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Lazio, parla Papà Inzaghi: “Questa squadra può far tribolare tanta gente”

In radio questa mattina Giancarlo Inzaghi, papà di Simone e Filippo, ha parlato delle sue impressioni sul lavoro dei figli.

Anche Giancarlo Inzaghi, papà di Simone e Filippo, segue il ritiro della Lazio. Tra qualche giorno si trasferirà a Pinzolo, sede di quello del Benevento. Ma intanto osserva con paterna ammirazione, e un pizzico d’orgoglio, il lavoro del minore dei suoi figli.

Questa mattina, intervistato da Radiosei 98.1, durante la trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, ha raccontato dei retroscena e dato un suo giudizio sul lavoro dei due fratelli.

“Sto guardando tutta la seduta, così poi suggerisco al mister delle varianti (ride, ndr)! In questi quattro giorni, mi ha colpito la sensazione di compattezza della squadra. C’è buonumore e una grande unità d’intenti. Mi stanno piacendo molto. Guardando da fuori, viene spontaneo dire che questa squadra che può far tribolare tanta gente. Poi succedono tante cose, gli episodi… Ma il gruppo sembra veramente unito. Mi sono divertito a vederli così in campo. Ho trascorso una bella vacanza tra allenamenti e passeggiate qui, che è bellissimo. Abbiamo anche trovato belle giornate”.

Papà Giancarlo ha svelato un retroscena sul silenzio di Simone dopo la vittoria della Coppa Italia.

“Non era venuto a Piacenza, ma ci siamo sempre sentiti. Siamo venuti noi a Roma. Giravano tante voci: andrà, non andrà. Poi è arrivato Filippo e mi ha detto che tanto non se ne sarebbe mai andato da Roma. Mai. È troppo attaccato alla Lazio. Sono 21 anni che arriva al campo e parcheggia sempre lì fuori allo stesso posto. Ormai si sente a casa. Filippo gli ha parlato due giorni e ha capito tutto. Se gli parlavi di andare via gli venivano gli occhi lucidi. ‘Adesso vediamo, valutiamo’, rispondeva. Ma già sapeva che sarebbe rimasto. Interessamenti comunque ce ne sono stati e questo non può che fare piacere”.

Nuova avventura per Pippo.

“A Benevento ha trovato un ottimo ambiente, un bel contesto. Il presidente è entusiasta, se gli chiede qualcosa il giorno dopo gliela fa trovare. Però voglio andare a verificare di persona (ride, ndr). Ora andrò qualche giorno anche da lui”.

Ricordo del derby in famiglia e giudizi sul lavoro dei due figli.

“Ero un po’ emozionato, ma ormai sono abituato. L’emozione mi diceva anche che la Lazio era una spanna sopra al Bologna, Il risultato si poteva immaginare.

Non voglio rispondere alla domanda su chi dei due sia più bravo in panchina. Con loro ho un rapporto pazzesco. Ci sentiamo due volte al giorno. Sono due allenatori bravi, con le palle. Poi, è chiaro, per vincere ci vogliono anche le squadre e un po’ di fortuna. Ma loro sono lavoratori seri. E lo si vede anche nelle testimonianze dei tifosi: dicono cose che mi commuovono”.

Ma Simone e Filippo ascoltano i consigli paterni?

“Eh, insomma, ogni tanto mi prendono in giro. ‘Chiediamo la formazione a papà, così perdiamo sicuro!’ (ride, ndr). Sono orgoglioso di avere due figli così”.

“Professionalmente si deve sempre crescere. A me sembra che Simone sia bravo, anche nei rapporti. Comunque non sempre è un bravo ragazzo: sa usare il bastone e la carota, quando ci vuole. Negli spogliatoi, la sua voce si sente. Non mi aspettavo il suo successo da allenatore. Pensavo più a Filippo, per il suo metodo maniacale di lavorare. Invece mi sbagliavo, vedendo lavorare Simone, mi sono accorto che anche lui lo fa intensamente”.

“Se vinci con il Milan, con l’Inter, un motivo ci sarà. Certo, abbiamo perso anche con il Chievo. Di solito mi chiama un minuto dopo la partita, con il Chievo mi ha chiamato due ore dopo (ride, ndr)“.

Proprio in occasione di quella sciagurata partita ecco un’altro aneddoto come chiosa finale dell’intervista.

“Quella volta sono stato un po’ pesantino anche io: ‘Cavolo, non si può, come si fa?’ gli ho detto. Lui però era calmo, sereno. E mentre parlavamo giocava a pallone in salone con il figlio. La moglie poi mi ha detto: ‘Sì, ora lo senti tranquillo, ma dopo me lo devo sorbire io. Tra un paio di giorni sarà inc***ato!’ (altre risate, ndr)“.

Degli arbitri ha deciso di non parlarne più. Non gliel’ho consigliato io. deve aver capito da sé che anche loro hanno un ruolo complicato. Certo, a volte capita che vedi qualcosa che non va e ti viene da dirlo”.

 

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