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Lazio-Bayern, datemi quel rigore, poi ne riparliamo. Non ne abbiamo (ancora) presi 7…

Mica...mi sta bene

Lazio, col Bayern è andata male… ma poteva anche andare  peggio #MicaMiStaBene

A cura di Micaela Monterosso

Ottimismo: Nel linguaggio comune, la disposizione psicologica che induce a scegliere e considerare prevalentemente i lati migliori della realtà, oppure ad attendersi uno sviluppo favorevole nel corso degli eventi.

Non ne abbiamo presi sette, mi pare già un buon inizio. Al ritorno, ci basterà farne quattro e passiamo il turno. In alternativa, c’è sempre l’opzione sei cambi. Alle brutte, fingiamo di non ricordare il regolamento e…tac. 0-3 a tavolino. Ah, hanno già fatto pure questo?

A ogni modo, due gol li abbiamo fatti noi, seppure uno nella porta sbagliata. Mi sa che Ace si era dimenticato che nel secondo tempo bisognava segnare nell’altra porta, eppure Pepe non somiglia a Neuer…
Degli altri tre gol, due ce li siamo fatti da soli. Volendo tracciare un bilancio, ne abbiamo fatti quattro noi. Ci si può appellare alla Uefa per rivedere il punteggio?

L’occasione del rigore ha lasciato un senso di amarezza mista a sgomento, mista a calendari tirati giù come fossero palline dell’albero di Natale il 7 gennaio. Noi siamo di parte, si sa, ma che addirittura Marchisio lo noti e lo evidenzi su Twitter, mi fa pensare che forse – ma forse eh – si poteva andare a rivedere. Non avremmo vinto lo stesso, ma se sullo 0-1 ti fischiano un rigore e pareggi, la partita prende una piega diversa. Se invece, dopo averti negato il rigore (netto), ti segnano lo 0-2, entri in un circolo vizioso terribile e non ne imbrocchi più una. Continuo però a dire che non ne abbiamo presi 7 (per ora).

Bisogna prenderla con spensieratezza e ottimismo, comunque. Tra tutte le squadre che potevamo pescare, abbiamo preso la peggiore. Guardando i numeri della partita, tra l’altro, non è stata nemmeno così squilibrata. Gli squilibrati, semmai, sono quelli che pensavano di vincere contro questi alieni. Vedere Patric e Lewandowski, Musacchio e Sanè, Acerbi e… basta, mi viene da piangere.
Quello che voglio dire è che, in ogni caso, abbiamo giocato “La Partita” e ne siamo usciti sì acciaccati ma con una lezione importante da imparare (non si fanno gli assist agli avversari, ad esempio).

Rimettiamo le cose in fila, abbiamo perso (neanche troppo male) contro i campioni del mondo in carica, in una partita che se avessimo vinto sarebbe stato un miracolo. Nessuno si aspettava un risultato diverso da quello che è stato. Certo, non gli avessimo regalato due gol sarebbe stato meglio. Molti dei nostri giocatori non avevano mai giocato la Champions, che non è come il campionato o l’Europa League, nemmeno da lontano. Ci vuole esperienza per superare questo genere di ostacoli e, in ogni caso ribadisco, stavamo giocando contro i campioni del mondo.

Quello che conta adesso, è buttarsi alle spalle la sconfitta e continuare il cammino in campionato, per centrare il quarto posto e tornare a giocarcela l’anno prossimo (magari con un paio di innesti giusti, Igli, ti prego). In ogni caso, null’altro da dire se non grazie per quanto fatto fino a qui. Nonostante tutto, è stato bello. Poteva andare meglio? Sì, ma potevamo anche prenderne 7…

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