato l’uomo ovunque, anche Parolo ha giocato solo 5 volte dall’inizio. Almeno i primi due, tuttavia, sono impiegati spesso a partita in corso. 20 presenze totali per l’ex Salernitana. 17 per l’argentino. Soltanto 9, invece, i cartellini timbrati da Momo Fares da settembre a oggi. C’è l’attenuante dell’aver dovuto saltare 7 partite a causa di un problema agli adduttori. Ma è tornato a disposizione da un mese (il 24 gennaio era in panchina contro il Sassuolo) e ha giocato solo una mezz’ora contro la Sampdoria.
In avanti la situazione, se possibile, peggiora. Muriqi e Pereira hanno collezionato entrambi 15 gettoni di cui solo 2 da titolari. Relegati ad essere la 4ª o 5ª scelta. Più fortunato Caicedo con 19 presenze di cui 8 dall’inizio.
Apporto
I problemi della panchina della Lazio però non riguardano solo le statistiche sul minutaggio. La scelta (a volte obbligata) di centellinare l’utilizzo delle riserve si lega ad un altro fattore: quello dell’apporto dei subentrati.
Se non fare turnover è una decisione tattica ben precisa, il fatto di non riuscire quasi mai a pescare dal mazzo una carta che risolva le situazioni difficili è una questione tecnica che evidenza alcuni limiti della squadra. Anche qui, lo stato di forma mai ottimale dalla prima giornata di molti giocatori, è un fattore che ha influito tanto sul rendimento. I numeri però dicono che i cambi hanno prodotto appena due assist e tre gol dalla panchina. E solo 2 reti sono state decisive: quelle in extremis di Caicedo, che hanno deciso il 3-4 col Torino e l’1-1 con la Juventus.
Il passaggio vincente di Akpro per Luis Alberto nel derby è arrivato a risultato già acquisito. La combinazione tra Pereira e Muriqi contro l’Atalanta ha invece chiuso i conti, mettendo in ghiaccio la partita di Bergamo. Ma le aquile erano comunque già in vantaggio 1-2.
Con le seconde linee partite nell’11 iniziale sono invece arrivati un assist a testa per Fares e Parolo, rispettivamente nelle vittorie all’Olimpico col Bologna e a Crotone, e la rete di Pereira che ha aperto le danze col Torino.
Per questi dati e per il rendimento deludente di alcuni elementi, l’opinione sempre più diffusa è che non esista una Lazio B. Che Inzaghi non abbia alternative valide. E se invece fosse solo un problema di gestione non ottimale delle risorse? Il KO contro gli uomini di Mihajlovic convincerà l’allenatore a dare più fiducia a chi fin ora ha giocato meno? La prestazione opaca di quasi tutti i big lo spingeranno a provare nuove soluzioni?



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Le riserve della Lazio faticherebbero a trovare spazio anche nel Crotone!!!
Scusate è, devo vedere Patric e Hoedt in campo e Inzaghi ha fatto andare via Bastos? È possibile che Armini è peggio di Patric? (è quasi impossibile) Non c’è qualcuno tra i “disoccupati” perché con quei 2 non si va lontano…
Si parla da tanto dell’organico della Lazio.
Nessuno si ricorda che l’Inter con un organico giudicato dai più superiore, non ha passato nemmeno il turno di Champions.
Forse non è solo un problema di organico.
Se alla Lazio manca Luis Alberto manca quasi interamente la proiezione offensiva.
Il centrocampo non è amalgamato perché gli esterni hanno spazio solo se lo concedono gli avversari e diventano quasi sempre i quinti difensori.
In un simile contesto un giovane non ha un gancio a cui appigliarsi ed un panchinaro (brutto termine) non può colmare una lacuna che è presente già nei titolari.
Il compito di un amministratore è di migliorare i programmi.
Il compito del DS è di impiegare al meglio le risorse finanziarie.
Ma il compito di far giocare la squadra nell’intero organico è dell’allenatore.
Fabio titolare.
Il problema serio è che la Lazio non ha panchina! Quelle sono sedie!!!?
Se prendi un ricambio non all’altezza, e’ normale che non fanno riposare i migliori.. E poi ecco che succede.. Purtroppo finche ci sara’ un presidente non tifoso della squadra che ha, sara’ sempre cosi!
Che ti ha fatto il cammello per trattarlo così ?????
Luis Alberto, Milinkovic, Lazzari, Leiva, Immobile e Acerbi non valgono PATRIC, WALLACE, VAVRO, NOVARETTI, HOEDT, MURIQI, BERISHA, DURMISI, LUKAKU, AKPA AKPRO, JONY, KISHNA, ESCALANTE, FARES e chi più ne ha più ne metta.
Non è scarso il minutaggio, sono scarse le riserve!