Il calcio italiano saluta Igor Protti. L’ex attaccante è morto a 58 anni dopo aver affrontato una lunga malattia. La notizia è stata comunicata dalla famiglia, che ha condiviso anche le parole lasciate dallo stesso Protti come ultimo saluto ai suoi cari, ai tifosi e a tutte le persone che gli sono state vicine.
Un messaggio pieno di gratitudine, con cui l’ex bomber ha voluto ringraziare la famiglia e il mondo del calcio per l’affetto ricevuto nel corso della sua vita e della sua carriera. L’ultimo saluto sarà possibile dalle 15 di oggi nella stanza del commiato Frongillo, al cimitero di Cecina.
Dal Rimini al Messina, l’inizio del viaggio
Nato a Rimini nel 1967, Protti aveva cominciato la sua carriera proprio nella squadra della sua città. Dopo una prima esperienza al Livorno, il passaggio al Messina gli permise di imporsi all’attenzione del grande calcio: in tre stagioni segnò 31 gol, diventando uno degli attaccanti più riconoscibili della Serie B.
Bari, il record e la stagione da capocannoniere
Il grande salto arrivò con il Bari. Con la maglia biancorossa Protti visse la stagione più iconica della sua carriera: nel campionato 1995-96 vinse la classifica cannonieri della Serie A con 24 gol, a pari merito con Giuseppe Signori. Un primato rimasto nella memoria anche per il destino del Bari, retrocesso nonostante i suoi gol.
Lazio, Napoli e il legame eterno con Livorno
Dopo Bari arrivarono le esperienze con Lazio e Napoli. In biancoceleste segnò anche in un derby, mentre a Napoli indossò la maglia numero 10, quella che era stata di Diego Armando Maradona. Ma il legame più profondo restò quello con Livorno, città e squadra che lo hanno sempre considerato un simbolo. Con gli amaranto Protti diventò molto più di un attaccante: un riferimento tecnico, emotivo e identitario.
Un bomber amato da tutti
Protti è stato uno di quei calciatori capaci di andare oltre i numeri. I gol, le promozioni, le classifiche marcatori e le maglie importanti raccontano solo una parte della sua storia. L’altra è fatta di affetto popolare, rispetto trasversale e appartenenza. Per Bari e Livorno è stato un idolo, per il calcio italiano il volto di un’epoca romantica, vissuta con generosità e senso della maglia.


