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Le Cardopagelle della Supercoppa: 10 a Inzaghi, Lulic da… 73

L'elogio dell'ex portiere Budoni alla Lazio, Inzaghi e co.

La Supercoppa è della Lazio! Un trionfo straordinario, da premiare applaudendo gli eroi biancocelesti: vediamo insieme i voti della vittoria di Riad contro la Juventus

Le mie pagelle della Supercoppa.

Strakosha 7.5

La consacrazione dei progressi di questa ragazzo che ha sempre reagito con le prestazioni alle critiche. Nel primo tempo una buona uscita su corner, coraggiosa e decisiva. Poi prende il gol perché il tiro di CR7 passa sotto le gambe di Luiz Felipe e lui può solo respingere in quel modo, casomai doveva essere più reattivo Radu a “salire” subito per mettere in fuorigioco Dybala. Nella ripresa impressionante la calma nelle mischie, soprattutto nel finale: zero errori, grande personalità. Complimenti, Thomas.

Luiz Felipe 8

Prestazione mostruosa, non trovo altri aggettivi visto chi aveva di fronte (Ronaldo soprattutto). Un solo neo: forse poteva contrastare meglio CR7 nel tiro che poi ha portato all’1-1. Ma il secondo tempo ne certifica il salto di qualità avvenuto. Una prova da grandissimo difensore, alla Cannavaro di certe battaglie “mondiali”. Adesso non deve commettere l’errore di sentirsi arrivato: bisogna migliorare, sempre, e avere questa concentrazione anche contro il Brescia, insomma contro le mediopiccole. Mi raccomando, grande Luiz.

Acerbi 8

Re Leone domina nell’area di rigore, non perde mai la calma, gioca d’anticipo e di contrasto, invincibile di testa e preciso di piede. Imprescindibile: siamo tutti Acedipendenti, altroché. Da amare, punto.

Radu 7.5

L’errore del gol, va bene, ma per il resto prestazione da guerriero lucido. Secondo tempo senza paura contro tutto e tutti. La Juve faceva entrare campioni e lui li arginava con la clava in pugno e la bava alla bocca: voi siete ricchi e forti, sembrava dire ai bianconeri, ma noi abbiamo un cuore grande così e vi battiamo di nuovo. Grazie, Stefan.

Lazzari 7.5

A perdifiato sulla fascia destra, senza stancarsi mai, a correre e rincorrere, scivolare (mannaggia!) e crossare. Decisivo nell’azione del 2-1. Acquisto formidabile, migliorerà ancora.

Milinkovic 7.5

Mi ha fatto arrabbiare solo quando ha commesso quel fallo inutile che ha permesso a Dybala di tirare una punizione da posizione pericolosissima nel recupero. Per il resto, da abbracciare e basta, per il lavoro in ogni zona del campo, da tuttocampista favoloso, con la gemma dell’assist a Luis Alberto: in campionato, contro la Juve, era stato il Toque a confezionargli una palla d’oro per il gol, favore ricambiato. Tra fuoriclasse, funziona così. Top player.

Leiva 7.5

Finché ha giocato, lo ha fatto da Mezzasquadra, recuperando palloni e cucendo il gioco da signore del centrocampo. Un’ammonizione lo costringerà a saltare il Brescia, ma questo Cataldi mi lascia tranquillo: Danilo sta imparando tanto da lui. Buon Natale, super Lucas.

Luis Alberto 8

Un gol tipo al derby, palla piazzata tra mille corpi, individuando il pertugio della felicità. Bentancur perde fiato, energie e staffe a stargli dietro, ma il Toque è ispirato e a Brescia ci mancherà. Stasera però è solo festa. È uscito perché Inzaghi voleva che nessuno dei pirati giocasse condizionato dall’ammonizione e alla fine ha avuto ragione lui, il grande mister. Auguri, mitico Toque dai piedi fatati.

Lulic 9

Favoloso sul gol del vantaggio, impreciso su quello dell’1-1, straordinario sulla volée della vittoria. Segna nei suoi minuti, il 26 maggio al 71′ e adesso al 73′, poi esulta felice magari ripensando con il sorriso diabolico a chi lo considerava bollito. Che rivincita, capitano, che rivincita. Complimenti vivissimi al nostro asso di Coppe: con la fascia al braccio, solo Nesta ha alzato più trofei di lui.

Correa 7.5

Forse poteva scegliere il pallonetto invece che il diagonale nel primo tempo, sull’1-0. Ma nella ripresa non lo hanno fermato mai. Ci è riuscito solo un fuorigioco di centimetri, altrimenti avrebbe bissato il gol del 3-1 firmato in finale di Coppa Italia contro l’Atalanta. Può segnare nell’ultima azione, non lo fa perché già sapeva che ci avrebbe pensato Cataldi (ahah). Ti adoro, Tucu: sei un campione, il nostro Kakà.

Immobile 7.5

Si sbatte come sempre, da una parte all’altra del fronte d’attacco e non solo. Demiral gli nega il gol nella ripresa, ma il suo lavoro è comunque prezioso. Quarta gara di fila senza gol, ma non mi preoccupo: a Brescia tornerà a colpire. Buone feste, Ciro d’Arabia.

Cataldi 8

Da giocatorino a giocatore vero in pochi mesi. La trasformazione di Danilo mi emoziona, è qualcosa di impressionante. Entra in campo da condottiero, un capitano aggiunto, recupera palloni e li sventaglia a destra e sinistra che sembra Veron. Esageriamo, stasera, ma insomma avete capito: prova maiuscola, impreziosita da un gol fantastico con una punizione delle sue, come ai tempi della Primavera, straordinario mix di tecnica e lucidità, addirittura al 94′. Chiude i conti come nel derby di marzo: standing ovation per Danilo!

Caicedo 7.5

Perfetto per gestire il vantaggio, fa solo cose intelligenti compreso un super assist non sfruttato da Correa. Quando entra, ormai è una garanzia. Applausi al Panterone.

Parolo 8

Eccolo, il Parolo migliore. Copre, corre, contrasta, s’inserisce, serve il pallone del 2-1 a Lulic e chiude la partita con quel fallo che si guadagna nel recupero, con l’ultimo sforzo. È uno dei fedelissimi di Inzaghi, tra i leader dello spogliatoio, figuriamoci se avrebbe potuto mai tradire in una serata così. Rosacortisti o positivisti che siate, lui resta un’alternativa preziosissima.

Inzaghi 10

Straordinario capobanda, sa guidare i suoi pirati all’ennesimo arrembaggio riuscito. Battere questa Juve due volte in 15 giorni è da veri maestri del calcio. Di più: l’ha affondata in quattro occasioni negli ultimi sette incroci. Roba storica. I tifosi laziali sono pazzi di lui, gli farebbero subito firmare un contratto a vita. Magari qualcuno l’ha rimproverato per aver sostituito Luis Alberto, ma la mossa aveva un senso: in una battaglia così, nessuno doveva sentire il peso di un cartellino prima di affondare il tackle.

Il suo merito maggiore? Subire un gol beffardo al 45′ e rientrare in campo come se nulla fosse successo, senza lasciarsi andare al fatalismo, senza farsi fregare da black out o cali di tensioni. È il segno che ha trasformato la sua Lazio in una grande squadra, capace di battere MERITATAMENTE la Juve. Contro l’Inter di Mourinho a Pechino fu un colpo di fortuna (andava bene lo stesso, eh, ce la siamo goduta), questa volta il risultato è lo specchio fedele di quanto visto in campo: credo che per Simone sia la soddisfazione più intensa. Buon Natale, mister, a te alla tua banda di pirati sfrontati e ambiziosi. E buon anno: che il 2020 ti regali altre gioie così.

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