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Parola ai tifosi

Combattere. Lottare sempre!

Radu The Boss sbarca su Instagram: il benvenuto dei compagni

Nelle parole di Radu tra il primo e il secondo tempo di Genoa – Lazio si incarna lo spirito di una squadra che sta emozionando.

di Alessandro Sicari

Tra tutte le parole spese in questi giorni, quelle che contano di più le ha pronunciate chi quest’estate era in procinto di andar via. Il capitano silenzioso e pugnace, Stefan Radu. Domenica, a Genova, alla fine del primo tempo, gli viene chiesto cosa debba fare la Lazio per portare la partita a casa. La risposta è immediata, decisa, da guerriero. “Combattere. Lottare sempre”.

La carica è suonata. La Lazio, nervosa nei primi 45 minuti per un campo tosto, per un avversario che non si tira mai indietro – che soprattutto contro di noi si esalta ogni volta – rientra dagli spogliatoi con uno spirito diverso e segna subito. 2-0 per noi.

Il resto è noto a tutti: si combatte e si lotta con un pubblico unico a supporto, con una tenacia unica, con uno spirito di squadra che nessun altro ha in Serie A.

Gli altri avranno anche una rosa più lunga. 150 milioni da spendere nel mercato estivo. Possono chiamare gli allenatori più celebrati e/o fastidiosi della storia. Ma non avranno mai quello che questa Lazio sta dimostrando di avere dall’inizio di questo campionato. Anzi, da diverse stagioni. L’attaccamento alla squadra, l’unità di intenti, l’essere una famiglia, come Ciro ripete spesso.

Acerbi, Radu, Lulic, Cataldi, Immobile, Sergej e i tanti altri che potrebbero aggiungersi a questi nomi. Oltre che campioni sono tutti accomunati da un fattore: la lazialità. L’amore per questa città, per questi tifosi, per questa maglia, per i nostri simboli. Sono laziali, come Simone Inzaghi. E insieme hanno creato uno spogliatoio magico, che sta contribuendo a un campionato incredibile, con una squadra unica e un tifo che ogni domenica dimostra la sua grandezza.

Come quella di Radu. Un giocatore con le valigie pronte quest’estate, rimasto e che si è unito al gruppo quest’estate. Ricordate quelle fasi, le immagini della squadra unita intorno a lui, la gioia di aver ritrovato un amico? Quante volte Inzaghi ha ribadito l’importanza del ritiro estivo, di quello spirito vissuto l’estate scorsa, di quel clima che tutti percepiamo nei video, nelle immagini diffuse, nella capacità di stare in campo, nelle parole dei giocatori?

Ecco. Le parole dei giocatori. Quelle di Cataldi a fine partita, che si emoziona come ci emozioneremmo noi tifosi parlando del suo pubblico e della carica che dà. E quelle di Radu. “Combattere. Lottare sempre”.

Come hanno fatto tutti. Anche i giocatori meno considerati. Quelli più criticati, che hanno dato il loro contributo per i tanti successi. Che arrivano – come Marusic – a fare goal strepitosi, perfetta incarnazione di quanto detto da Stefan. È con quest’attitudine che siamo riusciti a vincere partite difficili, che in altri tempi avremmo probabilmente pareggiato o addirittura perso.

Anche domenica scorsa, ci abbiamo pensato tutti negli ultimi minuti. Vedendo il veleno sconsiderato negli occhi di Pandev, sentendo la bolgia del Marassi, percependo la cattiveria agonistica del Genoa che voleva almeno pareggiarla.

Spiace per quei ragazzi. Hanno trovato sul loro cammino una squadra che combatte e lotta sempre. Che fa emergere la forza del gruppo, che esalta la squadra e che circoscrive i limiti dei singoli. È, questa Lazio, una squadra unica, che ci sta facendo sognare. Perché fatta di laziali, per i laziali.

Ad victoriam”. Combattendo e lottando sempre.

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